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Mps, blitz della Guardia di Finanza a Siena: indagine su acquisizione Antonveneta

Brutta sorpresa stamane a Rocca Salimbeni. Nella sede centrale della banca Monte dei Paschi di Siena, prima ancora che aprissero gli uffici, è scattato un blitz della Guardia di Finanza.

La perquisizione è stata ordinata dalla Procura di Siena nell’ambito di un’indagine su presunti reati di aggiotaggio e ostacolo agli organi di vigilanza. L’inchiesta è legata a fatti del 2007, quando Mps acquistò la banca Antonveneta dagli spagnoli del Banco Santander. Gli indagati sono almeno due, entrambi esponenti di banca Mps. Pochi giorni fa Alessandro Profumo si è insediato alla presidenza dell’Istituto come successore di Giuseppe Mussari.  

Perquisite anche le sedi legali della Fondazione Montepaschi, del Comune e della Provincia di Siena, di numerose istituzioni finanziarie italiane ed estere con sede sul territorio nazionale e delle abitazioni private di funzionari e dirigenti Mps a Siena, Roma, Firenze, Milano, Padova e Mantova.

I reati ipotizzati dagli inquirenti sarebbero continuati fino al 2012 e farebbero riferimento a diverse operazioni: il reperimento delle risorse necessarie all’acquisizione di Antonveneta, i finanziamenti in favore della Fondazione Monte dei Paschi, le comunicazioni fatte nel tempo agli organi di vigilanza e le operazioni sul titolo, per alterarne il valore di scambio.  

A condurre le perquisizioni è il nucleo speciale di polizia valutaria della Guardia di Finanza di Roma, coadiuvato dal comando provinciale di Siena. “La Banca assicura come sempre la massima collaborazione – fanno sapere dall’Istituto – e ribadisce la propria fiducia nella magistratura. L’indagine riguarda l’aumento di capitale del 2008 per la parte del cosiddetto Fresh da un miliardo di euro. L’ipotesi è di ostacolo all’autorità di vigilanza“.

A fine mattinata il titolo in Borsa di Mps è stato sospeso per eccesso di ribasso e segna un calo teorico del 5,10%, a 0,23 euro.

Il mese scorso nell’assemblea di Montepaschi si era tornati a parlare dell’acquisizione di Antonveneta. “Il valore patrimoniale della banca era di 2,3 miliardi – aveva detto il presidente del collegio sindacale uscente, Tommaso Di Tanno – e fu acquistata per 9 miliardi. Non entro nel merito se il prezzo di 9 miliardi fosse appropriato”. Secondo Di Tanno, la due diligence preventiva sull’istituto da acquistare “non fu fatta”, ma in ogni caso i dati “risultarono veritieri”. 

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Categories: Finanza e Mercati
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