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Mondadori: Grazia e Icon passano alla francese Reworld Media. Preoccupazioni per i giornalisti

Foto di Luisella Planeta Leoni da Pixabay

Ora è ufficiale. Una delle più antiche riviste testimone della moda italiana, è diventata francese.
Oggi c’è stata la firma definitiva di Mondadori Media, controllata del Gruppo Mondadori, per la cessione del settimanale Grazia alla francese Reworld Media. Insieme a Grazia se ne va anche Icon che si rivolge a un lettore maschile.
L’operazione, che era stata definita a novembre scorso e che ha ricevuto l’ok dal consiglio dei ministri a metà dicembre, prevede la cessione di tutte le attività editoriali cartacee e digitali delle due testate nonché del relativo network di licenze internazionali in oltre 20 paesi.

La transazione vale 6,5 milioni, più 2 milioni condizionati ai risultati del 2023

Il corrispettivo della transazione è pari a 8,5 milioni di euro, di cui 2 milioni di euro in forma di earn-out condizionato al conseguimento di determinati risultati economici nel 2023 da parte delle attività cedute. Il prezzo, corrisposto per cassa, è stato definito sulla base di un Enterprise Value pari a 11 milioni di euro (incluso earn-out). Nell’esercizio 2021 le attività hanno registrato ricavi per circa 18 milioni.
Il perfezionamento dell’operazione si articola attraverso il conferimento da parte di Mondadori Media del ramo di azienda relativo alle attività oggetto di cessione a una società di nuova costituzione e la successiva cessione a Reworld Media del 100% del capitale della società conferitaria. A piazza Affari il titolo Mondadori quota 1,84 euro in calo dell’1,08%.

Grazia: il Made in Italy raccontato lungo quasi un secolo

Il settimanale Grazia, era stato fondato prima della seconda guerra mondiale, nel 1938, ed è stato il punto di riferimento per moda e bellezza per diverse generazioni di donne. Inoltre Grazia, diretto da Silvia Grilli, è stato “l’interprete più qualificato del Made in Italy e il veicolo pubblicitario preferito dagli stilisti e dalle case di moda e cosmetica” dicono in casa Mondadori.
Negli ultimi anni, si è aggiunta la community delle IT-Girls e le blogger del network che hanno raccontato in tempo reale ciò che è cool: moda e accessori, ma anche beauty, tecnologia, stili, luoghi e, recita Mondadori, “tutto ciò che fa essere un passo avanti”. Presente in numerosi Paesi del mondo, Grazia è diventato un sistema multicanale globale che, oltre la carta e il web, abbraccia i social network e la tv.

Icon: da un decennio racconta le icone più amate dall’uomo

Icon, è più recente. Nato nel 2011 e diretto dal 2018 da Andrea Tenerani, racconta in 8 uscite all’anno l’altra metà della mela: l’uomo e le icone che lo rappresentano, attraverso lo sguardo di fotografi, giornalisti e stilisti su costume, arte contemporanea, economia, design e in generale sui fermenti della cultura pop. Una formula molto gradita che ha portato il brand anche sui mercati esteri con un’edizione pubblicata in Spagna come allegato maschile del quotidiano El Pais.

Chi è l’acquirente. Quale sarà il destino dei giornalisti e della comunicazione?

Reworld Media è il principale fornitore francese di media tematici (1° editore di stampa tematica, 4° gruppo di media tematici in digitale) e un attore internazionale presente in 11 Paesi. Il gruppo, creato nel 2012, da Pascal Chevalier, nasce con il susseguirsi di acquisizioni nel settore dei media e della loro trasformazione. Il gruppo è piuttosto criticato dai giornalisti per il fatto che viene favorita la pubblicazione di contenuti ritenuti commerciali e facili.
L’azienda è quotata al NYSE Euronext di Parigi. Oggi quota 6,29 euro in rialzo dell’ 1,94%
Nel 2019, il gruppo ha acquisito Mondadori France, proprietaria delle testate Grazia, Closer e Science & Vie, diventando così il primo gruppo di stampa francese per numero di testate detenute. Ma nell’ottobre successivo ben 194 dei 330 giornalisti con contratto a tempo indeterminato si sono dimessi. Giornalisti e dipendenti hanno protestato contro la trasformazione della linea editoriale delle testate del gruppo verso contenuti prevalentemente pubblicitari, attraverso l’utilizzo di fornitori di contenuti pubblicitari esterni. Reworld Media è il mandante della SRI, organizzazione professionale di agenzie di pubblicità su Internet.
Secondo Justine Brabant del programma Arrêt sur images, il gruppo chiede contenuti “junk news” (con facili, click trap), privilegiando la quantità rispetto alla qualità. La giornalista descrive inoltre il gruppo come “l’incubo del futuro del giornalismo”.

Valerio Boni di giornalisti Senza Bavaglio ha detto: “Se da noi Grazia è un settimanale, in Francia è ormai un trimestrale confezionato con contenuti che arrivano quasi esclusivamente dagli inserzionisti.
Nel 2020, il gruppo ha dichiarato di avere 970 dipendenti in tutto il mondo, una presenza in 12 paesi e un fatturato di 462 milioni di euro.
Reword Media è stato pioniere nella transizione digitale degli asset mediatici e sta sviluppando un portafoglio di 62 marchi multimediali e multiformato (web, stampa, video, audio, TV tematica ed eventi) come Maison & Travaux, Marie France, Auto Plus, Gourmand, Top Santé, Science & Vie, Télé Magazine.

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