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Microsoft spacchetta Teams e Office per evitare l’Antitrust. IA, la mossa con OpenAi e il contrattacco di Musk

Pixabay

Sfide commerciali, concorrenza, azioni legali. Le big della tecnologia sono alle prese da una parte con la produzione di sempre migliori computer, dall’altra si trovano a dover far fronte con gli argini imposti dall’Antitrust che vorrebbe fornire maggiore concorrenza, mentre tra di loro si attaccano sul piano legale.

Perché Microsoft spacchetta Teams e Office

Microsoft, per cercare di evitare l’ennesima multa da parte dell’Antitrust, ha annunciato che ora venderà separatamente i suoi prodotti Teams (la sua app di chat e video) e il pacchetto Office a livello globale, dopo che 6 mesi fa aveva dovuto farlo limitatamente all’Europa e alla Svizzera. L’azienda di Redmond, guidata da Satya Nadella, che negli ultimi dieci anni ha già dovuto pagare 2,2 miliardi di euro di multe antitrust UE per aver abbinato o raggruppato due o più prodotti insieme e ora rischia una multa fino al 10% del suo fatturato annuo globale se giudicata colpevole di antitrust.

La Commissione europea ha iniziato a indagare riguardo la vendita del pacchetto unito Office e/Teams a partire da una denuncia del 2020 presentata da una società concorrente. Teams, che è stato aggiunto gratuitamente a Office 365 nel 2017, ha successivamente sostituito Skype for Business ed è diventato popolare durante la pandemia, in parte grazie alle sue videoconferenze. I rivali, tuttavia, ritengono che confezionare insieme i prodotti dà a Microsoft un vantaggio ingiusto. “Per garantire chiarezza ai nostri clienti, stiamo estendendo i passi compiuti l’anno scorso per separare Teams da M365 e O365 nello Spazio economico europeo e in Svizzera ai clienti a livello globale”, ha affermato un portavoce di Microsoft. “In questo modo si risponde anche al feedback della Commissione Europea fornendo alle multinazionali maggiore flessibilità quando vogliono standardizzare i loro acquisti in diverse aree geografiche.”

Per i nuovi clienti commerciali, i prezzi per Office senza Teams vanno da 7,75 a 54,75 dollari a seconda del prodotto, mentre Teams Standalone costerà 5,25 dollari. Ma, secondo alcune fonti interpellate da Reuters, la separazione di Microsoft potrebbe non essere sufficiente a evitare le accuse antitrust dell’UE che probabilmente verranno rivolte alla società nei prossimi mesi poiché i rivali criticano il livello delle tariffe e la capacità dei loro servizi di messaggistica di funzionare con le applicazioni Web di Office nei propri servizi.

Microsoft e OpenAi lanciano il supercomputer Stargate

Intanto i big si sfidano sul terreno della creazione di computer sempre più performanti, legati all’Intelligenza Artificiale. Da una parte la stessa Microsoft si allea con OperAi, dall’altra Musk sferra un nuovo attacco.

Il nuovo supercomputer ultrapotente per le applicazioni di intelligenza artificiale che uscirà dai laboratori di Microsoft e OpenAI si chiama Stargate e costerà qualcosa come 115 miliardi di dollari e l’operatività è prevista entro il 2028. La collaborazione tra Microsoft e OpenAI prosegue a ritmo serrato. L’azienda di Redmond ha acquistato ancora maggiore “voce in capitolo” dopo il ritorno di Sam Altman alla guida delle soluzioni di intelligenza artificiale di OpenAI, l’azienda di San Francisco che ha creato ChatGpt e che in sostanza ha innescato una rivoluzione tecnologica.

La cifra che i due hanno messo sul tavolo è enorme. Microsoft si farebbe carico delle spese per il datacenter, il quale potrebbe essere “100 volte più costoso” rispetto agli standard attuali. Stargate sarebbe il più grande di una serie di progetti di datacenter che le due società ambiscono a realizzare nel corso dei prossimi 6 anni. Creare un datacenter adatto a ospitare Stargate rappresenta una sfida davvero impegnativa: i design attuali richiederebbero l’inserimento di molte più GPU in un singolo rack rispetto a quanto Microsoft è abituata a fare, con il preciso obiettivo di aumentare l’efficienza e le prestazioni dei chip. Ovviamente, una configurazione del genere rende ancora più severi i requisiti in termini di dissipazione del calore. Stargate sarebbe un supercomputer di “fase 5”, tuttavia entro il 2026 Microsoft e OpenAI potrebbero lanciare un sistema di “fase 4” a costo inferiore, pur necessitando di fonti di alimentazione impegnative (“almeno diversi gigawatt“). Le due società stanno valutando alternative come l’impiego dell’energia nucleare.

Il contrattacco di Elon Musk con Grok 2

Intanto Elon Musk ha annunciato il lancio di Grok 2, la nuova versione del modello di intelligenza artificiale sviluppato dalla sua startup, xAI. “Grok 2 dovrebbe superare l’attuale intelligenza artificiale su tutti i parametri”, ha scritto Musk sul social precisando che l’ultima versione del modello di intelligenza artificiale della sua startup, il Grok, sarà distribuita agli utenti X a partire dalla prossima settimana. Questo aggiornamento promette di superare i concorrenti, inclusi GPT-4 di OpenAI, Google Gemini di Alphabet Inc., Claude 3 di Anthropic e Mistral Large. La startup ha reso Grok open source, cercando finanziamenti e dati per migliorare ulteriormente la tecnologia.

Musk aveva avviato un’azione legale accusando OpenAI di aver sviluppato un’intelligenza artificiale che avrebbe dovuto migliorare la vita di tutta l’umanità e di averla venduta a Microsoft, tradendo la missione iniziale, dunque ora l’imprenditore più discusso nel mondo tech lancia la sua sfida per un’intelligenza artificiale più aperta. L’accusa di Musk è che Sam Altman e Greg Brockman abbiano violato l'”accordo fondativo” di OpenAI redatto con il contributo dello stesso Musk, in cui si affermava che l’azienda si sarebbe impegnata a sviluppare l’Intelligenza Artificiale Generale (Agi) in modo aperto e “a beneficio dell’umanità”.

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