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LUNEDI’ NERISSIMO – La Grecia manda a picco banche e Borsa ma l’Europa pensa già al dopo referendum

Eidonpress

Il bollettino dei mercati, come previsto, registra il pesante arretramento dei listini borsistici del Vecchio Continente che hanno perduto, in una giornata, i guadagni registrati la scorsa settimana sull’onda della previsione di un accordo con Atene dove la Borsa è rimasta chiusa. L’Etf sui titoli greci, trattato a Wall Street, registra un calo del 17%. 

A Milano l’indice FtseMib è sceso del 5,1%, la Borsa di Parigi ha perso il 3,7%, Francoforte -3,5%, Madrid -4,5%. Ribasso più contenuto a Londra -1,9%.

Pesanti ma non drammatici ribassi per il reddito fisso. Dopo un avvio molto negativo, i titoli dell’eurozona hanno ripreso tono sotto il controllo attivo della Bce. Il rendimento del Btp a 10 anni, alla vigilia dell’asta di fine mese, è salito al 2,38% dal 2,14% di venerdì sera. Il Bund tedesco è sceso allo 0,79% dallo 0,92% di venerdì. Lo spread si allarga di 37 punti base a quota 159. 

Sorprendente la tenuta dell’euro che ha recuperato nel finale risalendo a 1,118 contro il dollaro, da un minimo in giornata di 1,108. Le ragioni? Forse gli acquisti degli speculatori che chiudono le operazioni di carry trade sulle Borse europee. Ma una spiegazione soddisfacente non c’è.

Il comparto più colpiti dalle vendite è stato, come prevedibile, quello bancario (indice Stoxx europeo -4%) il più rilevante nel listino italiano.

Nelle Borse europee i ribassi maggiori hanno colpito banche (Stoxx del settore -4%) e titoli dell’Automotive (-3,7%).

A Milano Unicredit lasciano sul terreno il 7,1%, Intesa  -6,1%. Tracollo a doppia cifra per MontePaschi  -10%.

Non è andata molto meglio alle spagnole Santander -6,6% e Bbva – 6%. A Parigi Société  Générale– 5,3%, BnpParibas  -4,8%.

Giù anche Generali -5% e UnipolSai -4,4%.

Non è stata risparmiata alcuna blue chip: Eni -4,3%, Enel -5,4% e Telecom Italia -4,7%.

Finmeccanica  arretra del 4,4%, Fiat Chrysler -6,4%, StM -3,6%. 

Solo una ripresa del dialogo tra Europa e Grecia o la vittoria del Si’ al referendum di Atene, a cui i leader europei stanno pensando, potrebbe cambiare lo scenario e ridare linfa ai mercati. Ma per ora si balla.

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