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Lite Sarri-Mancini, due turni di squalifica all’allenatore del Napoli

La vicenda Sarri-Mancini, che ha animato questa settimana di Coppa Italia, finisce come era nell’aria: la sacrosanta squalifica per l’allenatore del Napoli dopo la lite con il collega interista arriva puntuale, ma di due giornate e da scontare in Coppa Italia, dunque nella prossima stagione, visto che il Napoli è stato eliminato. Il giudice sportivo Gianpaolo Tosel ha anche comminato ventimila euro di multa con la stessa motivazione: “per avere pesantemente insultato” Mancini. Al tecnico dei nerazzurri è stata invece inflitta una multa di 5.000 euro. 

Gianpaolo Tosel, dopo aver letto la relazione degli arbitri (il direttore di gara Valeri non ha assistito alla lite, ma c’era il quarto uomo Di Bello) ha emesso il verdetto e ha assolto Sarri da quella che è l’accusa più pesante rivoltagli da Mancini: quella di essere “un razzista”. Nonostante le grancasse mediatiche che hanno amplificato di tutto e di più, dal razzismo alla misoginia, scaraventando nel dibattito anche l’educazione di Sarri, il lessico dell’allenatore azzurro dovrebbe essere stato catalogato come “insulto d’impeto” e nulla di più.

Il giudice sportivo ha deciso sulla base dei referti degli ispettori federali e sul rapporto arbitrale: Sarri infatti è stato squalificato “per avere, al 47′ del secondo tempo, rivolto all’allenatore della squadra avversaria epiteti pesantemente insultanti; infrazione rilevata dal quarto ufficiale e dai collaboratori della procura federale”. Le parole di Sarri non sono state dunque ritenute di discriminazione sessuale.

A Mancini è stata invece inflitta una multa di 5.000 euro per avere, sempre al 47′ del secondo tempo del quarto di Coppa Italia Napoli-Inter “tenuto un atteggiamento intimidatorio nei confronti dell’allenatore della squadra avversaria che l’aveva insultato; per avere inoltre, al termine della gara, negli spogliatoi, rivolto al Quarto Ufficiale un’espressione irriguardosa”.

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