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Libia: firmato accordo per cessate il fuoco a Tripoli

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In Libia, dopo nove giorni di scontri che hanno prodotto 60 morti e oltre 160 feriti, è stato firmato “un accordo per il cessate il fuoco per porre fine a tutte le ostilità, proteggere i civili, salvaguardare la proprietà pubblica e privata e riaprire l’aeroporto di Mitiga”. Il tutto “sotto gli auspici” dell’inviato speciale dell’Onu in Libia, Ghassan Salamé. Lo scrive in un tweet dell’Unsmil (United Nations Support Mission in Libya), sintetizzando l’intesa raggiunta fra le milizie.

L’intesa “non punta a risolvere tutti i problemi della sicurezza della capitale della Libia: cerca un accordo quadro sul modo di iniziare ad affrontare tali questioni”, si afferma in un altro tweet. “Tutte le parti firmatarie si impegnano a trovare una soluzione politica, alla cessazione delle ostilità e alla creazione di un meccanismo che controlli il cessate il fuoco”, si dice in un testo di accordo in sette punti rilanciato dall’account twitter di Al Ahrar con una foto.

Il ministro degli Esteri italiano, Moavero Milanesi, considera “molto positive” le prime notizie arrivate da Tripoli sul raggiungimento di un accordo per il cessate il fuoco. Intanto, il governo italiano continua a mettere a punto la Conferenza sulla Libia che si terrà in Italia a novembre.

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Nel vertice a Palazzo Chigi, si legge in una nota ufficiale della Presidenza del Consiglio, “sono stati definiti alcuni dettagli” sull’appuntamento. “Il governo – si legge nel testo – resta estremamente concentrato nel seguire gli sviluppi in atto in Libia nell’auspicio di un superamento delle attuali tensioni. Anche in vista del vertice dei Capi di Stato e di governo del 20 settembre a Salisburgo, la priorità dell’Italia resta quella di ottenere più fondi nel bilancio dell’Unione europea – rispetto a quelli attualmente previsti – per gli interventi di sviluppo socio-economico dei Paesi da cui partono i migranti. L’obiettivo è creare le condizioni per ridurre le partenze”.

Dopo le critiche contro Parigi sul dossier libico mosse in primis dal vicepremier Matteo Salvini, il ministero degli Esteri francese ha fatto sapere che “gli sforzi della Francia non sono diretti contro nessuno, certamente non contro l’Italia, di cui sosteniamo l’iniziativa di organizzare una nuova conferenza su questo dossier importante per i due Paesi. L’iniziativa francese va in sostegno agli sforzi delle Nazioni Unite per mantenere uno scenario di uscita dalla crisi politica”.

Nel frattempo, approfittando del caos di queste ore, centinaia di migranti africani sarebbero fuggiti da un centro di detenzione nei pressi dell’aeroporto di Tripoli. Ne dà notizia il sito della Reuters, citando fonti umanitarie secondo cui fino a 1.800 persone potrebbero aver abbandonato la struttura. Fonti del governo libico hanno però negato la circostanza.

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