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Leonardo corre a Piazza Affari: la tedesca Rheinmetall vuole acquistare il 49% di Oto Melara

Imagoeconomica

Si accendono i riflettori sulla cessione dei sistemi di difesa di Leonardo. Secondo quanto riportato da alcune agenzie di stampa, la tedesca Rheinmetall ha formalizzato a Leonardo un’offerta non vincolante per una quota di minoranza in Oto Melara – produttore di cannoni, torrette, carri armati e cingolati – valutata tra 190 e 210 milioni di euro (pari a circa 390-430 milioni per il 100%) con la possibilità in futuro di comprare un ulteriore 2% o una quota superiore per diventare azionista di maggioranza. Ma nessuna delle due società ha ancora confermato o smentito la notizia. Intanto, il titolo della società aerospaziale registra la migliore performance al FTSE Mib, muovendosi al momento intorno al 2,45% a quota 10,46 euro per azione, dopo aver oscillato tra i 10,28 e i 10,58 euro e aver raggiunto il prezzo più alto da febbraio 2020.

Già a dicembre Leonardo aveva annunciato l’intenzione di vendere Oto Melara e Wass, che produce siluri, nell’ambito di una strategia più ampia volta a concentrarsi su elicotteri, aerei ed elettronica per la difesa. L’azienda aveva aggiunto che le due unità avrebbero avuto “migliori opportunità di crescita al di fuori del gruppo”.

In passato si era fatta avanti per la divisione anche Fincantieri che aveva poi abbandonato l’affare e Knds, l’alleanza tra la tedesca Krauss-Maffei Wegmann e la francese Nexter.

Al governo italiano l’ultima parola

I tedeschi hanno informato il governo italiano, che però non ha finora fornito il suo benestare. L’ok dell’esecutivo resta il nodo più complesso da sciogliere siccome il settore della difesa è protetto dal golden power con il quale può potenzialmente bloccare qualsiasi operazione in settori strategici.

L’operazione inoltre coinvolgerebbe anche i governi di Berlino e Parigi ed è da ricondurre alla guerra in atto tra Russia e Ucraina e ai programmi di sviluppo militare promossi dall’Unione europea, come il Main Ground Combat System (MGCS), volto a realizzare il cosiddetto “carro armato del futuro”.

L’inclusione dell’Italia nel programma potrebbe dare a Leonardo la possibilità di offrire i suoi sensori e sistemi elettronici di difesa per i nuovi carri armati.

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