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Le Borse europee precipitano. E in Italia schizzano i rendimenti dei Bot

GRECIA, AVANZA LA PAURA DEFAULT
RENDIMENTI IN RIALZO PER L’ASTA BOT

La Borsa di Milano conferma il pesante calo dopo l’asta bot della mattinata che ha evidenziato rendimenti in rialzo. Il Ftse Mib perde il 3,69% a 13.503,07 punti, viaggiando comunque leggermente sopra il minimo intraday a 13.442 punti. Ancora peggio Parigi che cede il 4,23% e mentre Francoforte arretra del 3% e Londra del 2,11%. A pesare sui listini i timori per la situazione del debito greco e della crisi dell’Eurozona alla luce delle continue divisioni nella Ue ma anche in seno alla Bce con le dimissioni venerdì del tedesco Jurgen Stark, membro del comitato esecutivo, e alle indiscrezioni sull’esistenza di un piano B della Germania in caso di default della Grecia.

Oggi il settimanale Der Spiegel scrive che Wolfgang Shauble, ministro delle Finanza tedesco, avrebbe elaborato degli scenari che prevedono il default della Grecia affidando al Fondo europeo di stabilità finanziaria (Efsf) il ruolo chiave di evitare l’allargamento della sfiducia degli investitori a Italia e Spagna dopo il default greco tramite linee di credito preventive ai due Paesi. Da un sondaggio della società Emnid pubblicato ieri emerge che oltre la meta’ dei tedeschi è contraria a fornire ulteriori aiuti finanziari alle Grecia e preferirebbe che il Paese fallisse.

Il governo di Atene ha annunciato nel fine settimana una nuova tassa straordinaria sugli immobili, con l’obiettivo di raccogliere 2,5 miliardi di euro e rispettare così il target di riduzione del deficit concordato con la Ue e con il Fmi. Nuovo record per i rendimenti dei titoli di Stato decennali della Grecia con il tasso che è salito al 21,15%. L’euro cade ai minimi da sei mesi sul dollaro a 1,3499 e a 10 anni sullo yen a ridosso di 104. Sul fronte italiano la buona notizia è che nonostante le forti tensioni, il Tesoro è riuscito a collocare 11,5 miliardi di Bot a tre mesi e a un anno. Ma ha dovuto offrire rendimenti più elevati.

Nel dettaglio per la tranche a 1 anno (da 7,5 miliardi) il tasso è salito al 4,153% dal 2,959% dell’emissione di agosto. Per la tranche a 3 mesi (da 4 miliardi) è salito all’1,907% dall’1,034% dell’asta di marzo. Rallenta anche la domanda: il rapporto bid-to-cover e’ stato pari a 1,53 sui Bot a un anno (1,94 il precedente) e di 1,86 volte (2,42 il precendente) sui Bot a 3 mesi. L’appuntamento è ora per l’asta di Btp di domani. Lo spread con il bund che in mattinata era salito a 381 punti base, si mantiene ora attorno ai 375 ma i Cds sull’Italia hanno superato per la prima volta la soglia dei 500 punti base a 505.

BANCHE SOTTO PRESSIONE
SI TEME DOWNGRADE PER GLI ISTITUTI FRANCESI

Sul Fse Mib le vendite si abbattono sul comparto bancario con Unicredit che perde il 7,6%, Intesa il 6,51%, e anche gli assicurativi con Fondiaria Sai che cede il 6,74% mentre le Generali perdono il 2,56%. Ma le vendite ancora una volta si abbattono anche sugli industriali: sull’indice principale nessun titolo si salva dai cali. Tra i titoli peggiori ancora Fiat (-4%) e Fiat Industrial (-5%) ma anche su Buzzi Unicem (-5%). In forte calo anche Enel (-3%) ed Eni (-3,07%) che è uscita dalla lista dei preferiti di Ubs.

Il comparto degli istituti di credito è sotto pressione in tutta Europa per i timori del rischio contagio sul possibile default della Grecia e dopo la notizia che Moody’s potrebbe tagliare il rating degli istituti francesi. Socgen, che ha precisato in una nota che ammonta a circa 900 milioni l’esposizione al debito ellenico, perde il 9,60%, Bnp Paribas il 13,04% e il Crédit Agricole l’8,92%.

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