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La Tobin tax delude: gettito sotto le attese

La Tobin tax delude le attese. L’anno scorso il prelievo sulle transazioni finanziarie ha protto un gettito superiore ai 300 milioni di euro, mentre le stime per il 2014 parlano di un ammontare complessivo fra i 350 e i 400 milioni. I numeri sono stati diffusi oggi da Vieri Ceriani, consulente del ministro dell’Economia e già sottosegretario del Tesoro con il governo Monti, in merito alla tassa entrata in vigore nel marzo del 2013. 

“Il gettito per i primi dieci mesi del 2013 – ha detto Ceriani – è di oltre 300 milioni. La stima per il 2014, tenendo conto dell’abbassamento dell’aliquota sull’azionario e del fatto che i derivati sono stati soggetti a tassazione solo da settembre, è di 350-400 milioni”.

Il gettito, tuttavia, “è molto inferiore alle previsioni”, ha sottolineato Paolo Sestito, responsabile del Servizio struttura economica della Banca d’Italia. Il budget annuo previsto dal ministero dell’Economia, secondo quanto emerso oggi nel corso di un convegno, ammonta a circa 500 milioni.

“L’evidenza dice che la tassazione sulle transazioni non è la soluzione ai due temi che erano alla base del revival della Tobin Tax – ha continuato Sestito –, ovvero ricavare gettito in misura consistente dal sistema finanziario, in modo da poter utilizzare le risorse accumulate in caso di ulteriori situazioni di crisi, e usare lo strumento fiscale per una regolamentazione fine del sistema finanziario”.

Duro il giudizio sulla tassazione delle transazioni finanziarie elaborato dall’ad di Borsa Italiana: “E’ surreale introdurre una tassa in modo isolato, come ha fatto l’Italia – ha detto Raffaele Jerusalmi – e disincentivare il risparmiatore italiano a investire in aziende del suo Paese. Il secondo elemento negativo è la complessità, che allontana gli investitori”.

Per il numero uno di Borsa Italiana, l’introduzione della Tobin tax ha comportato una contrazione del 15-20% dei volumi di scambio per gli strumenti trattati sul mercato regolamentato.

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