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La Juve batte l’Inter e resta in corsa Champions, alla Roma il derby

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Vittoria e polemiche. La Juventus batte l’Inter e si prende tre punti fondamentali in chiave Champions, costringendo Milan e, soprattutto, Napoli a non sbagliare le rispettive partite odierne, pena rimescolare tutte le carte per il quarto posto. A cui invece non può più aspirare la Lazio, sconfitta nel derby dalla Roma e costretta a dire addio all’Europa che conta: il recupero col Torino di martedì prossimo, ironia della sorte, servirà soprattutto ai granata, costretti a vincere per scongiurare una drammatica retrocessione.

Ma partiamo dal Derby d’Italia e dal successo fondamentale della Juventus, che le permette di restare aggrappata al treno Champions, oltre che di battere l’eterna rivale. Non è stato per nulla facile, perché l’Inter non ha mollato di un centimetro nonostante lo scudetto già in bacheca, complicando un match ricchissimo di episodi arbitrali e polemiche annesse. Il primo è arrivato 24’ quando Irrati, dalla sua postazione Var, ha segnalato a Calvarese una trattenuta di Darmian su Chiellini: rigore per la Juve che Ronaldo, seppur in due tempi, ha trasformato nell’1-0 bianconero. Poco dopo ecco il secondo, questa volta nell’area opposta, per un pestone di De Ligt su Lautaro, con conseguente penalty nerazzurro, realizzato con freddezza da Lukaku (35’). Ma è nella ripresa, con il risultato di 2-1 per la Juve (gol di Cuadrado, con deviazione decisiva di Eriksen, al 45’), che Calvarese si è preso definitivamente la scena, prima espellendo Bentancur con un secondo giallo troppo fiscale per un normale fallo di gioco su Lukaku (55’), poi annullando ingiustamente il gol del 2-2 nerazzurro (autorete di Chiellini), prima di ritrattare dopo essere andato al Var (83’), infine concedendo un rigore generoso alla Juve, trasformato da Cuadrado per il definitivo 3-2 (88’). Un caos totale, che non esploderà in un putiferio solamente perché il match contava solo per la Juventus: fosse stata una gara decisiva per lo scudetto, oggi non si parlerebbe d’altro.

“Certi episodi sono talmente chiari ed evidenti che si commentano da soli, ma la squadra ha fatto ciò che doveva – il commento di Stellini, presentatosi, come al solito, al posto di Conte -. Come sta vivendo Antonio questo momento? Con serenità, ci stiamo godendo appieno lo scudetto, abbiamo ancora una settimana per onorare e dimostrare di essere la squadra più forte in questo campionato”. Il resto, ovvero il futuro, lo si capirà solo dopo, ma il proseguo del progetto è tutt’altro che scontato. Pirlo invece a fine stagione saluterà di sicuro, ma farlo con un posto in Champions (e magari con una Coppa Italia) avrebbe tutto un altro sapore. “Per noi era importante vincere per avere ancora una speranza – ha spiegato il tecnico -. Avevamo l’obbligo di portare avanti il nostro obiettivo e ci siamo riusciti, nonostante qualche difficoltà. Non saremmo a parlare di una lotta per il quarto posto se avessimo avuto la stessa determinazione delle ultime partite, se succede vuol dire che è mancato qualcosa: abbiamo perso tanti punti, soprattutto con squadre più abbordabili”.

Per un derby d’Italia che si colora di bianconero c’è quello di Roma che assume forti tinte giallorosse, non solo per il 2-0 firmato da Mkhitaryan (42’) e Pedro (78’), ma anche, se non soprattutto, perché azzera le speranze Champions della Lazio. Che, a onor del vero, erano poche già prima del match, però esistevano mentre ora, matematica alla mano, non è più così. Le vittorie di Atalanta e Juve hanno fiaccato oltremodo la squadra di Inzaghi, apparsa sotto tono anche mercoledì col Parma, facendo sì che la Roma, ormai fuori da tutto è focalizzata sul derby da almeno due settimane, scendesse in campo decisamente meglio. Il vantaggio di Mkhitaryan a fine primo tempo e il gol di Pedro nel finale sono il giusto premio per una gara giocata meglio, oltre che un degno saluto a Fonseca, che tra una settimana lascerà la panchina a Mourinho.

“In questi giorni non l’ho sentito, ma José sa che sono qui per aiutare lui e la Roma: se ha bisogno di qualche consiglio sono pronto ad aiutarlo – ha glissato con eleganza il tecnico -. Sono soddisfatto per la vittoria nel derby, eravamo in debito con i tifosi che sono stati sempre con la squadra”. Tutt’altro clima in casa Lazio, dove la stagione si chiude nel peggiore dei modi, ovvero con una combo derby perso/addio Champions che fa davvero male. “Il discorso quarto posto si era già chiuso a Firenze – il commento amaro di Inzaghi -. Spiace per questa sconfitta, loro sono stati chirurgici, hanno fatto solo due tiri in porta e due gol, non era mai successo. Il mio futuro? Sono ottimista per natura, con Lotito e Tare avevamo deciso di aspettare le ultime partite, ora finiamo la stagione e poi parleremo”. Ancora una settimana dunque, dopodiché il rebus delle panchine comincerà a prendere forma, da nord a sud, senza esclusione di colpi.

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