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La Borsa corre e Piazza Affari si riavvicina a quota 20 mila

Imagoeconomica

Chiusura di settimana in bellezza per i listini della zona euro, sostenuti nel pomeriggio da Wall Street a sua volta lambita da una ventata di ottimismo. Sul Nasdaq brilla Facebook, +2,15%, con Mark Zuckerberg che, per il New York Times, intende mettere insieme le infrastrutture di messaggistica di WhatsApp, Instagram e Messenge.

Ben intonata la moneta unica, che risale in area 1,14 sul dollaro, mentre il clima di propensione al rischio non impedisce all’oro di muoversi in rialzo, portandosi a ridosso di 1300 dollari l’oncia.

Piazza Affari sale dell‘1,26% (19.810 punti), animata dai titoli finanziari, che festeggiano il calo dello spread, sulle ali di una Bce più colomba. Dopo le parole di Mario Draghi di ieri, oggi il banchiere centrale francese Villeroy de Galhau ribadisce che la l’istituto centrale europeo resta impegnato a mantenere basso il livello dei tassi d’interesse, riducendo parallelamente la portata dello stimolo all’economia. Il rendimento del decennale italiano scende a 2,65% mentre il differenziale con il Bund si restringe a 245.10 punti base (-2,78%). Fra le banche del Ftse Mib le più vivaci risultano Bper +4,37% e Ubi +3,38%, spinte anche dalle parole dell’ad di Unipol (+2,35%) Carlo Cimbri: Unipol banca è pronta per le nozze e può confluire in un gruppo più grande come Bper, Banco Bpm (+2,5%) o Ubi. Brilla ancora Azimut, +4,13%, su cui Banca Akros ha alzato la raccomandazione ad ‘accumulate’, mentre Kepler Cheuvreux ha alzato il target price a 13 da 12 euro.

In spolvero Buzzi, +4,53%, miglior blue chip di oggi. Si apprezza Stm +4,43%, dopo il rally della vigilia, con il settore tech spinto da alcuni positivi risultati dei produttori di chip americani e senza invece risentire delle stime sotto le attese fornite da Intel. Bene Tim, +1,59%; Vivendi ha chiesto al collegio sindacale di anticipare l’assemblea a fine febbraio.

Le vendite penalizzano Ferrari -1,07%; A2a -0,99%; Pirelli -0,79%; Recordati -0,76%; Campari -0,32%.

Fuori dal listino principale i riflettori restano accesi su Mediaset, +3,62%, a seguito di indiscrezioni stampa che sia più vicino un polo europeo delle tv generaliste con la tedesca ProsiebenSat1.

Nel resto d’Europa: Francoforte +1,36%, Parigi +1,11%, Madrid +0,38%. Deboli Londra -0,14%.

In questa seduta sembra che nessuna cattiva notizia abbia fatto o stia facendo presa. Eppure i motivi di preoccupazione non mancano. La Germania abbassa le previsioni di crescita per il 2019 dall‘1,8% a all’1%, secondo quanto scrive Handelsblatt online, citando fonti vicine al governo. Le ragioni del forte ridimensionamento sono la debole condizione economica mondiale e l’impasse su Brexit. Intanto cala la fiducia degli imprenditori tedeschi e l’indice Ifo si porta ai minimi da tre anni. 

Sul fronte Usa i grattacapi per Donald Trump potrebbero aumentare, dal momento che è stato arrestato Roger Stone, storico alleato del presidente americano e consigliere della campagna presidenziale. Le accuse mosse dall’ufficio del procuratore speciale Robert Mueller sono di ostruzione, intimidazione di testimoni e falsa testimonianza.

In frazionale rialzo il petrolio, brent +0,59%. 61,45dollari al barile.

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