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銀行家とジョルジェッティ氏はイタリア銀行協会(ABI)に対し、「株主としての政府の役割は尽きた」と述べた。パネッタ氏はリスクゲームを称賛しつつ、AIについて「急激な調整のリスクがある」と警告した。

Risiko bancario al centro dell’assemblea annuale dell’Abi. Il numero uno dell’associazione Patuelli: “Le banche fanno più della loro parte”. Giorgetti: “Fiducioso che questa sia l’ultima assemblea dell’Abi in cui il Governo è socio di alcuni importanti istituti bancari”

銀行家とジョルジェッティ氏はイタリア銀行協会(ABI)に対し、「株主としての政府の役割は尽きた」と述べた。パネッタ氏はリスクゲームを称賛しつつ、AIについて「急激な調整のリスクがある」と警告した。


Non poteva che esserci il risiko bancario al centro dell’Assemblea annuale dell’Abi che si svolta questa mattina a Roma, con il governatore della Banca d’Italia Fabio Panetta che ha benedetto il consolidamento, pur sottolineando che i benefici non sono automatici, e il ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti che a distanza di pochi minuti ha lasciato intendere che il governo si prepara ad uscire dal capitale di Mps e delle altre banche controllate da Mcc. Parole che arrivano in un momento in cui il Monte dei Paschi è al centro del risiko nostrano dopo la proposta di fusione tra pari avanzata da Banco Bpm e la maxi ops da 30,6 miliardi lanciata da Intesa e Unipol.

A salire per primo sul palco, facendo gli onori di casa, è stato il  presidente dell’Associazione Bancari Italiani, Antonio Patuelli, che ha sottolineato l’importanza del complemento dell’unione bancaria europea e del mercato dei capitali e dei risparmi, rivendicando il rulo delle banche che, in Italia, “fanno più della loro parte”.

Giorgetti: “Esaurito il ruolo del governo come azionista delle banche”

Le banche “possono e devono contribuire a portare l’economia italiana su un livello più sostenuto di crescita“, ha detto il ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti, nel suo intervento all’assemblea dell’Abi, aggiungendo che le aggregazioni bancarie “non sono un valore in sé, se non per gli azionisti, ma lo possono diventare per il Paese quando accrescono la capacità di aumentare la proiezione internazionale delle imprese italiane”. 

Il Governo continuerà a valutare “con rigore” l’evoluzione degli assetti proprietari delle banche italiane, ha aggiunto il ministro, dicendosi fiducioso che questa sia l’ultima assemblea dell’Abi in cui l’Esecutivo “è socio di alcuni importanti istituti bancari, giacché considero che il ruolo che l’azionista pubblico ha svolto si sia esaurito”. Tradotto: a quasi dieci anni dal suo salvataggio, si avvicina sempre di più l’uscita dello Stato dal capitale di Mps, ma anche da BdM Banca e Cassa Orvieto, le due banche controllate da Mcc.

“Non si esaurisce invece – ha ribadito Giorgetti – l’attenzione e il rigore con cui continueremo a monitorare, anche sul piano degli assetti proprietari, l’evoluzione del settore bancario, della sua collocazione nella dimensione europea e della sua capacità di svolgere la funzione costituzionale di collegare risparmi, prestiti e investimenti”.

Il numero uno del Mef ha inoltre messo in luce che “gli scorsi quattro anni sono stati una delle fasi di più intenso miglioramento del sistema bancario italiano” e adesso “le banche italiane sono le più solide e redditizie in Europa”. Un risultato reso possibile anche “perché il Paese sta rimettendo i conti in ordine”, ha affermato il ministro, citando la riduzione del deficit al 3,1% e l’abbassamento dello spread. “Con banche solide, redditizie e innovative il Paese è più forte. Vale anche il viceversa”, ha detto, sottolineando che “in un Paese stabile, competitivo e florido, le banche valgono di più In questo rapporto sinergico risiede la chiave per rispondere alle sfide e alle opportunita’ che abbiamo di fronte a noi”.

Un passaggio del suo discorso è stato dedicato al フィンテック、 un settore che “può migliorare l’inclusione creditizia ma può determinare uno spostamento definitivo di una parte della clientela, la più giovane, che sarebbe consegnata ai competitor anche per quanto riguarda l’asset management. Sarebbe un peccato se ne approfittassero le banche straniere”. “Resta il fatto che in Italia, salvo poche eccezioni, le imprese fintech sono di dimensioni ridotte e con investimenti esigui”. Le banche italiane, ha aggiunto Giorgetti, avrebbero “capacità e risorse per competere in questo segmento”. Sarebbe un peccato “se non accadesse e “speriamo non manchi la volonta’”, ha concluso.

Panetta benedice il risiko: “Aggregazioni preservano economia, ma benefici non automatici”

Anche il governatore della Banca d’Italia Fabio Panetta ha cominciato il suo discorso partendo dal risiko bancario. Le aggregazioni “avviate o annunciate” nel settore bancario italiano sono un processo che “può rafforzare il sistema nel suo complesso, accrescendo l’efficienza e migliorando la qualità dei servizi a famiglie e imprese. Sono risultati, tuttavia, non automatici”, ha detto davanti alla platea dell’assemblea dell’Abi. 

Le buone aggregazioni, ha proseguito, “dipendono dalla solidità patrimoniale degli intermediari risultanti dalle operazioni, dalla sostenibilità dei piani industriali e dei modelli aziendali, dalla capacità di realizzare sinergie effettive e di integrare strutture, procedure e culture diverse. Il consolidamento va giudicato dalla sua capacità di conseguire questi obiettivi, preservando al tempo stesso concorrenza, pluralismo e vicinanza alle esigenze dell’economia reale”. La Banca d’Italia, d’intesa con Bce e le altre autorità nazionali, aggiunge, valuterà “ciascuna operazione sulla base di questi criteri” e verificandone la conformità alle norme.

Gli istituti bancari, secondo il governatore, “continueranno a svolgere un ruolo centrale, soprattutto in un paese come l’Italia, dove il credito resta la principale fonte di finanziamento delle imprese. Ma un’economia in cui acquistano peso l’innovazione e gli investimenti immateriali richiede anche mercati dei capitali più sviluppati e un’adeguata disponibilità di capitale di rischio. L’obiettivo non è sostituire il credito bancario, ma affiancarlo con strumenti complementari, adatti a sostenere le diverse esigenze dell’economia”.

Nel suo discorso Panetta ha parlato anche di 関心度, affermando che “nel vagliare le prossime decisioni, il Consiglio valuterà con attenzione l’andamento dei mercati energetici, l’evoluzione del quadro congiunturale e le dinamiche dei salari e dei prezzi di beni e servizi”. Il numero uno di via Nazionale ha spiegato che “l’obiettivo è preservare il saldo ancoraggio delle aspettative di inflazione, limitando gli effetti indiretti e di secondo impatto degli shock”. Poi l’avvertimento: “nel complesso, i rischi legati al rincaro dell’energia, a condizioni finanziarie più restrittive e alla persistente incertezza geopolitica appaiono incorporati solo in parte nelle valutazioni di mercato”.

Nel suo discorso, il governatore ha evidenziato inoltre che “nei prossimi mesi l’evoluzione del credito dipenderà dagli sviluppi del conflitto in Medio Oriente, dalle condizioni dei mercati finanziari e dalla percezione del rischio da parte degli intermediari. Il protrarsi delle ostilità e l’emergere di nuove pressioni sui mercati energetici potrebbero accrescere la cautela delle banche e tradursi in criteri di offerta più selettivi”. 

“Gli indicatori relativi al primo trimestre – ha aggiunto Panetta – confermano la robustezza del sistema bancario italiano: la redditività resta elevata, la patrimonializzazione è più che adeguata, la qualità degli attivi molto buona”.

Panetta avverte sul rischio tech: “Valutazioni elevate espongono a brusche correzioni”

Sui mercati azionari “valutazioni elevate, rialzi concentrati in pochi segmenti e persistente incertezza geopolitica espongono i mercati a correzioni anche brusche. La volatilità del Nasdaq – in cui le società tecnologiche hanno un peso rilevante – resta elevata, anche se quella degli indici di mercato più ampi è rimasta contenuta”, ha avvertito Panetta parlando davanti all’assemblea dell’Abi. 

Il numero uno di Bankitalia ha analizzato in particolare le alte quotazioni delle imprese Usa attive nella tecnologia: “le quotazioni di alcune imprese di semiconduttori sembrano presupporre che gli eccezionali margini attuali possano protrarsi a lungo; un aumento dell’offerta dovuto all’incremento della capacità produttiva, all’ingresso di nuovi concorrenti o allo sviluppo di soluzioni tecnologiche alternative potrebbe però determinare una revisione al ribasso delle aspettative di redditività”. Rischi anche per l’Ai per “una maggiore concorrenza” nel settore. “I rischi di una maggiore concorrenza riguardano anche le imprese statunitensi che forniscono servizi di intelligenza artificiale: l’ingresso di nuovi operatori o la diffusione di modelli meno costosi potrebbero ridimensionare le attese di redditività”.

Patuelli: nel 2025 le banche hanno investito 6,3 miliardi in IA

Ad aprire le danze è stato il padrone di casa, Antonio Patuelli che ha rivendicato il ruolo delle banche、 それか "in Italia fanno più della loro parte, per senso di responsabilità, per la lotta costante a ogni forma di illegalità, per gli interventi di solidarietà a famiglie e imprese innanzitutto per le calamità naturali, per il sostegno diretto e indiretto alle esigenze sociali e con livelli di tassazione superiori a quelli dovuti per l’art. 53 della Costituzione”. Parole che fanno riferimento alle riforme e ai “continui, ingenti rafforzamenti di capitale e riorganizzazioni più che in altre parti d’Europa, con il costruttivo ruolo dei sindacati dei bancari”.

Nel suo intervento il presidente dell’Abi, ha messo in evidenza la necessità di un nuovo slancio europeo per affrontare le conseguenze economiche delle guerre e delle crisi internazionali. “Non si possono attendere i tempi lunghi dei veti di singoli Stati e non c’è tempo per aspettare una nuova Costituzione per l’Europa, la via maestra per l’integrazione in una nuova democrazia. In questa fase, per evitare la paralisi decisionale dei veti, occorrono nella Ue le cooperazioni rafforzate degli Stati”, ha detto all’assemblea. Dopo il ruolo svolto dal Pnrr durante la pandemia, Patuelli ritiene necessari nuovi grandi investimenti pubblici e privati per sostenere la crescita e invita ad approvare l’Unione dei Risparmi e degli Investimenti e a incentivare gli investimenti di lungo periodo con agevolazioni fiscali per i risparmiatori.

Tornando a parlare del sistema bancario italiano, Patuelli ha messo in luce gli ingenti investimenti in innovazione e 人工知能: “Il mondo bancario è all’avanguardia per gli investimenti e l’utilizzazione delle più nuove tecnologie e dell’intelligenza artificiale: nel 2025 le banche in Italia vi hanno investito 6,3 miliardi”, ha detto alla platea, sottolineando anche l’impegno per la sicurezza informatica, la lotta alle frodi e al riciclaggio e il sostegno a famiglie e imprese. 

Le banche – ha proseguito Patuelli – “hanno affrontato ogni tipo di crisi, hanno applicato in Italia tante riforme e hanno fatto in questi anni continui, ingenti rafforzamenti di capitale e riorganizzazioni più che in altre parti d’Europa, con il costruttivo ruolo dei sindacati dei bancari”.

Per quanto riguarda il credito “In Italia, a cominciare dal Mezzogiorno, crescono da mesi i prestiti bancari a famiglie e imprese, vi è più offerta che domanda di prestiti, anche per le incertezze e le crisi internazionali”, ha concluso Patuelli. 

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