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Italia-Belgio: orario, formazioni e parole della vigilia

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Una notte da brividi. Dopo il riscaldamento della fase a gironi e il primo assaggio di dentro o fuori contro l’Austria, l’Italia si prepara alla partita più difficile ed emozionante di tutto il suo percorso, con la consapevolezza che, una volta conclusa, nulla sarà più come prima. Questo quarto di finale con il Belgio (ore 21), infatti, può definitivamente lanciare gli azzurri verso la conquista dell’Europeo, oppure rimandarli tristemente a casa, con tutto ciò che ne consegue.

La sfida è di quelle toste, su questo non c’è dubbio, ma non proibitiva: se è vero che i belgi comandano il ranking Fifa, a fronte del nostro settimo posto, lo è anche che non hanno mai vinto nulla, nemmeno in questi anni di vacche grasse dal punto di vista tecnico. A livello di gioco, poi, non hanno certo mostrato un calcio migliore dell’Italia, inoltre sono alle prese con gli acciacchi di De Bruyne e Hazard, sul cui impiego c’è ancora molta incertezza. Insomma, ce la possiamo giocare quantomeno alla pari, a patto però di non farci intimidire dalla loro maggior esperienza internazionale, oltre che da una fisicità indubbiamente superiore.

“Affrontiamo la miglior squadra d’Europa assieme alla Francia, se è in testa al ranking è perché ha saputo fare bene – ha confermato Mancini in conferenza stampa – Abbiamo grande rispetto del Belgio, ma vogliamo vincere: dovremo fare il nostro gioco e poi vedere quello che succederà”. L’entusiasmo, per certi versi eccessivo, del girone è un po’ scemato dopo la partita con l’Austria, nella quale gli azzurri hanno faticato moltissimo, tanto da rischiare seriamente l’eliminazione.

“La Svizzera ha battuto la Francia, l’Olanda è andata fuori con la Repubblica Ceca: questo Europeo ci ha insegnato, per l’ennesima volta, che non esistono gare facili – ha replicato a muso duro il Mancio – Abbiamo sofferto, è vero, ma tirando in porta 26 volte. Ci sono stati momenti duri, alla fine però siamo riusciti a vincere con merito”.

In effetti, questa versione itinerante di Euro 2020 (con un anno di ritardo) sta riservando molte sorprese, tanto da sfuggire a qualsiasi pronostico. Meglio per noi, verrebbe da dire, visto e considerato che il Belgio, a inizio torneo, veniva dato come grande favorito assieme alla Francia. I galletti invece sono già fuori, proprio come la Germania di Loew, l’Olanda di De Boer e il Portogallo di CR7: una spallata ai Diavoli Rossi, evidentemente, ci autorizzerebbe a fare sogni di gloria, anche in vista di una semifinale con la vincente di Svizzera-Spagna (ore 18).

Serve dunque l’Italia migliore e Mancini, in questo senso, non ha avuto giorni facili: i dubbi, dopo la partita con l’Austria, sono aumentati in maniera esponenziale. Alla fine però, dopo aver visto gli ultimi allenamenti, il CT ha deciso di confermare quasi in blocco l’undici già visto a Wembley, con le sole novità Chiellini e Chiesa, che dovrebbero prendere il posto di Acerbi e Berardi. Il 4-3-3 azzurro vedrà così Donnarumma in porta, Di Lorenzo, Bonucci, Chiellini e Spinazzola in difesa, Barella, Jorginho e Verratti a centrocampo, Chiesa, Immobile e Insigne in attacco.

Inutile dire che, in casa Belgio, l’attenzione è tutta puntata su Eden Hazard e De Bruyne, usciti malconci dalla sfida con il Portogallo di domenica scorsa. “È una corsa contro il tempo per prendere una decisione – ha glissato Roberto Martinez – Se è pretattica? No, l’approccio è quello di avere i giocatori a disposizione, per Eden è difficile, è un infortunio muscolare, mentre quello di De Bruyne è un altro tipo di infortunio. È una decisione dello staff medico, non calcistica, la prenderemo solo quando avremo sentito lo staff”.

Il CT spagnolo, giustamente, fa pretattica, ma la sensazione è che il centrocampista del City, alle prese con una distorsione alla caviglia, abbia più chance di farcela rispetto all’attaccante del Real Madrid, il cui fastidio muscolare, per quanto leggero, necessita di più cautela. Il 3-4-2-1 belga dovrebbe così vedere Courtois tra i pali, Alderweireld, Vermaelen e Vertonghen nel reparto arretrato, Meunier, Tielemans, Witsel e Thorgan Hazard in mediana, De Bruyne e Carrasco alle spalle dell’unica punta Lukaku.

Si gioca a Monaco, nella splendida cornice dell’Allianz Arena, e qui sì che partiamo favoriti: dei 14.500 spettatori presenti, infatti, la maggior parte saranno azzurri, visto e considerato che la città bavarese, come recita il detto, non è la più meridionale di Germania, bensì la più settentrionale d’Italia.

Gli occhi saranno puntati sul campo ben prima del fischio d’inizio dello sloveno Vincic, per vedere se gli uomini di Mancini s’inginocchieranno o meno contro il razzismo. Lo faranno, a meno di clamorosi colpi di scena, ma solo perché il Belgio, da sempre solidale col movimento Black Lives Matter, farà lo stesso. Decisione strana, unica nel panorama calcistico europeo: la libertà di scegliere è sacrosanta, copiare gli altri, facendo una pessima figura a livello mondiale, no. Speriamo che gli azzurri siano più bravi sul campo che con le questioni diplomatiche: la semifinale, ne siamo certi, metterebbe a tacere qualsiasi polemica.  

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