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In Borsa subito l’effetto referendum: corrono le rinnovabili

Le prove di rimbalzo della Borsa di Milano si sono spente nell’ultima parte della seduta, in parallelo con Wall Street. E così l’indice Ftse/Mib, che ha chiuso in quasi parità, continua a navigare in prossimità dei minimi dall’11 gennaio scorso: dall’inizio di maggio la perdita è di poco superiore al 10%, comunque sufficiente a quasi azzerare i guadagni del 2011.

Si sono comportate meglio le altre Borse europee: Parigi guadagna lo 0,4%, Francoforte 0,6% ed anche Madrid batte Milano con un rialzo dello 0,3%. Londra guadagna lo 0,1%.

 

NEGLI USA MEGA FUSIONE TRA WRANGLER E TIMBERLAND
BARRON’S. SOTTOVALUTATI CITIGROUP E GOLDMAN

 

Oltre Oceano, in una seduta priva di dati macroeconomici, tiene banco l’attività di M&A. Sotto i riflettori Vf Group, la società Usa di jeans Wrangler e delle giacche North Face, che ha annunciato che acquisirà Timberland (+42%) per 43 dollari per azione. Rappresenta un enterprise value di circa 2 miliardi di dollari in contanti. L’analisi di Barron’s, invece, promuove le grandi banche: secondo la rivista, Goldman Sachs e Citigroup potrebbero salire del 25%, poiché le azioni trattano a livello o al di sotto del loro valore di libro.

 

EFFETTO REFERENDUM: VOLA ENEL GREEN POWER
BANCHE, SI SPEGNE IL RIALZO DELLA BPM

 

Nel listino italiano, per la verità, quasi tutti gli istituti di credito sono a sconto rispetto al book value. Ma nel caso del Bel Paese, oltre ai problemi del settore si devono scontare gli effetti del rischio Italia: Intesa (+0,6%) e Unicredit (+0,6%) e più ancora il Banco Popolare (+1,7%) chiudono comunque la giornata con il segno positivo. Lo stesso capita alla Bpm (+0,4%), anche se il rialzo della mattinata si è in pratica spento dopo la conferenza con gli analisti del direttore generale Enzo Chiesa, da cui non sono emerse grandi novità dopo le interviste del week end ai vertici della banca.

Tra i titoli interessati alle materie del referendum, la palma d’oro spetta ad Enel Green Power (+1,88%) , comunque preceduta da Eems (+7,67%) e da Biancamano (+3,4%), società attiva nella gestione rifiuti che ha tenuto a precisare che l’eventuale vittoria del sì nei referendum sull’acqua non avrebbe condizionato le prospettive del suo piano industriale.

 

FIAT. L’UTILE DELLA GESTIONE ORDINARIA TRA 0,9 E 1,2 MILIARDI
MARCHIONNE SI PRESENTA AI BANCHIERI DELLA CITY

 

Fiat Spa conferma per il 2011 il target di un utile netto di 300 milioni di euro e di un utile della gestione ordinaria nel range tra 0,9 e 1,2 miliardi di euro. L’indebitamento netto industriale e’ stimato fra 1,5 e 1,8 miliardi di euro. E’ quanto si legge nelle slides illustrate oggi a Londra in un incontro con gli investitori per valutare l’emissione di un nuovo bond. Fiat ha anche confermato l’obiettivo di vendere con Chrysler 6 milioni di auto nel 2014. L’azienda prevede di vendere nel 2014 in Cina 300.000 vetture e ottenere una quota di mercato del 2%. La previsione fa riferimento alla joint venture con Gac e il focus delle vetture riguarda i segmenti C, D e suv. Nelle slide si ribadisce l’impegno per la Russia e il target per le vendite in India che e’ di 130.000 unita’ nel 2014. 

 

PROVE DI RILANCIO. PIACE IL PIANO PER RDB
L’INDIA FA RESUSCITARE MAIRE TECNIMONT

 

Merita una nota particolare il balzo di Rdb (+21%), in risposta al piano di ristrutturazione e di salvataggio lanciato dalla Sacci, oggi azionista di minoranza del gruppo. Il piano prevede una ristrutturazione dei debiti e nuovi mezzi freschi.

In grande spolvero anche nel pomeriggio, infine, Maire Tecnimont (+4,14%) dopo l’anuncio della commessa da 440 milioni di dollari conquistata in Cina.

 

Categories: Finanza e Mercati