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Iliad: ricavi in crescita e accordo con Cellnex in Francia e Italia

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Iliad ha chiuso il primo trimestre con un fatturato di gruppo in crescita del 7,7% su base annua, a 1,29 miliardi di euro. In patria, il colosso francese della telefonia ha visto i ricavi aumentare dell’1%, a 1,21 miliardi, di cui 654 milioni prodotti dalla telefonia fissa (-2,7%) e 487 milioni dal mobile (+2,3%). Il numero totale degli abbonati in Francia è di 19,8 milioni, sostanzialmente stabili rispetto alla fine del 2018. Nella telefonia mobile gli abbonati sono 13,39 milioni, da 13,44 milioni, nella banda larga e ultralarga gli utenti ammontano invece a 6,41 milioni da 6,42 milioni.

In Italia, invece, a 10 mesi dal debutto Iliad ha superato i 3,3 milioni di utenti e il fatturato realizzato nel primo trimestre dalla controllata italiana del gruppo francese ammonta a 80 milioni di euro. Ma il gruppo francese mira molto più in alto, puntando a realizzare “sul lungo termine” un fatturato da 1,5 miliardi di euro nel nostro Paese.

Intanto, per il 2019, il gruppo si attende in Italia “un contributo negativo all’Ebitda di gruppo superiore a quello del 2018, in parallelo all’accelerazione della crescita dell’attività e al dispiegamento della rete mobile”. L’obiettivo è l’equilibrio in termini di Ebitda anche con meno del 10% di quota di mercato. Per fine anno, Iliad punta inoltre in Italia a 3.500 siti attrezzati, in linea con l’obiettivo finale di 10-12mila entro fine 2024.

In una nota, il gruppo Iliad ha annunciato inoltre la firma di accordi di cooperazione strategica a lungo termine in Francia e in Italia con la spagnola Cellnex Telecom, partecipata dalla famiglia Benetton con una quota indiretta del 29,9%.

In Francia, l’accordo prevede una partecipazione condivisa (70% Cellnex e 30% Iliad) in una nuova società che gestirà i 5.700 siti attualmente integrati in Free, l’operatore mobile francese.

In Italia, Cellnex acquisirà le 2.200 torri di Iliad. Cellnex ha inoltre firmato un accordo con l’operatore svizzero Salt, terzo operatore mobile della Svizzera, per controllare il 90% di una nuova società che gestirà i 2.800 siti di telecomunicazioni attualmente integrati a Salt.

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