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Il Napoli vince al 95° e la Roma espugna Pisa conquistando il primato: oggi Genoa-Juve e Inter-Udinese le sfide clou

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Massima resa, minimo scarto. Napoli e Roma battono Cagliari e Pisa (1-0) confermandosi così a punteggio pieno assieme alla Cremonese, in attesa delle risposte odierne di Inter e Juventus, ma guai a pensare che sia stato facile. Le vittorie in questione, infatti, sono state piuttosto complesse, in particolare per i campioni in carica, costretti a soffrire fino al 95’ prima di poter esultare. Il campionato italiano, del resto, non sarà il più spettacolare del mondo, ma è certamente uno dei più difficili: ne sa qualcosa l’Atalanta di Juric, fermata sul pari anche dal Parma (1-1, gol di Pasalic e Cutrone) dopo quello al debutto contro il Pisa, ma anche il Como di Fabregas, tornato sulla terra a Bologna (1-0, Orsolini) dopo la grande vittoria sulla Lazio. A proposito, sarà proprio la squadra di Sarri a completare la domenica di A contro il Verona, in una giornata dal palinsesto più ricco che mai: Genoa-Juventus e Torino-Fiorentina alle 18.30, Inter-Udinese e, appunto, Lazio-Verona alle 20.45.

Napoli – Cagliari 1-0: gli azzurri esultano solo al 95’ grazie al gol di Anguissa

Stesso avversario, stesso destino. Il Napoli batte il Cagliari 1-0 all’ultimo respiro, grazie alla zampata di Anguissa al 95’. Un déjà-vu che riporta la mente a quella notte di maggio, quando proprio i sardi sancirono il quarto Scudetto della storia azzurra, non certo per lo svolgimento del match (allora non ci fu storia), quanto per l’esultanza del Maradona. Stavolta la posta in palio era decisamente più “normale”, ma il segnale lanciato è forte: questo Napoli non molla mai, nemmeno quando lo 0-0 sembra già scolpito. La prestazione azzurra, va detto, è stata tutt’altro che scintillante. Nel primo tempo poche emozioni, con un Cagliari ordinato e attento a chiudere ogni spazio, e un Napoli padrone del possesso ma poco incisivo. L’unica vera occasione è arrivata nel finale con McTominay, che si libera bene ma trova Caprile pronto a dire di no. Nella ripresa il copione non cambia: dominio territoriale azzurro e rossoblù tutti dietro la linea della palla. Al 60’ ci prova Spinazzola con un destro insidioso, ma Caprile salva nuovamente i suoi. Poi è ancora McTominay, nel recupero, a sfiorare due volte il gol che avrebbe stappato il match, prima con un destro troppo debole da ottima posizione, poi con una rovesciata spettacolare che non inquadra la porta. Quando ormai il pareggio sembrava inevitabile, ecco la scintilla: Buongiorno lavora un gran pallone, lo mette al centro e Anguissa infila Caprile con un piattone potente e preciso. È il minuto 95 e il Maradona esplode come nei giorni più belli. Per Conte tre punti di peso non solo perché arrivati in extremis, ma perché dimostrano che la squadra ha la maturità per restare lì fino all’ultimo, anche nelle giornate meno brillanti. Per il Cagliari, invece, resta la beffa: partita ordinata, difesa solida, tanto sacrificio, ma zero punti per una distrazione dell’ultimo secondo.

Conte: “Complimenti ai ragazzi, queste sono partite in cui rischi di perdere”

“Abbiamo giocato da squadra vera, con pazienza, cercando di trovare le giuste situazioni per fare gol – ha spiegato Conte -. Poi ci sono partite in cui prendi in porta facilmente, altre dove fai fatica: questa volta sembrava stregata. Abbiamo trovato un Cagliari molto difensivo, non me l’aspettavo così, però siamo stati bravi, abbiamo perseverato e avuto pazienza, non abbiamo concesso ripartenze… Ripeto, queste sono le classiche partite che rischi di perdere, quindi ho fatto i complimenti ai ragazzi: stiamo crescendo a livello di mentalità, cattiveria, attenzione. La squadra ci ha creduto fino alla fine, sentiva che il risultato era ingiusto e che premendo, prima o poi, poteva capitare qualcosa di importante. È accaduto a 20 secondi dalla fine, ma anche prima abbiamo avuto diverse occasioni da sfruttare. Ripeto, sono molto contento. Il pensiero al gol di Anguissa? Ho detto ‘Finalmente’, anche perché la partita l’abbiamo vista tutti: sono quelle gare dove corri un grandissimo rischio di perderla, invece io sarei stato contento anche dello 0-0 e l’ho detto pure ai ragazzi”.

Pisa – Roma 0-1: decide il sinistro di Soulé, Gasperini a punteggio pieno

La Roma continua a correre. All’Arena Garibaldi i giallorossi vincono 1-0 e restano a punteggio pieno dopo il successo all’esordio con il Bologna. La partita si accende subito con un brivido per la Roma: al 7’ Touré pennella un cross preciso e Meister, lasciato colpevolmente libero da Mancini, costringe Svilar a un intervento miracoloso per evitare lo svantaggio. Lo stesso attaccante danese ci riprova poco dopo con una discesa centrale, ma questa volta la mira non è la stessa. Scampato il pericolo, la Roma prova a gestire il possesso, puntando sugli spunti di Soulé ed El Shaarawy, ma senza mai riuscire a presentarsi davanti a Semper con reali pericoli. Il primo tempo scivola via lento, povero di emozioni e con i giallorossi incapaci di trovare sbocchi. Nella ripresa Gasperini cambia subito: dentro Dybala al posto di El Shaarawy. La scelta paga quasi subito, perché l’argentino aumenta qualità e imprevedibilità. Al 50’ la Roma reclama un rigore per un tocco di mano di Canestrelli su cross di Soulé, ma l’arbitro Collu e il Var lasciano correre. È solo questione di tempo: al 55’ arriva il gol partita con una splendida azione a tre. Dybala imbuca in area per Ferguson, che protegge palla spalle alla porta e serve Soulé: conclusione di prima e palla in rete. Il Pisa accusa il colpo e pochi minuti dopo rischia di capitolare ancora: Soulé trova la doppietta su altro invito di Dybala, ma il Var annulla per un tocco di mano dell’argentino all’inizio dell’azione. Gilardino prova a cambiare inserendo Nzola e Cuadrado, ma la Roma difende con ordine e in ripartenza sfiora pure il raddoppio: al minuto 87 Koné strappa in velocità, scarica per Dovbyk che trova una grande risposta di Semper. È l’ultimo sussulto di una partita che la Roma porta a casa con maturità e concretezza. Due vittorie su due, porta inviolata, e la sensazione che Gasperini abbia già plasmato un gruppo solido, capace di soffrire e colpire al momento giusto.

Gasperini: “Grande prestazione, la Champions è possibile. Dybala? Può giocare ovunque”

“La prestazione è stata molto buona, abbiamo sofferto all’inizio contro un Pisa organizzato e fisico e pericoloso nel gioco aereo – l’analisi di Gasperini -. Abbiamo rischiato all’inizio, poi siamo venuti fuori già nel primo tempo. Nel secondo abbiamo fatto bene, ci stava anche un gol in più. Il gruppo da subito mi ha seguito, di questo sono grato a loro. Il fatto che lo scorso anno non sono riusciti ad arrivare in Champions dopo una grande rimonta ha lasciato amarezza, ci sono tutte le condizioni in questo gruppo. Quando ci sono queste componenti parti già molto forte, speriamo poi di aggiungere dell’altro. Dybala? Quella del gol è stata una bellissima azione di reparto, contro squadre che difendono così forte devi avere delle giocate importanti. Paulo può giocare veramente ovunque, anche da sinistra, da dieci avanzato di una volta”.

Genoa – Juventus (ore 18.30, Dazn)

Tra un mercato che corre verso il gong e una classifica già interessante, la Juventus arriva a Marassi per affrontare il Genoa con l’obiettivo di dare continuità al buon avvio di campionato e rispondere alle vittorie di Napoli e Roma. I bianconeri si presentano dopo il 2-0 sul Parma firmato da David e Vlahovic, che ha dato una buona dose di entusiasmo a tutto l’ambiente. La società, nel frattempo, resta vigile su un possibile innesto offensivo last minute, mentre il Genoa lavora soprattutto sulle uscite e sugli ultimi ritocchi, ma la testa, almeno per oggi, è rivolta principalmente al campo. Marassi sa esaltare aggressività e compattezza rossoblù e allo stesso tempo può mettere pressione a chi deve confermare ambizioni da grande. Le statistiche, inoltre, raccontano di un equilibrio solo apparente: nelle ultime dodici sfide giocate a Genova tra queste due squadre si è visto un solo pareggio, con sette vittorie della Juve e quattro del Genoa, mentre i rossoblù potrebbero pareggiare le prime due partite di campionato per la terza volta nella loro storia dopo il 1962/63 e il 1992/93. Sul piano delle scelte, Tudor non si discosta dal 3-4-2-1: Di Gregorio in porta, Gatti, Bremer e Kelly a comporre la difesa, Locatelli e Thuram a centrocampo, Kalulu a destra e ballottaggio Kostic-McKennie a sinistra, Yildiz e Conceiçao alle spalle di David. Vieira invece conferma il suo 4-2-3-1 elastico con Leali tra i pali, Sabelli, Ostigard, Vasquez e Martin in difesa, Frendrup e Masini in mezzo, la linea creativa composta da Norton-Cuffy, Carboni e Stanciu e a sostegno di Colombo.

Tudor: “Mercato complicato, ma sono contento della squadra. A Marassi sarà dura”

“È stata una bella settimana, i ragazzi hanno lavorato molto bene – ha raccontato Tudor -. C’è una bella energia, una bella atmosfera, sappiamo che dovremo fare una grande gara perché giochiamo contro un avversario difficile, che non ti regala niente. Dobbiamo guadagnarci tutto, il Genoa è bello tosto e organizzato. Sappiamo che per andare a giocare a Marassi bisogna fare veramente bene per prendere punti. Il mercato? Ne ho già parlato e non è cambiato niente, ho già spiegato tutto. È un mercato complicato e mancano ancora due giorni. Comolli sta provando a fare il meglio che si può fare e l’altro giorno ha spiegato bene il punto di vista del club. Io vedo bene la squadra e motivata. Già confermare i giocatori dell’anno scorso dà continuità, poi il ritorno di Bremer e Cabal ci potranno dare una mano. Vediamo cosa succede nei prossimi due giorni”.

Inter – Udinese (ore 20.45, Dazn)

Dopo il roboante 5-0 al Torino, l’Inter di Chivu torna a San Siro per affrontare l’Udinese di Runjaic, a sua volta reduce dal pareggio interno con il Verona. I nerazzurri, oltre al risultato, puntano a confermare le tante cose belle mostrate all’esordio, mentre i friulani cercano la prima vittoria in questo campionato. La partita si preannuncia interessante, con l’Inter che cercherà di sfruttare la qualità dei suoi giocatori per imporsi, mentre l’Udinese tenterà il colpaccio con una difesa solida e ripartenze veloci. L’Inter ha vinto le ultime cinque sfide contro l’Udinese in campionato, segnando la bellezza di 14 reti (2.8 di media a match). Allo stesso tempo, Chivu è diventato il primo allenatore della storia dell’Inter a debuttare registrando una vittoria con almeno 5 gol di scarto. Inoltre, potrebbe diventare solo il quinto allenatore nerazzurro a vincere entrambe le prime due partite di Serie A senza subire gol, dopo Giuseppe Meazza nel 1947, Alfredo Foni nel 1952, Aldo Campatelli nel 1955 e Walter Mazzarri nel 2013. Per farlo confermerà il 3-5-2 con Sommer in porta, difesa con Pavard, Acerbi e Bastoni, centrocampo con Dumfries, Barella, Calhanoglu, Sucic e Dimarco, attacco con Thuram e Lautaro. Stesso sistema di gioco anche per l’Udinese, che risponderà con Sava tra i pali, Bertola, Kristensen e Solet in difesa, Ehizibue, Atta, Karlstrom, Lovric e Kamara a centrocampo, Davis e Bravo in attacco.

Chivu: “Contro l’Udinese come col Torino. Il patto coi giocatori? Meritocrazia e mentalità”

“Dovremo mantenere l’atteggiamento e la mentalità della partita col Torino – ha sottolineato Chivu -. Poi ci sono ancora tante cose da migliorare, ma atteggiamento e mentalità sono le cose più importanti da confermare anche contro l’Udinese. Non dobbiamo sbagliare l’atteggiamento, la mentalità, la cattiveria e dovremo mantenere la qualità che noi abbiamo. L’Udinese è un avversario ostico, ha un allenatore che stimo e apprezzo molto, è fisica ma ha anche mobilità, è sempre difficile affrontarla. Il patto con i giocatori? Ci sono cose che si possono raccontare e altre no, ma non pensate che sia chissà cosa. Si tratta sempre di cose che fanno bene al gruppo, che fanno capire l’importanza del gruppo, l’unità e l’armonia che bisogna avere. Il patto è che il responsabile sono sempre io, nel bene e nel male. La meritocrazia è il mio primo principio, quindi è giusto effettuare turnover con un calendario così fitto, ma sempre seguendo il bene del gruppo. Tutti devono meritarsi il posto, far vedere che sono competitivi e che possono essere soluzioni valide”.

Lazio – Verona (ore 20.45, Dazn)

Niente processi, nessuna caccia al colpevole. Dopo il passo falso di Como, la Lazio ha passato la settimana ad analizzare con gli errori commessi, ma senza alimentare tensioni interne. Sarri ha scelto la via della compattezza, al fine di non smarrire la fiducia nel lavoro portato avanti in estate, né lasciarsi destabilizzare dall’inizio complicato. Anche per questo non è in programma alcun cambio di modulo: l’idea è dare continuità e certezze, evitando di trasmettere segnali contraddittori a un gruppo che ha bisogno di serenità. Non è un caso se né il presidente Lotito né il direttore sportivo Fabiani hanno voluto incontrare i giocatori, perché la società ha preferito non aggiungere pressione in un momento che richiede grande equilibrio. Anche Sarri, rispetto al passato, appare più attento al dialogo con i singoli, meno rigido e più disponibile all’ascolto. Ha ribadito di non voler vedere alibi, ma al tempo stesso ha sottolineato che servirà pazienza prima di raggiungere la condizione ideale. Lo sguardo è ora rivolto alla sfida con il Verona, considerata decisiva per riaccendere entusiasmo e ricreare un clima positivo attorno alla squadra. La caduta di Como, insomma, viene letta come uno scivolone da cui ripartire, non come un campanello d’allarme. Cercare colpevoli ora non avrebbe senso, servirebbe soltanto a minare l’equilibrio di un gruppo che deve crescere e restare unito. Anche perché il mercato, come tutti sanno, non potrà essere di aiuto in alcun modo.

Sarri: “A Como abbiamo avuto numeri da Serie C, serve un riscatto immediato”

“Ci vuole un riscatto forte, vogliamo dare una soddisfazione ai tifosi perché non vinciamo in casa da sei mesi – ha confermato Sarri -. A Como l’unica sensazione era che si potesse far male andando in profondità, ne abbiamo parlato all’intervallo e qualcosa si è visto nella ripresa. Abbiamo avuto statistiche da Serie C, tra efficienza e percentuale di passaggi riusciti, nel paradosso questo mi dà fiducia perché non possiamo avere questi numeri. Il Como forse è superiore a noi tecnicamente, ma a livello di atteggiamento abbiamo sbagliato. I nostri obiettivi? La società non mi ha mai chiesto di tornare subito in Europa, questo è l’anno di grande difficoltà all’interno di un progetto triennale, dove dobbiamo qualificarci alle coppe. Vogliamo costruire 7-8 giocatori per raggiungere questo obiettivo, se riusciamo a ottenerlo significa che serviranno solo tre giocatori sul mercato, se invece non dovessimo riuscirci diventerà più complicato”.

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