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Il crollo di Shanghai affonda le Borse europee

Inizia in profondo rosso il 2016 dei mercati finanziari. Il crollo della Borsa di Shanghai affonda le piazze europee, che iniziano la prima seduta dell’anno con forti ribassi: a metà mattina Piazza Affari cede il 2%, come Parigi, mentre Francoforte cede il 3,3% e Londra l’1,8%.

A innescare l’ondata di vendite è stato quanto accaduto sul principale listino cinese, dove nel pomeriggio è stato registrato un ribasso superiore al 7%, che, secondo le nuove regole in vigore da oggi, ha provocato l’immediata chiusura della seduta. 

La frana è stata provocata dall’andamento deludente dell’attività manifatturiera, scesa a dicembre per il quinto mese di fila, come non accadeva dal 2009, secondo quanto segnalato dai dati Pmi. 

E’ stata la scintilla che ha innescato la caduta dello yuan, oggi ad un passo dalla soglia storica di 6,50 sul dollaro, ai minimi dal maggio 2011 dopo il fixing presso la Banca centrale. Si è così innescata una reazione a catena sui mercati, preoccupati dalla prospettiva di una guerra valutaria. 

Molto male anche la Borsa di Tokyo, che ha chiuso in ribasso del 3%. 

A Milano è protagonista Ferrari (-2,44%), all’esordio sul listino italiano con un prezzo di apertura di 43 euro (inferiore però ai 48,06 dollari segnati alla chiusura di Wall Street). 

Male Banca Mediolanum, sospesa in asta di volatilità a -4,7%. 

Le forti tensioni in Medio Oriente tra Iran e Arabia Saudita fanno recuperare il prezzo del petrolio: il Wti segna +0,8% a 37,34 dollari al barile, il Brent +0,7% a 37,54 dollari al barile. 

Sui mercati valutari, si indebolisce il biglietto verde: l’euro/dollaro tratta a 1,093 da 1,0855 di giovedì scorso, il dollaro/yen a 118,85 da 120,27. Euro/Yen a 130,05 (da 130,59).

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Categories: Finanza e Mercati