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I mercati aspettano la Fed e i due SuperMario sfidano i falchi dell’euro. Stamani Milano negativa

MERCATI SOSPESI IN ATTESA DEL VERBO DELLA FED. ASIA E USA IN RIBASSO COME I LISTINI EUROPEI

Mario Monti gioca in trasferta la partita più delicata del suo tour europeo: la visita al grande falco del Nord, il premier finlandese Jirko Katainen. L’occasione giusta per verificare se, come ha voluto dichiarare ieri mattina ai microfoni della Rai, davvero “si vede una luce in fondo al tunnel” della crisi europea. Intanto Mario Draghi affronta il presidente della Bundesbank Jens Weidman, un colloquio chiave prima del direttorio Bce di domani.

Nel pomeriggio, però, le attenzioni saranno rivolte al comunicato del Fomc, il direttivo della Federal Reserve, che potrebbe dare il via a nuove misure per il rilancio dell’economia. Le previsioni di Wall Street sono caute: senz’altro verrà ribadita la necessità di tassi vicino a zero; probabilmente si farà riferimento ad un nuovo round di QE3 da decidersi nella riunione di settembre; per le scelte più impegnative si dovrà attendere il meeting di Jackson Hole, a metà agosto, quando Ben Bernanke esporrà la strategia della banca centrale di fronte ad un anno assai complicato.    

Di fronte a questa mole di appuntamenti, i mercati hanno interrotto la corsa. A Wall Street gli indici hanno chiuso in rosso: Dow Jones –0,43%, S&P –0,49%, Nasdaq -0,21%. Sempre più imbarazzante il flop di Facebook: il titolo è sceso ad un nuovo minimo, 21,7 dollari, il 43% in meno del prezzo iniziale. Intanto Ubs chiude il trimestre in rosso proprio per le perdite subite nel giorno dell’offerta e annuncia azione legale nei confronti del Nasdaq.

Anche l’Asia segna il passo. L’indice Nikkei 225 perde più di un punt percentuale, Hong Kong oscilla sulla parità. Soffrono i titoli legati all’export con la Cina: le prossime statistiche di Pechino dovrebbero confermare la brusca frenata dell’economia del Drago.

Ieri in Europa, dopo quattro sedute consecutive in rialzo, le Borse hanno tirato il fiato. L’indice FtseMib di Piazza Affari ha chiuso in calo dello 0,6%, pur con un consistente recupero negli ultimi minuti. La performance del mese di luglio è una perdita del 2,8%, con un forte rimbalzo nelle ultime sedute dal minimo del 24 luglio, quando la perdita era del 13,3%.

La Borsa di Londra ha accusato un ribasso dell’1%, Parigi -0,8%, Francoforte ha chiuso invariata, Madrid è scesa dell’1,1%. La moneta unica è scambiata a 1,231 contro il dollaro, da 1,226 della chiusura precedente.

Sul mercato dei titoli di Stato il Btp decennale è tornato a un rendimento superiore al 6% (6,05%), dal 5,98% di ieri. Spread in allargamento a quota 477 (+15 punti base) a causa soprattutto del forte guadagno del Bund.

In Europa i cali maggiori hanno riguardato i titoli delle banche, con lo Stoxx del settore che è sceso dell’1,9%. A Milano Unicredit ha perso il 2,1%,Intesa -2,1%, MontePaschi -1,8%. Chiusure positive per Ubi +4%, Popolare Milano +2,9% e Banco Popolare +0,5%.

Netto ribasso di Fiat che è scesa del 4,4% dopo i risultati del secondo trimestre che sono in linea con le attese degli analisti, ma evidenziano un calo degli investimenti rispetto ai piani annunciati. Finmeccanica ha perso il 2,3%. Positiva la controllata Ansaldo StS +2,1%. Fra le utility, sono scese A2A -2,1% e Atlantia -2,5%.

Oggi, secondo gli analisti, il cda di Telecom Italia registrerà il ritorno all’utile nel secondo trimestre. Nei primi sei mesi il gruppo dovrebbe aver registrato 14,8 miliardi di ricavi con un ebitda di 5,8 miliardi mentre l’indebitamento scende da 31,1 a 30,4 miliardi. Ma la pratica più calda del cda è la decisione sulle azioni di responsabilità per i manager chiamati in causa nell’inchiesta sulle Sim false: per Carlo Buora si profila una conciliazione, mentre si dovrebbe procedere con un’azione di responsabilità nei confronti di Riccardo Ruggiero.

Quasi invariata Mediaset -0,01% che chiude il I semestre 2012 in flessione: l’utile netto consolidato cala del 73,5% a 43,1 milioni su ricavi in calo dell’11,21% a 1,999 miliardi. La raccolta pubblicitaria in Italia e’ scesa dell’11,9%.

Il primo semestre del gruppo Rcs Mediagroup si e’ concluso con un risultato operativo negativo per 377,5 milioni. Il decremento, spiega una nota di Rcs, e’ principalmente determinato dalle svalutazioni effettuate nel secondo trimestre 2012 sulle attivita’ immateriali di Quotidiani Spagna (-300,9 milioni) e Blei (-4,4 milioni). La perdita netta del gruppo nel periodo si attesta a 427 milioni (-19,5 milioni al 30 giugno 2011). La svalutazione delle attività spagnole ha infatti contribuito alla riduzione del patrimonio netto (da 716,8 milioni  a 335,6 milioni) e di conseguenza il Cda ha deciso di procedere alla convocazione dell’assemblea degli azionisti per ricostituire il capitale e approvare un piano di rilancio.

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