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Gomma bucata? Ripariamola da soli. Così

Che si fa se si buca una gomma? Evento raro, al giorno d’oggi. Ma il chiodo è sempre in agguato. Pronto a rovinarci la festa, la gita, perfino il tragitto verso il lavoro quando magari abbiamo un appuntamento importante. Specie oggi, dopo la scomparsa generalizzata delle ruote di scorta, sostituite dai “ruotini” di emergenza (ormai rari anch’essi) o nella stragrande maggioranza dei casi dal “kit” che si affida alla schiuma tura-fori. Che può essere una soluzione quando la nostra auto, o magari la moto o lo scooter, ci piantano improvvisamente con la gomma a terra. Ma attenzione: quella schiuma apparentemente risolutiva ci crea, immancabilmente, altri problemi. Primo: non si tratta, mai, di una soluzione definitiva. La schiuma non dura, non è sicura. Un viaggio dal gommista, il prima possibile, è sempre d’obbligo. Secondo: quella schiuma, ammesso che ci abbia consentito di arrivare davvero alla nostra meta, ha pasticciato tutto. Le parti interne del cerchione sono tutte da pulire e ci vuole un bel po’, con i relativi costi. Non basta: il nostro pneumatico, pieno di quel fluido biancastro e maleodorante, si salverà? Chissà.

Ma ecco la soluzione: il kit “sigilla-foro” che replica esattamente il materiale usato dal gommista per riparare bene e definitivamente la nostra gomma bucata. Tutto ciò senza usare la bomboletta di emergenza con la schiuma, ma qualche semplice attrezzo: una pinza per levare il chiodo, un punteruolo con i contorni a grattugia che serve per dimensionare il foro creato dal chiodo perché possa ospitare il tassello di gomma (denominato un po’ impropriamente “fungo”, per via della forma che assumerà una volta installato all’interno della gomma) che inseriremo con un apposito attrezzetto dopo averlo bagnato con un po’ di mastice.

Dovremo avere con noi anche un taglierino (o anche un paio di piccole forbici), una mini-pompa elettrica da collegare alla presa dell’accendisigari presente in tutti i kit “schiuma” comunque in dotazione nella maggior parte delle automobili non dotate di ruota o ruotino di scorta. Ma per può andare bene anche una pompa da bicicletta con l’attacco giusto per le valvole della nostra ruota. O possiamo anche tentare di usare per l’auto un kit specifico per moto che comprende almeno un paio di bombolette di gas compresso usa e getta con l’apposito raccordo per la valvola, che ci consentiranno comunque di ottenere la pressione sufficiente per poter raggiungere (con cautela e comunque a bassa velocità) una stazione di servizio per ripristinare la pressione corretta. Per le moto basta generalmente una bomboletta. Per la gomma dell’auto ne servono almeno due o tre.

Funziona? In molti, moltissimi casi, la risposta è sì. E possiamo addirittura tentare l’operazione “al volo” senza nemmeno smontare la ruota. Fatta però qualche premessa. Il nostro pneumatico deve essere senza camera d’aria (tubeless): è così in tutte le auto moderne e nella maggior parte delle moto e degli scooter da trent’anni a questa parte. Se è presente la camera d’aria (in molte ruote a raggi è ancora così) non ci resta che provare a cavarcela con la bomboletta con la schiuma. In questo caso la riparazione definitiva sarà relativamente più semplice e rapida: butteremo via la camera d’aria danneggiata con tutto il suo contenuto di schiuma e verificheremo che i danni non vadano oltre il semplice foro. Sostituita la camera d’aria il gioco è fatto.

Il foro, in ogni caso, deve essere relativamente piccolo e regolare, appunto quello tipico causato da un chiodo conficcato nel battistrada. E il nostro pneumatico tubeless non deve avere, appunto, altri danni collaterali: bolle, escrescenze, tagli. A queste condizioni conviene provarci, appunto con il kit di cui ci saremmo dotati e che naturalmente dobbiamo avere con noi nel momento giusto, dopo averlo acquistato nei negozi che vendono ricambi per le auto o per le moto, o anche con l’ormai imperante commercio elettronico via Internet.

Vediamo allora esattamente di che si tratta e come procedere. Il tutto con un ulteriore importante avvertimento: anche se alla fine avremo fatto un buon lavoro e tutto funzionerà alla perfezione l’appuntamento, o almeno un passaggio, dal gommista professionista deve essere considerato un obbligo. Solo lui potrà controllare con competenza se il lavoro che abbiamo fatto ci mette effettivamente in sicurezza e può essere considerato definitivo. Oppure se c’è bisogno di qualche intervento da parte sua.

Come è fatto il kit ripara-gomme

Gli attrezzi di cui abbiamo bisogno occupano, nella sua versione più semplice (niente mini-pompa da accendisigari né bombolette usa e getta) una confezione spessa un paio di centimetri e grande quanto un mezzo foglio della nostra stampante. Ma anche nel caso del kit con le mini-bombolette di gas usa e getta (analoghe a quelle che si usano per il seltz) portarlo sempre con noi non è un problema. Meglio ancora se lasciamo un kit in ogni vano degli attrezzi della nostra automobile o della nostra due ruote. I tasselli dotazione sono comunque più di uno e di mastice ne serve davvero poco, consentendoci di riutilizzare il kit più volte.

Come procedere

Per prima cosa dobbiamo individuare il foro ed estrarre delicatamente chiodo o il materiale che ha causato il foro usando o una pinza o una tenaglia eventualmente in dotazione nel kit o anche qualche attrezzo di emergenza, ad esempio un paio di forbici.

Mossa numero due: prendiamo il piccolo attrezzo che fa da alesatore e lo inseriamo lentamente girandolo da destra a sinistra con un contemporaneo movimento in dentro e in fuori per dimensionare e regolarizzare il foro da riparare.

A questo punto inseriamo il tassello di gomma nell’altro attrezzo simile all’alesatore ma con un recesso in grado di ospitare il tassello che avremo bagnato con un po’ di mastice. Il tassello deve essere inserito nel recesso dell’attrezzo lasciando una lunghezza di un paio di centimetri da una parte e almeno 5 centimetri dall’altra.

FIRSTonline – Federico Rendina

Inseriamo delicatamente l’attrezzo con il tassello nel foro. Spingiamo fino in fondo e tiriamo a noi.  Se abbiamo preparato l’attrezzo correttamente il tassello sarà rimasto nel battistrada sigillando il foro.

FIRSTonline – Federico Rendina

Aspettiamo qualche minuto per consentire al mastice di fare il suo lavoro e con il taglierino (o le forbici) tagliamo la parte sporgente del tassello di gomma che abbiamo inserito.

FIRSTonline – Federico Rendina

Con il nostro attrezzo di gonfiaggio ripristiniamo per quanto possibile la pressione.

FIRSTonline – Federico Rendina

Conclusa l’operazione mettiamoci in marcia (con prudenza) verso la prima stazione di servizio. O, molto meglio, verso un gommista che controllerà per bene la nostra riparazione fai-da-te.

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