Partagez

Bannière FIRSTonline

Crédits immobiliers, la BCE relève ses taux : de combien les mensualités vont-elles augmenter et quel est le meilleur choix : taux fixe ou variable ?

Il rialzo dei tassi Bce riaccende i dubbi sui mutui: il variabile parte ancora da un costo più basso, ma l’Euribor potrebbe salire nei prossimi mesi. Il fisso costa di più, ma protegge da nuove variazioni della rata

Crédits immobiliers, la BCE relève ses taux : de combien les mensualités vont-elles augmenter et quel est le meilleur choix : taux fixe ou variable ?

La Banca centrale europea ha alzato i tassi di interesse di 25 punti base e per chi ha un prêt torna una domanda molto concreta: quanto aumenterà la rata? E per chi deve ancora scegliere un finanziamento, è meglio il tasso fisso o il variabile?

Il Consiglio direttivo ha portato il tasso sui depositi dal 2,25% al 2,50%, quello sulle operazioni di rifinanziamento principali al 2,65% e quello sui prestiti marginali al 2,90%. È il secondo rialzo del 2026, dopo quello deciso a giugno. Una decisione attesa dai mercati, ma che arriva in una fase di nuove pressioni sull’inflazione e di forte incertezza sulle prospettive economiche. Per capire Cosa Cambia davvero per chi paga un mutuo, però, bisogna guardare oltre il semplice aumento deciso dalla Bce.

Mutui, quanto aumenta la rata con il rialzo dei tassi Bce

Il nuovo rialzo può riflettersi sui mutui, ma non in modo automatico e nella stessa misura per tutti i finanziamenti. L’impatto più diretto riguarda i mutui a tasso variabile, dont taux sono legate soprattutto all’euribor. L’indice a tre mesi ha superato il 2,7%, con un aumento di circa 30 punti base rispetto all’inizio di giugno: per questo, i 25 punti base decisi dalla Bce non si traducono automaticamente in un aumento della rata della stessa entità.

Il rialzo incide direttamente soltanto sui pochi mutui variabili ancora indicizzati al tasso Bce e non all’Euribor. In questi casi, l’aumento può costare indicativamente 15-20 euro al mese ogni 100mila euro di debito, a seconda della durata residua e del piano di ammortamento. Per la maggior parte dei mutui variabili sarà invece l’andamento dell’Euribor a determinare l’evoluzione delle rate.

Un esempio concreto arriva da Facile.it: su un mutuo variabile standard da 126mila euro in 25 anni, la rata passa da circa 614 a 631 euro al mese, con un aumento di 17 euro. La stessa rata era di 578 euro a gennaio: rispetto all’inizio dell’anno, quindi, l’aumento complessivo arriva a 53 euro al mese.

Tassi variabili, la rata può aumentare ancora?

La vera incognita, quindi, non è soltanto il rialzo deciso oggi dalla Bce, ma quello che succederà all’Euribor nei prossimi mesi. I futures aggiornati nella prima settimana di settembre indicavano un possibile aumento dell’Euribor a tre mesi dal 2,67% al 3,10% entro giugno 2027. Se questa previsione si avverasse, secondo la simulazione di Facile.it la rata del mutuo da 126mila euro considerato in precedenza potrebbe superare i 650 euro al mese.

Le attentes di mercato indicano quindi almeno un altro possibile rialzo entro la metà del 2027 e non escludono ulteriori interventi. Si tratta però di previsioni e non di decisioni già prese: la Bce ha ribadito che non esiste un percorso prestabilito per i tassi e che le prossime scelte saranno valutate di volta in volta sulla base dei dati economici e dell’inflazione.

Mutuo fisso o variabile: quale conviene oggi?

Anche il mutuo fisso sta diventando più caro. Il parametro di riferimento per le banche è soprattutto l’Eurirs, che rispetto all’inizio di giugno è salito di circa 20 punti base. Secondo MutuiOnline.it, ad agosto il Tan medio dei mutui fissi a 20 e 30 anni era al 3,46%, contro il 2,80% dei variabili.

Il variable parte quindi ancora da un costo più basso, ma il suo vantaggio può ridursi se l’Euribor continua a salire. Ipotizzando che i 25 punti base decisi dalla Bce si trasferiscano integralmente sul Tan medio del variabile, il tasso passerebbe dal 2,80% al 3,05%. Su un mutuo da 120mila euro in 20 anni, la rata salirebbe indicativamente da 653 a 668 euro: il variabile resterebbe più conveniente rispetto al fisso medio, ma con un margine più contenuto.

La differenza tra le due formule riguarda soprattutto il risque. Il tasso fixé costa oggi mediamente di più, ma garantisce la stessa rata per tutta la durata del mutuo. La scelta dipende quindi anche dalla capacità di sostenere eventuali aumenti negli anni.

I dati sulle richieste mostrano una netta preferenza per la certezza della rata: nei primi otto mesi del 2026, secondo MutuiOnline.it, il 92,2% delle richieste di mutuo è stato a tasso fisso, contro appena il 3,6% del variabile.

Mutui più cari, cosa succede al mercato delle case

L’aumento del costo dei finanziamenti può avere effetti anche sul marché de l'immobilier, perché una rata più alta riduce la capacità di spesa delle famiglie e può rendere più difficile ottenere il credito necessario per acheter une maison.

Secondo le analisi storiche di Nomisma, gli effetti dei rialzi dei tassi sulle compravendite tendono a manifestarsi con un ritardo di circa sei mesi. I primi effetti dei nuovi aumenti potrebbero quindi emergere soprattutto nei primi mesi del 2027, in particolare sul mercato della prima casa. Gli acquisti per investimento risultano invece generalmente più stabili, anche perché vengono effettuati più spesso senza ricorrere a un mutuo.

Passez en revue