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Fiducia in Borsa: ora l’asta fa meno paura. Effetto Draghi e dati sul Pil Usa. Milano, avvio cauto

FIRSTonline

LA SCOSSA DI DRAGHI FA BENE ALLE BORSE (E AI BTP)
TOKYO E WALL STREET SUPER. PIANGE SOLO L’ORO

Listini alla riscossa, grazie ai governatori. Mario Draghi dà garanzie sulla volontà della Bce di proseguire in una politica monetaria espansiva. Stesse rassicurazioni arrivano da Mervyn King, alla vigilia dell’uscita dalla Bank of England. Le parole del presidente della Fed della Virginia, Jeffrey Lacker, allontanano nel tempo la fine del QE mentre i dati rivelano che il Pil Usa è cresciuto nel primo trimestre dell’1,8%(e non del 2,4%). Non meno importante, la banca centrale cinese ha ripreso a sostenere la richiesta di credito delle sue banche assetate di liquidità.

Il risultato? Stamane la Borsa di Tokyo avanza del 2,5%, seguia da Hong Kong +1,5%. E’ più lenta la ripresa a Shanghai +0,6%, che comunque festeggia la prima seduta positiva dopo sette cali consecutivi.

Forte rialzo in serata per i listini Usa: Dow Jones +1,02, S&P 500 +0,96% e Nasdaq +0,85%.

In Europa solo Madrid +2,87% batte Piazza Affari +2,03 e Parigi + 2,09% nella giornata di un’ideale rivincita dei listini latini. Londra +1,04%, Francoforte +1,66%.

Continua la corsa del dollaro, che ha infranto la barriera di 1,30 rispetto all’euro. Perdono colpi solo l’oro (1223 dollari l’oncia -4,3%) e l’argento mentre si risollevano i prezzi dei T bond

L’ASTA BTP ORA FA MENO PAURA

Oggi tocca all’ultima asta di fine mese, la più difficile, dedicata ai Btp a 5 e 10 anni. Ma l’operazione, grazie soprattutto alle rassicurazioni del presidente della Banca centrale europea Mario Draghi, fa meno paura. Ieri il Tesoro ha piazzato in asta 8 miliardi di euro di Bot a sei mesi, il rendimento è salito all’1,05%, praticamente raddoppiato rispetto all’asta di fine maggio.

Anche stamane è dato per scontato un aumento dei tassi: i due titoli collocati rispettivamenti al 3,01% e al 4,14%, sul secondario in chiusura erano trattati ad un tasso di 3,66% e 4,71% . Da segnalare, però, che la Spagna riduce il distacco: il differenziale tra Bonos e Btp. che una decina di giorni fa era ben sopra i 30 punti, ieri viaggiava in area 12 punti base.

ITALIA- SPAGNA, IL DERBY DELLE BANCHE

In attesa di sfidarsi nello stadio di Fortaleza, italiani e spagnoli si sono confrontati ieri sopratturo a suon di rimbalzi dei titoli bancari.

Madrid ha messo in campo le due squadre migliori, ovvero il Bbva e il Santander che hanno guadagnato rispettivamente il 4,3% e il 3,7%.

A Milano la replica è stata affidata a MontePaschi in rialzo dell’8,8%,Intesa ha guadagnato il 3,5%, Unicredit +1,4%, benePop.Milano +2,6%. Riparte, dopo la lunga frana, Mediobanca +1%.

Al di là dei toni scherzosi, il rimbalzo del comparto finanziario dopo le tensioni seguite ai messaggi seguiti al vertice della Fed è stato la nota dominante della giornata.

Salgono le società del risparmio gestito all’indomani della diffusione dei dati sulla raccolta record di maggio (la migliore degli ultimi 14 anni). Azimut è salita del 3,9%, Mediolanum +1,1%, Banca Generali+1,9%.

Fra le assicurazioni, Generali ha chiuso in rialzo del 2,1% e Fondiaria Sai del 2,3%.

UE, C’E’ L’ACCORDO SUL FALLIMENTO DELLE BANCHE

Il rimbalzo dei bancari ha preceduto di poche ore un’intesa storica all’Ecofin sull’Unione Bancaria. Ieri sera, nella riunione straordinaria dei ministri dell’economia che ha preceduto il vertice odierno dei Capi di governo, è stato raggiunto l’accordo su uno dei capitoli più delicati dell’Unione bancaria: chi deve pagare il conto in caso di fallimento delle banche. E’ stato deciso che, nell’ordne, pagheranno azionisti, obbligazionisti e depositi oltre i 100 mila euro. Solo dopo aver saldato almeno l’8% delle liabilities gli Stati potranno esentare dal pagamento alcuni creditori. Il ricorso a strumenti comunitari, vedi i fondi Ems, sarà possibile dopo un ulteriore intervento degli Stat nella misura del 5%. L’accordo segna un compromesso tra la tesi tedesca, che pretendeva norme rigide ed eguali per tutte, e la Francia, che rivendicava maggior discrezionalità per i singoli Paesi.

OBAMA SPINGE ENEL GREEN POWER

Nel resto di Piazza Affari da segnalare il balzo di Telecom Italia +3.1% e di Mediaset +7,4%.

Si mettono in evidenza le utility. Enel Green Power è salita del 3%: la società, presente anche in Nord America, potrebbe beneficiare del piano Obama per i cambiamenti climatici. La controllante Enel sale del 3%.

In forte recupero, grazie alla minor tensione si tassi, le utility: Snam Rete Gas +2,7%, Acea +2,6%, A2A +3%, Iren +5,2%.

Il comparto tecnologia in evidenza in tutta Europa: Sap +4,6%. StM ha segnato un rialzo del 3,4%.

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Categories: Finanza e Mercati
Tags: BorsaBtp