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Ferrari in utile nel III trimestre, il titolo corre

Imagoeconomica

Ferrari in corsa sul Ftse Mib dopo la pubblicazione dei conti del terzo trimestre, chiuso con un utile di 171 milioni, e la decisione di alzare i target nella parte alta della forchetta della guidance fornita 3 mesi fa. Il titolo del Cavallino Rampante, dopo una lieve sbandata, ha ingranato la quinta e alle 16 guadagna il 5,44% a 165,75 euro, massimo intraday.

Il trimestre ha battuto le attese degli analisti. L’utile come detto, è di 171 milioni di euro, in rialzo dell’1% sullo stesso periodo dell’anno precedente. In leggero ribasso (-3%) a quota 888 milioni di euro i ricavi, mentre le vendite sono calate del 7% a 2.313 unità.

In forte rialzo l’ebitda, che cresce del 6% a 330 milioni di euro, con il margine che sale al 37,2% dal 33,9%. L’ebit si attesta a 222 milioni, in ribasso del 2%, mentre il margine è salito al 25% dal 24,8%. La generazione di free cash flow industriale è positiva e pari a 77 milioni di euro.

Per quanto riguarda i primi 9 mesi dell’anno, le consegne sono calate del 17% a 6.440 unità, i ricavi sono scesi del 16% a 2,391 miliardi di euro, l’ebitda ha segnato un ribasso del 18% a 771 milioni con margine al 32,3% (dal 33%). L’ebit ha perso il 33% a 465 milioni di euro, con margine sceso al 19,5% dal 24,6%. Infine al 30 settembre, l’utile netto ha registrato un calo del 35% a 346 milioni di euro, con l’eps diluito adjusted pari a 1,86 euro, in flessione del 34% rispetto allo stesso periodo del 2019.

Tornando ai dati trimestrali, le consegne di vetture, nonostante il calo registrato, sono in linea con la cadenza del piano di produzione per l’intero anno, sottolinea la società che prevede il recupero di 500 unità delle 2.000 vetture perse a seguito della sospensione produttiva di sette settimane stabilita a causa dell’emergenza Coronavirus. Per quanto riguarda i singoli modelli,  le vendite dei modelli a 8 cilindri (V8) sono diminuite del 12,8%, mentre quelle dei modelli a 12 cilindri (V12) hanno registrato un aumento del 15,4%. L’inizio delle consegne della SF90 Stradale e della Ferrari Roma sono confermate nel quarto trimestre del 2020. 

A livello geografico, le vendite nell’area Emea sono salite del 13% a 1.288 unità, mentre il calo riguarda soprattutto le Americhe (-35%), la Cina Continentale, Hong Kong e Taiwan (-25%), stabili le consegne nell’area Apac.

L’indebitamento industriale netto al 30 settembre 2020 è stato pari a 715 milioni di euro, in miglioramento rispetto a 776 milioni al 30 giugno 2020, mentre la liquidità complessiva disponibile era pari a 1,879 miliardi di euro (1,812 miliardi al 30 giugno 2020), incluse linee di credito committed inutilizzate per 700 milioni di euro.

Per quanto riguarda l’intero 2020, Ferrari ha rivisto le stime, alzando i target nella parte alta della forchetta della guidance fornita al mercato il 3 agosto scorso. “Tale previsione è a condizione che l’operatività non sia impattata da ulteriori restrizioni dovute alla pandemia da Covid-19”, sottolinea la società. Nel dettaglio, Ferrari si aspetta ricavi netti per il 2020 superiori a 3,4 miliardi di euro, un ebitda adjusted di circa 1,125 miliardi di euro, con margine intorno al 32,5%. L’ebit adjusted è atteso a circa 700 milioni di euro, con margine intorno al 20%. L’obiettivo per l’eps diluito adjusted è  pari a 2,8 euro, con il free cash flow industriale a circa 150 milioni di euro.

Ferrari nel terzo trimestre ha avuto risultati “robusti, soprattutto per quanto riguarda i ricavi. Siamo fiduciosi di poter raggiungere la parte alta della forchetta della guidance 2020 e avremo un quarto trimestre molto forte, soprattutto in termini di consegne, ricavi ed ebitda”. Questo quanto affermato Louis Camilleri, ceo di Ferrari. Il manager ha spiegato che i volumi del periodo sono stati impattati “dalla fine della produzione di alcuni modelli e l’inizio della produzione di altri”. Per quanto riguarda le consegne, Camilleri, ha specificato che “non hanno risentito della domanda ma di questioni legate all’approvvigionamento”. Il portafoglio ordini, ha aggiunto Camilleri, a ottobre si è dimostrato molto forte, il 30% superiore al solito, mentre il livello di cancellazioni è stato molto basso.

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