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Federal Reserve, nessun ritocco ai tassi

La Borsa di Milano ha chiuso una seduta interlocutoria: una volta accantonate, per poche ore, le preoccupazioni sempre vive sulla tragedia greca, i listini europei sono rimastri cauti, nell’attesa della decisione della Federal Reserve sui tassi. I movimenti dei titoli sono rimasti modesti (chiusura dell’indice Ftse/Mib a 19.960, -0,44%).
Alla fine la notizia è arrivata: la Federal Bank, come previsto, ha lasciato invariati i tassi. Ha inoltre annunciato che la settimana prossima effettuerà l’ultima tranche dei 600 miliardi di acquisti di T-bond previsti dal programma di stimolo all’economia. Poi, dopo tre anni di interventi per il rilancio dell’economia, gli acquisti verranno sospesi, senza però aviare l’assorbimento della liquidità iniettata nel sistema.
“La ripresa economica procede – si legge nella nota della Fed – anche se ad un ritmo inferiore da quello da noi atteso. Il Fomc si aspetta che il tasso di crescita possa accelerare nei prossimi trimestri e che, in parallelo, possa scendere il tasso di disoccupazione”.
Per queste ragioni il Fomc ha votato all’unanimità di mantenere il livello dei tassoi a livelli vicini allo zero “per un periodo esteso”.
Ma il vero appuntamento è per le 20 e 15, quando il presidente Ben Bernanke terrà la conferenza stampa, secondo la recente abitudine adottata dalla Fed sulla base del modello Bce: in questa sede il banchiere centrale darà indicazioni sulle strategie che intende adottare dopo la fine del quantitative easing. Sull’orientamento di Bernanke, comunque, peserà il braccio di ferro sul deficit federale: dalla fine di luglio il Dipartimento del Tesoro smetterà di finanziare la spesa del governo se il Congresso e la Camera degli Stati Uniti non avranno votato nel frattempo un innalzamento del livello di debito massimo a 14.300 miliardi di dollari.
EL-ERIAN (PIMCO): GRECIA, DEFAULT SICURO IN 3 ANNI
TORNA AD ALLARGARSI LA FORBICE BTP/BUND
Il sollievo per la fiducia votata, di stretta misura, a George Papandreou al Parlamento di Atene è stato di breve durata: il Financial Times sottolinea la delusione per l’atteggiamento del leader conservatore Samaras, che si è dichiarato contrario a far convergere i voti sul pacchetto austerità che sarà presentato dal governo. Più pesante, sui listini, l’effetto della profezia di Mohammad El Erian, il gestore obbligazionario di Pimco (il maggiore operatore mondiale del settore) che ha dichiarato di dar per scontato il default di Atene entro tre anni.
Dati questi umori, non stupisce che il rimbalzo dell’euro in mattinata si sia presto sgonfiato. La moneta unica è scesa contro il dollaro a 1,437 da 1,441 di ieri sera e contro il franco svizzero, indicato a 1,2108 da 1,2113 di ieri sera. Sul mercato dei titoli di Stato torna ad allargarsi lo spread fra il Bund tedesco e il nostro Btp decennale, salito a 191 punti base dai 185 punti di metà mattina.
FONSAI IN CADUTA, ASPETTANDO LO SCONTO
AUMENTANO I CLIENTI DI UNICREDIT-FINECO
Vigilia “nera” per Fonsai, in attesa delle condizioni dell’aumento di capitali e dell’atteggiamento delle Authority sull’intreccio tra la compagnia e il nuovo socio forte, Unicredit, che al termine dell’aumento avrà una quota pari al 6,6%. Il titolo scende di quasi il 4% a 4,46 euro sul nuovo minimo storico (da inizio anno la perdita cresce al -30%) mentre gli operatori provano ad indovinare l’entità dello sconto per i nuovi titoli: la richiesta iniziale del consorzio di garanzia era per un taglio qal 50%, ma pare che, a fronte delle resistenze della famiglia Ligresti, si sia scesi al 30 o poco più.  
Non ci sono dubbi sul via libera all’operazione da parte dell’Isvap, che comunque ha messo sotto la lente, dopo un’ ispezione effettuata nei mesi scorsi, le attività del comitato di controllo e le operazioni tra parti correlate. La discussione attorno ai rilievi dell’Authority è stata avviata lunedì dal cda. Più complicata la trattativa con l’Antitrust,a cui Fonsai e Unicredit hanno presentato una serie di proposte per garantire che l’ingresso di Unicredit in Fonsai non comporterà un aumento del peso dell’istituto in Mediobanca.
Per quanto riguarda la banca di piazza Cordusio (-0,13%) non ha destato particolare attenzione l’aumento nei primi quattro mesi del 2011 dei profitti operativi lordi in Italia (+10%). Eppure, grazie all’apporto della controllata Fineco la banca ha registrato una significativa crescita del numero dei clienti (+15mila). Ma pesa in questo caso il momento negativo del comparto bancario. Arretrano Banco Popolare (-1,7%), Ubi (-1%) la solita Bpm (-1,1%) e Montepaschi (-1,5%).
TV, TIMEDIA VOLA NELL’ATTESA DELLA CAMPAGNA ACQUISTI
I REPORT DEGLI ANALISTI PUNISCONO ANCORA MEDIASET
Giornata nera per Mediaset all’indomani della delibera del cda sulle stock options 2011/14 per 51 tra dirigenti e giornalisti dell’emittente. La banca inglese Barclays ha abbassato il giudizio a “equal weight” da “overweight” (sovrappesare in portafoglio), tagliando contemporaneamente il target price a 4,10 euro da 5,10 euro. Nella nota di Barclays si legge che Mediaset sta soffrendo per un peggioramento del mercato della pubblicità in Italia, mentre le performance delle sue attività in Spagna sono “deboli”.
Anche Société Générale ha abbassato oggi il target price portandolo a 3,7 euro da 5,8 euro. Confermata la raccomandazione “hold”.
Telecom Italia Media è salita del 10,42% a 0,232 euro, un rally speculare al ribasso di Mediaset. Dietro questo balzo potrebbe esserci la scommessa sul rafforzamento di La7 e sulla possibilità che l’emittente voglia lanciare una vera sfida al duopolio Rai-Mediaset con una nutrita campagna acquisti sugli “esuli” di Rai tre.
UNA SCOSSA DA PORTO TOLLE PER ENEL (+1,39%)
AUTOGRILL SALE CON IL TRAFFICO AEREO USA
Balzo in avanti dell’Enel (+1,39%). Il governatore Luca Zaia ha annunciato ieri che la Regione Veneto si appresta a modificare la legge istitutiva del Parco del Delta del Po per ‘?salvare?’ il progetto di riconversione a carbone della centrale Enel di Porto Tolle, stoppata dal Consiglio di Stato nelle scorse settimane. Nel caso di nuovo parere positivo da parte del ministero dell’Ambiente, i lavori di riconversione della centrale potrebbero partire tra un anno. L’investimento complessivo previsto da Enel è pari a circa 2,5 miliardi di euro.
Continua l’ascesa di Autogrill (+0,39%), grazie al maggior traffico negli scali Usa in cui opera la società del gruppo Benetton. I ricavi da trasporto passeggeri negli Stati Uniti sono cresciuti in maggio del 14,4% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, lo ha comunicato ieri l’associazione delle compagnie aeree. In aprile l’incremento era stato del 12%. Altri dati comunicati ieri: miglia volate +2,5%, ricavi medi per miglio in rialzo dell’11,6%. 
 
La crescita dei ricavi è stata sostenuta su tutte le rotte: +14% per il traffico domestico +13% per i voli transatlantici, +12% per il traffico attraverso l’Oceano Pacifico, + 26% per i voli da/per il Sud America. 

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