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Fca, Telecom e le banche frenano Piazza Affari

Arretrano le Borse europee, dopo i deludenti messaggi in arrivo dalla Fed. Va peggio a Piazza Affari ancora frenata dai titoli bancari: l’accordo con Bruxelles sulle sofferenze continua a suscitare perplessità tra gli operatori.

Parigi registra un calo attorno al mezzo punto percentuale, Londra -0,4%. Fanno peggio Francoforte -0,8% e Madrid -0,7%. L’indice Ftse Mib è l’unico a perdere oltre un punto: -1,15% a 18.635 punti.

Sono in discesa i rendimenti dei titoli di Stato della zona euro. Il Bund decennale scivola allo 0,42%, il livello più basso da aprile 2015. Quello a 2 anni è a -0,45%, su nuovi minimi storici. Lo spread decennale è stabile a 105 punti base.

Il Tesoro italiano ha collocato BTP 5 anni a un rendimento dello 0,42% in calo da 0,57% di fine dicembre e sui minimi da novembre. Il decennale p stato assegnato all’1,44% contro 1,59% di dicembre.

Ancora debole il settore bancario. In attesa del consiglio dei ministri regna l’incertezza sulle caratteristiche delle future bad bank: Unicredit -2%, Intesa-1,8%, Banco Popolare -0,5%.

Fanno peggio Ubi -2,9% MontePaschi-3,3%, Pop. Milano -4% presunte protagoniste dell’aggregazione caldeggiata dal governo.

Tra i finanziari giù anche Generali -1,1%: pesa il downgrade di Hsbc a Hold da Buy. In calo anche Azimut -2,3%. In controtendenza Anima +3%.

Perde ancor terreno, all’indomani dei conti 2015, il titolo Fiat Chrysler -3,5%. Gli analisti ritengono che il nuovo piano industriale confidi troppo nella crescita del mercato del Nord America. Per i broker, divisi sul potenziale margine di crescita del titolo, i target al 2018 sono ambiziosi alla luce dell’attuale scenario macro. Fiat Chrysler cerca partner per veicoli di medie e piccole dimensioni in Usa.

Per Exane (giudizio neutral, target price a 6,4 da 6,1 euro) “Fca ha costantemente rivisto la sua strategia negli ultimi anni, reagendo ai mutevoli trend del mercato. Stavolta ha abbandonato gli obiettivi di volumi dell’Alfa e spostato il lavoro pesante interamente verso l’area Nafta. Tuttavia, la nostra analisi mostra che l’azienda ha ritardato il lancio di 12 modelli principali in quest’area in media di 20 mesi”. Per gli analisti di Banca Akros, dopo il tramonto dell’ipotesi di un merger “si fa fatica a individuare un forte fattore catalizzatore per l’azione”.

In forte ribasso anche Telecom Italia -3,5% che nel pomeriggio terrà un cda straordinario. Stamattina HSBC ha confermato la raccomandazione Buy sul titolo, abbassando però il target price a 1,25 euro da 1,35 euro.

Si rafforzano invece i petroliferi sulla scia del greggio: il Brent guadagna il 2% e si porta sui massimi degli ultimi dieci giorni a 33,70 dollari il barile. Si stabilizzano i corsi di Saipem +2,36% dopo tre sedute sull’ottovolante in concomitanza con l’avvio dell’aumento di capitale iperdiluitivo da 3,5 miliardi di euro. I diritti accelerano a +11%. Eni è sulla parità, Tenaris + 0,8%.

Rimbalza Finmeccanica +0,6% che firmerà domenica prossima, 31 gennaio, il contratto per la fornitura di 28 Eurofigher al Kuwait. StM prosegue il rialzo di ieri e guadagna l’1%. 

Stasera, a mercati chiusi, usciranno i conti di Ferragamo +0,6%.

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