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Eni: ok da assemblea ad annullamento azioni proprie e riacquisto

Via libera dall’assemblea di Eni all’annullamento delle azioni proprie in portafoglio senza riduzione del capitale sociale, previa eliminazione del valore nominale delle azioni. Per la parte ordinaria, ok anche al nuovo piano di acquisto di azioni proprie, che ad oggi rappresentano il 9,55% del capitale.

All’assemblea era presente il 26,18% del capitale. Tra gli azionisti con in tasca una quota superiore al 2% figurano la Cassa depositi e prestiti (al 26,37%), il ministero dell’Economia (con il 3,93%), Bnp-Paribas (2,29%) e Black Rock (2,68%).

Secondo l’amministratore delegato di Eni, Paolo Scaroni, “tutti gli azionisti del gruppo beneficeranno dell’annullamento” delle azioni proprie in portafoglio. “Tra l’altro – ha aggiunto il manager – gli azionisti anglosassoni le consideravano già annullate e se avessimo dovuto riemetterle sarebbe stato un trauma non da poco per i mercati”. 

 Oggi con uno stato patrimoniale più forte “ci dotiamo di uno strumento di flessibilità in più – ha detto ancora l’ad -, cioè del riacquisto di azioni proprie quando le condizioni lo permetteranno”.

Quanto alla cessione di Snam, Scaroni ha sottolineato che Eni ricaverà dall’operazione “qualcosa come 17-18 miliardi di euro“, che la renderanno finanziariamente “molto più solida”, con uno stato patrimoniale “fortissimo. Porteremo il debito ad un livello molto basso, circa 10 miliardi”.

A metà mattina il titolo di Eni perde in Borsa lo 0,65%. 

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