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Enel: balzo del risultato netto. Investimenti per 2,5 miliardi nel piano fibra

Enel chiude il 2015 con un utile netto ordinario in calo del 3,6% a quota 2,887 miliardi, ma conferma il raggiungimento degli obiettivi per l’anno che si è concluso, la guidance per il 2016 e il dividendo a 16 centesimi. Il gruppo ha annunciato stamattina il via libera del Cda al piano strategico di Enel Open Fiber (Eof) che “porterà la banda ultralarga direttamente a casa del cliente finale (Ftth) in varie fasi, in 224 città italiane”. Sono previsti investimenti per circa 2,5 miliardi di euro dedicati allo sviluppo della rete, aperta alla partecipazione di altri investitori e a collaborazioni commerciali con tutti gli operatori retail. Il Cda, ha reso noto un comunicato del gruppo, ha “condiviso la lettera d’intenti tra Eof, Vodafone e Wind, finalizzata, attraverso una serie di passi successivi, a definire una partnership strategica e commerciale per lo sviluppo della rete di telecomunicazioni a banda ultralarga sul territorio nazionale”. Il titolo è in controtendenza a Piazza Affari (+0,46%).

“La definizione del piano strategico di Enel Open Fiber – ha commentato l’Ad Francesco Starace – è un importante passo avanti per la realizzazione degli obiettivi previsti dall’Agenda Digitale Europea e dalla Strategia Italiana per la banda ultralarga. Passare la fibra attraverso la nostra rete elettrica, che arriva nelle aziende e nelle case di 32 milioni di italiani, consente una copertura capillare del territorio nazionale a costi competitivi, creando valore per Enel e per tutti gli operatori che vorranno usufruire di questa nuova importante infrastruttura”. Alla domanda di un analista, durante la conference call di stamane, Starace ha poi risposto che il gruppo si attende dal piano fibra un ritorno in termini di Ebtda di 250 milioni nell’arco di 3-4 anni.

Tornando ai conti, dopo la pubblicazione dei dati preliminari il mese scorso, il dato sull’utile netto è il più atteso e si attesta su livelli in linea o leggermente superiori alle previsioni degli analisti. Soprattutto, il gruppo ha fortemente migliorato il risultato operativo triplicato a 2,19 miliardi (+324,8% contro i 517 milioni del 2014)). In calo l’Ebitda (-2,9% a 15,297 miliardi) penalizzato dalla caduta di margine sugli impianti termoelettrici, dal costo del cambio e dal piano di uscita incentivata del personale. Il peso della riforma sulla fiscalità differita ha inciso per 182 milioni. I ricavi rimangono sostanzialmente invariati a 75,658 miliardi (-0,2%), i debiti a quota 37,5 miliardi contro 37,3 dell’esercizio precedente.

Nel 2015, sottolinea Enel, sono stati raggiunti progressi significativi nel conseguimento degli obiettivi fissati per  ciascuno dei cinque obiettivi fondamentali del piano industriale per l’anno. Efficienza operativa: è stato raggiunto il target di riduzione del cash cost pari al 3%, con efficienze pari a circa 450 milioni di euro. Inoltre, nel quarto trimestre del 2015 sono stati formalizzati alcuni accordi per l’uscita anticipata di personale in Italia e Spagna, che hanno comportato accantonamenti pari a 1,5 miliardi di euro.

Crescita industriale: è stato raggiunto il target di ebitda di crescita pari a 400 milioni e, tenuto conto degli impegni di investimento già assunti, il 70% dell’ebitda di crescita per il 2017 è già stato impegnato. Semplificazione del gruppo: è in fase di finalizzazione la piena integrazione di Enel Green Power e all’inizio dello scorso mese di febbraio è stata perfezionata la scissione delle attività cilene di Enersis, Endesa Chile e Chilectra da quelle degli altri paesi in America Latina, dopo che le assemblee straordinarie delle società coinvolte hanno approvato tali operazioni di riorganizzazione.

Gestione attiva del portafoglio: grazie alla cessione di Slovenske Elektrarne annunciata lo scorso dicembre, è pari a circa 3,7 miliardi di euro il controvalore degli accordi conclusi relativi a cessioni di asset, un dato pari a oltre il 60% del target di 6 miliardi di euro di rotazione degli asset fissato per il periodo 2015-2019. Remunerazione degli azionisti: il dividendo proposto per l’esercizio 2015 è pari a 0,16 euro per azione, con un pay-out implicito pari al 55% rispetto al 50% indicato nella politica dei dividendi annunciata a marzo 2015 e confermata nello scorso mese di novembre.

“Questi risultati mostrano significativi progressi nel conseguimento degli obiettivi fissati – ha proseguito Francesco Starace –  pur a fronte di un contesto macro-economico sfidante, confermando in tal modo la resilienza del modello di business di Enel. I progressi compiuti per quanto riguarda l’efficienza operativa, la semplificazione della struttura del Gruppo e la gestione attiva del portafoglio hanno già portato risultati apprezzabili in termini di crescita industriale e nell’assicurare un’adeguata remunerazione agli azionisti. I risultati ottenuti nel corso del 2015 rappresentano una solida base per il compimento di ulteriori progressi negli anni successivi e ci consentono di confermare gli obiettivi economico-finanziari per il 2016.”

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