Webuild he launched atakeover bid volontaria per rilevare la wholeness delle azioni ordinarie di Trevi Industrial Finance. L’operazione, approvata dal consiglio di amministrazione del gruppo guidato da Peter Salini, points to 100% control della società quotata su Euronext Milano e specializzata in ingegneria del sottosuolo, and overtakes l’offerta pubblica di scambio sulle Trevi annunciata dalla friulana Icop last June 28, 2026.
Webuild ha messo sul tavolo €4,50 per share, da corrispondere interamente in cash, valutando Trevi circa 295 milioni di euro e riconoscendo un premio del +29,8% rispetto al prezzo del titolo Trevi alla chiusura del 26 giugno 2026 (pari a 3,467 euro), ultimo giorno di Borsa prima dell’inizio delle manovre sull’emittente.
“Per noi è un importante investimento sulle competenze. Portiamo un’eccellenza come Trevi in un gruppo globale, garantendole scala, solidità finanziaria e accesso a un portafoglio ordini di 54 miliardi, preservandone competenze, persone e identità”, ha commentato Salini. La società prevede di depositare il documento di offerta dopo l’estate, avviare il periodo di adesione in autunno e to complete the operation before the end of the year.
Trevi Fin Ind corre at Piazza Affari with a +8,26%, while Webuild guadagna oltre il 3% a 2,19 euro. Il titolo Webuild aveva visto un’impennata della quotazione oltre i 4,3 euro in occasione dell’annuncio del progetto del Ponte sullo Stretto di Messina in Sicilia, circa un anno fa, per poi crollare ai livelli attuali dopo che sono emersi intoppi economici e politici.
Webuild: primo passo verso il Piano Industriale in arrivo a settembre. Vantaggi per entrambe le società
L’operazione di oggi rappresenta il primo passo concreto verso la realizzazione del nuovo Industrial Plan 2026-29 che verrà annunciato a end of September, dice la società. “Attraverso l‘acquisizione di Trevi porteremmo all’interno del Gruppo strategic skills ad alto valore aggiunto, aumentando il controllo sull’esecuzione dei progetti e rafforzando la competitività nelle gare che presentano elevate complessità geotecniche” ha detto Pietro Salini aggiungendo che “l’operazione consentirà a Webuild di internalizzare fasi di lavorazione ad alto valore aggiunto, attualmente affidate in outsourcing, rafforzando al contempo il proprio posizionamento competitivo”. E ancora, ha aggiunto, “dal punto di vista finanziario, l’offerta lanciata su Trevi è già interamente finanziata. L’operazione” inoltre “crea valore anche per tutti gli stakeholder di Trevi”.
Also for Trevi si prospettano vantaggi: “L’operazione garantirà l’accesso diretto al portafoglio ordini e alla pipeline commerciale di Webuild, che si aggiungeranno ai propri” dice Salini. Inoltre “Trevi manterrà la propria identità, con sede centrale in Italia. Continuerà a servire sia i progetti di Webuild sia i clienti terzi, facendo leva sulla propria eccellenza tecnica e manageriale, in Italia e all’estero”, ha proseguito Salini sottolineando che “l’ingresso nel Gruppo Webuild consentirà a Trevi di valorizzare il posizionamento globale del Gruppo nei grandi progetti infrastrutturali, cogliendo ulteriori opportunità di crescita nel mercato internazionale delle infrastrutture”.
La precedente offerta di Icop basata su scambio di azioni. Quella di Webuild è interamente in contanti
Icop era stata la prima a farsi avanti promuovendo un’offerta pubblica di scambio based on the concambio in azioni: aveva lanciato una Ops sulla totalità delle azioni ordinarie per un corrispettivo pari a 0,133 azioni ordinarie Icop di nuova emissione per ciascuna azione Trevi portata in adesione. L’operazione di Webuild cambia lo scenario proponendo un’alternativa interamente in contanti. L’Opa cash attribuisce a Trevi una valutazione superiore del 14,4% rispetto a quella implicita nell’offerta di Icop, calcolata sui prezzi di Borsa delle azioni Icop prima dell’annuncio.
L’obiettivo dichiarato di Webuild è il consolidamento del settore geotecnico, with synergies attese per circa 90 milioni di euro, così da rendere l’operazione accrescitiva sull’Ebitda per 150-170 milioni, sinergie incluse.
Dal punto d vista operativo, l’operazione punta a consolidare l’integrazione tra le due realtà, consentendo a Webuild di rafforzare la specializzazione di Trevi nelle fondazioni speciali e nell’ingegneria del sottosuolo, comparti cruciali per la realizzazione delle grandi opere. Con l’ingresso di Trevi, il gruppo mira in particolare ad assicurarsi un maggior controllo su qualità, tempi ed esecuzione dell’intero portafoglio ordini, che oggi sfiora i 54 miliardi di euro, presentandosi alle gare internazionali con un’offerta integrata end-to-end più competitiva, dice la società.
Nel primo semestre ricavi stabili. Portafoglio ordini totale a 53,7 miliardi
Contestualmente all’annuncio dell’Opa su Trevi, Webuild ha anche comunicato i risultati finanziari del 1nd semester, terminato con revenues per 6,65 miliardi di euro, sostanzialmente stable rispetto ai 6,64 miliardi registrati nello stesso periodo dell’anno precedente. Il gross operating margin è salito a 673 milioni di euro, in aumento del 13,6% rispetto ai 592 milioni del 1° semestre 2025 con un miglioramento della marginalità dall’8,9% al 10,1%. Il Operating income ha raggiunto 464 milioni di euro, in crescita del 15% rispetto ai 404 milioni dello stesso periodo del 2025, mentre l’Net income adjusted attribuibile ai soci della controllante è stato pari a 113,1 milioni di euro, down rispetto ai 131,87 milioni del 1° semestre 2025.
Nel primo semestre del 2026, il order book totale risulta pari a 53,7 miliardi di euro, di cui 46,6 miliardi relativi a construction e 7,2 miliardi riferiti a concessions e operation & maintenance. Il totale dei new orders acquired da inizio anno, comprensivo di variation orders, ammonta a 7,7 miliardi di euro, di cui oltre il 95% è stato acquisito in geografie chiave con basso profilo di rischio. Sono compresi 0,8 miliardi di races in cui Webuild è risultata come miglior offerente. La pipeline commerciale di breve termine ammonta a 108,3 miliardi e include gare presentate e in attesa di aggiudicazione per 19,6 miliardi e gare in fase di preparazione per 14,2 miliardi.
At the end of June 2026 the net financial position di Webuild era positiva (cassa netta) per 110 milioni di euro, rispetto ai 363 milioni di fine 2025, con un relationship tra indebitamento lordo ed Ebitda pari a 2,67 volte, in linea con quello di fine 2025. Webuild ha segnalato che la variazione rispetto al 31 dicembre 2025 riflette la dinamica tipica del ciclo relativo alla certificazione dei lavori e dei pagamenti da parte delle pubbliche amministrazioni, maggiormente concentrati nella seconda metà dell’esercizio.
Massimo Ferrari general manager corporate and finance di Webuild, rispondendo a una domanda di un analista nella call di presentazione dei conti del primo semestre predicts, qualora l’operazione con Trevi vada a buon fine, che “il costo del debito rimanga sostanzialmente on line con quello attuale. A valle dell’acquisizione ci aspettiamo di poter accedere in misura crescente ai capital markets, beneficiando della maggiore flessibilità finanziaria del Gruppo” e ha aggiunto “riteniamo che l’integrazione offrirà ulteriori opportunità per ridurre e ottimizzare il profilo finanziario complessivo del Gruppo”.
Per il 2026 guidance con ricavi superiori a 13,6 miliardi e margine operativo lordo di oltre 1,2 miliardi
Alla luce dei risultati conseguiti e della visibilità garantita dal portafoglio ordini, il management di Webuild ha definito per l’esercizio 2026 una guidance which provides revenues superiori a 13,6 miliardi di euro, un gross operating margin di oltre 1,2 miliardi di euro con marginalità in ulteriore miglioramento e una posizione finanziaria netta positiva superiore a 300 milioni di euro a fine anno. Webuild ha precisato che la guidance 2026 è formulata su base standalone e non include gli effetti dell’offerta su Trevi Group. Intermonte definisce i conti “solidi” e “l’outlook 2026 superiore rispetto alle attese di consenso”.
