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Effetto Merkel sulle Borse, tutte su in vista del Recovery Fund

Imagoeconomica

Seduta prudente, ma positiva per i principali listini europei, nel giorno del Consiglio sul Recovery Fund, dove Angela Merkel ha messo il suo peso politico sul piatto della bilancia, con l’obiettivo di chiudere la partita entro l’estate. Piazza Affari conclude gli scambi in maglia rosa nella zona euro, +0,68%, 19.618 punti, davanti a Francoforte +0,25%, Parigi +0,4%, Madrid +0,28%. Nel resto d’Europa è tonica Londra, +1,03%, con la sterlina ancora sotto pressione dopo le decisioni della BoE e il rapporto debito-Pil che, per la prima volta dal 1963, supera la soglia del 100%.

Nella mattina americana intanto viaggia intonata Wall Street, che trova spunti di ottimismo nelle voci secondo cui la Cina sarebbe pronta ad accelerare gli acquisti di prodotti agricoli americani per rispettare l’accordo commerciale di “fase 1” raggiunto con Washington e dopo alcuni ritardi dovuti alla pandemia Covid-19. Danno una mano agli acquisti le materie prime, in particolare il petrolio. Il Brent si apprezza del 2% circa e scambia a 42,37 dollari al barile. È ancora più tonico il greggio texano, che sfiora i 40 dollari. Viaggia spedito l’oro, oltre i 1756 dollari l’oncia. Euro-dollaro poco mosso, sotto 1,12.

Nella Ue il tema dominante della giornata era il summit virtuale dei 27 capi di governo sul prossimo bilancio di circa 1100 miliardi di euro per il 2021-27 e sul Recovery fund da 750 miliardi, proposto dalla Commissione e da destinare alla “ricostruzione” post-Covid. L’appuntamento, come atteso, si è chiuso senza svolte, ma è servito a definire ancora una volta le posizioni, purtroppo lontane. Se i paesi cosiddetti frugali, Svezia, Olanda, Danimarca e Austria, hanno ribadito le loro perplessità, Merkel, Macron e Conte hanno d’altra parte insistito per condurre in porto il progetto in tempi rapidi. Fonti stampa riferiscono in particolare che Merkel abbia ricordato che l’Unione europea sta affrontando la recessione più grave dalla Seconda guerra mondiale e che ha tutto l’interesse a varare il Recovery Plan entro la fine dell’estate, prima di eventi come le elezioni americane. Per questo la Cancelliera avrebbe chiesto un vertice fisico a Bruxelles al più presto e questo si dovrebbe tenere a metà luglio.

In questo clima chiude in lieve progresso il secondario italiano: 181 punti base è lo spread (-0,44%), mentre il rendimento del Btp 10 anni scivola di un gradino a 1,36%.

Intanto sul primario prende forma il Btp Futura, che sarà decennale con scadenza luglio 2030. Le cedole crescenti saranno tre e verranno comunicate il 3 luglio, alla vigila del collocamento previsto per il 6. La prima, che dura 4 anni, sarà definitiva. Le ultime due (tre anni ciascuna) potrebbero essere riviste, ma solo al rialzo, alla fine del collocamento. Btp Futura, come già avvenuto per il Btp Italia del maggio scorso, sarà interamente dedicato a finanziare le spese previste dagli ultimi provvedimenti varati dal governo per affrontare l’emergenza da pandemia e sostenere la ripresa. Ci sarà un premio fedeltà minimo dell’1%, per chi tiene Futura fino a scadenza. Tale premio potrà aumentare fino ad un massimo del 3%, sulla base della media del tasso di crescita annuo del Pil nominale dell’Italia registrato dall’Istat nel periodo di vita del titolo.

In Piazza Affari la seduta è splendida per Telecom, +3,54%, mentre cominciano a emergere dettagli sull’offerta presentata da Macquarie a Enel (+1,7%) per il 50% di Open Fiber. Sono in pole position le utility: Terna +2,92%; Snam +2,48%. Bene i petroliferi: Saipem +1,52%. Ferragamo chiude in bellezza, +3,24%, la sua ultima seduta sul Ftse Mib. Banche in ordine sparso: Ubi +1,91%; Mediobanca -2,12%. 

Le vendite penalizzano Poste -2%; Leonardo -1,65%; Buzzi -1,46%. Fra i minori, debutta alla grande Gvs, azienda bolognese attiva nella fornitura di soluzioni di filtrazione e di mascherine industriali. Il titolo, sospeso più volte al rialzo, chiude con un balzo del 21,72% a 9,92 euro rispetto al prezzo di Ipo di 8,15 euro. Si tratta della prima quotazione sul mercato principale quest’anno. La società parte con una capitalizzazione intorno a 1,4 miliardi di euro. “Il collocamento iniziale è finito in forte riparto a fronte di una domanda che è stata pari a sei volte l’offerta e questo sta facendo salire il titolo perché c’è molto interesse”, osserva un trader.

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