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Discorso Putin: affossa la Borsa di Mosca ma non le Borse europee, Piazza Affari migliore d’Europa

Imagoeconomica

Putin non vuole spaventare l’Ucraina, ma l’Occidente. Il discorso alla nazione di Vladimir Putin doveva tenersi ieri sera, invece, è andato in scena oggi, 21 settembre, tra le 9 e le 10 ora di Mosca, “quando l’Occidente è sveglio”. Nel dichiarare una mobilitazione parziale del Paese, promettendo “tutti i mezzi per difendere il Paese” e i referendum di annessione nel Donbass, l’inquilino del Cremlino ha ammesso di essere in difficoltà. Perché con la controffensiva ucraina tutto è cambiato e adesso il problema per Mosca non è più solo politico, ma anche militare, poiché le armi che arrivano dall’Occidente hanno permesso a Kiev di riprendersi alcune migliaia di chilometri di territorio. E potrebbe non finire qui.

Discorso di Putin in Tv: crolla la borsa di Mosca

Il piano del presidente russo è chiaro. La mobilitazione parziale in Russia, che prevede il richiamo di 300.000 riservisti (uomini che hanno già servito nell’esercito, con esperienza di combattimento e specializzazioni militari), e le stesse minacce di nuove armi e l’utilizzo di armi nucleari “se necessario”, nascono dalla consapevolezza di dover andare oltre “l’Operazione Speciale” per non perdere i territori precedentemente conquistati. Ma anche l’accelerazione sui referendum di Lugansk, Donetsk e Cherson – chiamati a votare dal 23 al 27 settembre per l’annessione alla Russia – sono un tentativo per poter “giustificare” poi la mobilitazione e l’uso di ogni mezzo per difendere “la sovranità e l’integrità territoriale del paese”.

La solita propaganda per giustificare l’attacco all’Ucraina e spaventare l’Europa. Ma a pagare lo scotto peggiore del discorso di Putin è invece la borsa di Mosca. L’indice Moex, che martedì 20 settembre aveva perso l’8,8%, oggi è sprofondato fino a un massimo del 10% in avvio di contrattazione per poi recuperare un pò di terreno e limitare le perdite al 3,14%.

Petrolio e gas: corrono i prezzi

I prezzi del petrolio tornano a impennarsi dopo le parole di Putin, che ha annunciato una mobilitazione parziale imminente in Russia e ha minacciato l’Occidente di usare armi nucleari. I future del Brent salgono del 2,68% sopra 93 dollari al barile dopo essere scesi di 1,38 dollari nella seduta precedente. I future sul greggio statunitense Wti guadagnano il 2,56% a 86,09 dollari al barile.

Gas naturale in rialzo del 6,58% in Europa a 194,25 euro al megawattora, dai 182,26 di ieri.

Il discorso di Putin: attacco o difesa?

“Le sanzioni che abbiamo imposto a Mosca hanno avuto un effetto dirompente sulla macchina bellica russa, sulla sua economia”, aveva sottolineato Mario Draghi in un passaggio del suo discorso (nella notte per l’Italia) davanti all’Assemblea generale dell’Onu. “L’esito del conflitto resta ancora imprevedibile, ma Kiev sembra avere acquisito un vantaggio strategico importante” ha aggiunto il premier a New York anticipando la valutazione delle Borse europee di oggi.

Le Borse europee dopo il discorso di Putin

Piazza Affari è la migliore d’Europa: in rialzo dello 0,73% a 21.933 punti, trainata da Leonardo (+5,7%), in linea con l’attenzione degli investitori per il settore della difesa vista la situazione ad altissima tensione in Ucraina e Russia. Si respira invece un clima diverso tra le altre borse europee che nonostante il discorso di Putin e l’attesa che la Fed in serata annunci una nuova stretta al costo del denaro, limitano le perdite. Intorno alle 10.45, Francoforte lascia sul terreno lo -0,29%, dopo aver aperto in calo di un punto percentuale. Più che Putin, pesa su Francoforte l’annuncio della nazionalizzazione del colosso Uniper (-30%) per evitare il suo fallimento. Uniper è la prima azienda importatrice di gas della Germania. A Parigi il Cac40 perde lo 0,41% mentre Londra è in rialzo dello 0,54%, più timida Madrid che guadagna un 0,13%. Amsterdam è piatta.

La Borsa di Milano regina d’Europa

A Piazza Affari tengono i petroliferi (Tenaris + 4,17%, Eni +3,11%) a causa dell’impennata del prezzo del petrolio. Volatile Telecom Italia (+2,66%) in un settore vivace dopo l’annuncio del veicolo di investimento di Xavier Niel (Atlas) di aver rilevato il 2,5% di Vodafone. Mentre tra gli industriali arretra Pirelli (-1,14%).

Poco mosso lo spread, male l’euro

Stabile invece lo spread. Il differenziale di rendimento tra il BTp decennale è indicato a 227 punti base come in apertura. In flessione il rendimento del BTp decennale a quota 4,12% dal 4,19% di ieri.

Male invece l’euro, che sconta la forza del dollaro, con cui scambia a 0,99.

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