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Die Unternehmenskredite sanken innerhalb von 10 Jahren um 22 %, aber seit 2024 wächst das Kreditvolumen wieder.

Secondo Verum Partners, in 10 anni i prestiti alle imprese sono calati del 22%, ma dopo il minimo toccato nel 2024 il credito ha ripreso quota, segnando un +3% a giugno 2026

Die Unternehmenskredite sanken innerhalb von 10 Jahren um 22 %, aber seit 2024 wächst das Kreditvolumen wieder.

Il credito bancario alle imprese italiane si è ridotto del 22% in dieci anni, ma dopo aver toccato il minimo alla fine del 2024 ha iniziato a recuperare. A giugno 2026 i prestiti alle aziende hanno raggiunto quota 618,6 miliardi di euro, contro i 598,9 miliardi di dicembre 2024: una crescita di circa il 3%.

Das geht aus einem hervor Verum Partners Forschung, gruppo che offre consulenza e servizi a piccole e medie imprese e startup. Il confronto con dieci anni fa restituisce però un quadro ancora molto diverso: a giugno 2016 i finanziamenti bancari alle imprese ammontavano a 791,8 miliardi di euro. In un decennio sono quindi diminuiti di oltre 173 miliardi.

Prestiti alle imprese, il sorpasso delle famiglie

A muoversi nella direzione opposta sono stati i Bankdarlehen alle famiglie. Nell’ultimo decennio sono cresciuti di quasi il 20%, passando dai 521,9 miliardi di euro di giugno 2016 ai 623,3 miliardi di giugno 2026.

Le famiglie hanno così superato stabilmente Unternehmen nella quantità di credito bancario ricevuto. Anche il confronto con la fine del 2024 mostra il cambiamento: mentre i prestiti alle aziende erano scesi a 598,9 miliardi di euro, quelli alle famiglie si attestavano a 594,7 miliardi. A giugno 2026 il divario si è ulteriormente ampliato, con 623,3 miliardi di euro di finanziamenti alle famiglie contro 618,6 miliardi alle imprese.

Per le imprese il credito è diventato più selettivo

Secondo l’analisi di Verum Partners, sono diversi i fattori che hanno reso più selettivo l’accesso al credito per le imprese. Tra questi ci sono i criteri più stringenti imposti alle banche dalle normative nazionali, con l’obiettivo di garantire la stabilità del sistema, e la concentrazione del settore bancario. A pesare è anche la struttura del Italienischer produktiver Stoff, caratterizzato dalla prevalenza di piccole e medie imprese poco capitalizzate. Una dinamica che si confronta con una platea di aziende in crescita: oggi le imprese attive sono oltre 5 milioni, con un saldo positivo di circa 56mila unità nel 2025.

Per le aziende, dunque, ottenere un finanziamento richiede sempre più di dimostrare la propria capacità di sostenere il debito e di mantenere un equilibrio finanziario. “Oggi non basta più chiedere credito, bisogna dimostrare di essere finanziabili – spiega Francesco Tancredi, alla guida di Ethesya, società di mediazione creditizia del gruppo Verum Partners -. Bisogna conoscere i criteri di valutazione del merito creditizio adottati della banca, preparare un dossier completo e coerente. E, soprattutto, saper presentare le prospettive future e la capacità di generare cassa, sostenere il debito e mantenere un equilibrio finanziario. Per questo – aggiunge Tancredi – è utile l’assistenza di un mediatore creditizio vigilato, che aiuta l’impresa a presentare un progetto chiaro, numeri credibili e una visione del futuro che consenta alla banca di comprendere perché quell’azienda merita di essere finanziata”.

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