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Come investire durante la crisi Russia-Ucraina? Fugnoli: “Meglio giocare in difesa con titoli di qualità”

Imagoeconomica

Come investire sui mercati alla luce dei recenti sviluppi fra Russia e Ucraina? Secondo Alessandro Fugnoli, strategist di Kairos, conviene assumere come scenario di base quello di una crisi che resterà acuta ancora a lungo, ma rimanendo sotto controllo, con uno scenario di coda in cui la tensione si sfoga alla fine in un conflitto militare. In questa cornice previsionale, “nei portafogli vanno ridimensionate le posizioni non difendibili o perché a leva, o perché troppo aggressive rispetto alla propensione al rischio individuale”, dice Fugnoli nell’ultimo episodio del suo podcast “Al quarto piano”.

Puntare su titoli difensivi e di qualità

A meno di nuovi eventi – continua l’analista – conviene mantenere l’essenziale delle posizioni, provando semmai a migliorarne il profilo con una quantità adeguata di titoli difensivi e di qualità.

Come investire su petrolio e gas

Per quanto riguarda le commodity, gli investimenti in petrolio e gas – le cui quotazioni sono attualmente sui livelli massimi – può essere sensato, prosegue Fugnoli, a patto che si impieghino a questo scopo “importi modesti”.

Oro e opzioni

Anche l’oro, il bene rifugio per eccellenza, “può essere ancora interessante”, ma solo “se mantiene oscillazioni limitate”.

Meno consigliabile la strada di “comprare protezione con opzioni”, perché, sottolinea lo strategist di Kairos, si rischia “di pagarla cara”.

Il dollaro

Sul fronte valutario, invece, il dollaro è “relativamente poco costoso”: in caso di conflitto, del resto, la normalizzazione della politica monetaria verrebbe rallentata, se non addirittura interrotta. I tassi d’interesse non subirebbero quindi gli aumenti attualmente previsti e questo darebbe sostegno a tutti gli asset finanziari.

Privilegiare obbligazioni brevi e sicure

Infine, come investire i nuovi impieghi di liquidità? Secondo Fugnoli, “al momento è meglio privilegiare obbligazioni brevi e sicure”.

E la ragione è semplice: “Fare trading in mercati nervosi e volatili rischia di trovarci spiazzati – conclude l’analista – perché gli adeguamenti dei prezzi alle notizie buone e cattive sarebbero immediati” e non si può “rimanere svegli 24 ore al giorno e reagire in tempo a tutto quello che succede”.

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