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Champions: Juve e Roma, non è qui la festa

Altro che festa. Juventus e Roma falliscono i rispettivi match point e rimandano al prossimo turno, l’ultimo, il discorso qualificazione. Certo, la serata di Champions era piuttosto impegnativa e battere Barcellona e Atletico Madrid non è propriamente una passeggiata, eppure ci si aspettava qualcosa di più dalle “nostre” in campo, o quantomeno lo si sperava.

Invece i bianconeri si sono limitati al compitino contro un Barça sazio (Messi in panchina la dice tutta) dal fatto che gli bastasse un pareggio per essere qualificato e primo, e la Roma non è riuscita a fare male a un Atletico “incarognito” dal dover vincere per forza.

E così da Torino è uscito uno 0-0 che rimanda tutto alla prossima giornata, con la Juve costretta a prendersi il bottino pieno sul campo dell’Olympiacos, peraltro in una città che non evoca esattamente bei ricordi (Magath e l’Amburgo rovinano ancora il sonno di molti bianconeri), e da Madrid una sconfitta che obbliga i giallorossi a battere per forza il Qarabag all’Olimpico, oltretutto senza avere più il controllo del primo posto in classifica (il Chelsea, vincitore in Azerbaigian con un roboante 4-0, li ha scavalcati).

Intendiamoci: non è certo il caso di fare drammi. Gli scenari infatti restano più che positivi e le prospettive di qualificazione (per entrambe) quantomeno probabili. Però se il girone della Roma autorizzava a rimandare tutto all’ultima giornata (anche se, arrivati a questo punto, si sperava di evitarlo), così non è per quello della Juve, che vedeva la finalista dell’anno scorso nettamente superiore allo Sporting Lisbona.

Che invece, pur dovendo compiere un’impresa quasi impossibile in quel di Barcellona, ha ancora chance di qualificazione, logica conseguenza di una Signora troppo molle per tutto il girone e incapace di azzannare il match point nonostante un avversario meno affamato del solito. Allegri, costretto a rinunciare a Chiellini per una défaillance dell’ultimo momento, ha provato a sorprendere con un inedito 3-4-2-1, con Cuadrado esterno di centrocampo e il duo Dybala-Douglas Costa a supporto di Higuain.

Sulla carta una super Juve, il campo però ha detto un’altra cosa. Colpa anche del Barça, questo va detto chiaramente: lasciare Messi in panchina e schierare il mediano Paulinho sulla trequarti, infatti, equivale a mettere da parte ogni velleità di spettacolo. L’unico vero brivido è arrivato da una punizione di Rakitic finita sul palo, per il resto i blaugrana si sono accontentati di gestire uno 0-0 che li porta agli ottavi da primi in classifica.

La Juve non ha fatto poi molto di più, tanto che la più grossa paura per Ter Stegen l’ha creata Dybala al 91’, quando il pari era praticamente cosa fatta. Il pass per gli ottavi resta a portata di mano, però andrà guadagnato in quel di Atene: servirà, insomma, la versione bianconera del recente passato, non certo quella sbiadita vista negli ultimi tempi.

“Io però ho visto l’atteggiamento giusto altrimenti avremmo continuato a subire gol – il pensiero di Allegri – A settembre pensavo potessero bastare 8 punti per passare il girone, ora invece potrebbero servirne 11. Le critiche servono a migliorare e fanno riflettere, ad ogni modo preferisco essere meno bello ma più solido, anche perché così acquisteremo maggior fiducia”.

Anche la Roma deve rinviare ogni tipo di festa al prossimo turno, quando all’Olimpico arriverà il Qarabag. La qualificazione matematica arriverà solo in caso di vittoria: sulla carta una missione più che possibile, ci mancherebbe, a patto però di non farsi prendere dall’ansia o sottovalutare l’avversario.

Una mano potrebbe darla anche Conte, pronto a ricevere l’Atletico nella sua tana di Stanford Bridge, ma è meglio che i giallorossi smettano di fare calcoli e tornino a giocare con leggerezza, quella mancata nel catino del Wanda Metropolitano.

Va anche detto che la squadra di Di Francesco avrebbe anche potuto sbloccare per prima il match ma il tiro di Nainggolan s’è stampato sul palo mentre quello di Griezmann, con una vera e propria prodezza, ha gonfiato la rete (69’). E quando nel finale Bruno Peres s’è fatto espellere per doppia ammonizione, ecco che l’Atletico ha raddoppiato con Gameiro (85’), per un 2-0 che rimanda tutto all’ultima giornata.

“Non scordiamoci contro chi abbiamo giocato – ha spiegato Di Francesco. – Le sconfitte vanno analizzate in modo intelligente, noi ce la siamo giocata alla pari ma forse ci è mancata un po’ di cattiveria. Ne serve di più se vogliamo diventare grandi, detto questo non mi interessa rispondere alle critiche ma solo aumentare la convinzione nei miei giocatori”.

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