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Centrale del Latte d’Italia: ricavi in crescita dopo la fusione

Il Consiglio di Amministrazione della Centrale del Latte d’Italia S.p.A. – società quotata al segmento STAR di Borsa Italiana, attiva nella produzione e commercializzazione di latte fresco, derivati e prodotti ultrafreschi con stabilimenti a Torino, Firenze, Vicenza, Rapallo (Ge) e Casteggio (Pv) – ha approvato oggi i risultati consolidati al 31 dicembre 2016, primo bilancio dopo la fusione di  Centrale del Latte di Firenze, Pistoia e Livorno in Centrale del Latte di Torino, che verranno sottoposti all’Assemblea degli Azionisti il prossimo 27 aprile 2017.

Operazione di fusione

Si ricorda che con decorrenza dal 30 settembre 2016 ha avuto efficacia l’operazione di fusione per incorporazione di Centrale del Latte di Firenze, Pistoia e Livorno S.p.A. (CLF) in Centrale del Latte di Torino & C. S.p.A. (CLT) dando origine a Centrale del Latte d’Italia, terzo polo italiano del latte con posizioni di leadership in Piemonte/Valle d’Aosta, Toscana, Liguria e Veneto.

Conseguentemente CLT ha dato attuazione all’aumento del capitale sociale da Euro 20.600.000 a Euro 28.840.041,20, mediante l’emissione di n. 4.000.020 nuove azioni ordinarie da nominali Euro 2,06 ciascuna aventi le medesime caratteristiche di quelle in circolazione e destinate ai Soci di CLF e al cambio della propria denominazione sociale assumendo quella di “Centrale del Latte d’Italia S.p.A.” (CLI).

Successivamente con decorrenza 1° ottobre 2016 ha avuto poi luogo il conferimento da parte di CLI del complesso aziendale già facente capo a CLF (“Azienda Mukki”), in una nuova società, interamente posseduta da CLI ed avente sede legale ed operativa a Firenze denominata “Centrale del Latte della Toscana S.p.A.”.

Il Gruppo Centrale del Latte d’Italia   dispone di 5 stabilimenti produttivi a Torino, Firenze, Vicenza, Rapallo (Ge), e Casteggio (Pv) in grado di produrre direttamente latte fresco e ESL (Extended Shelf Life), latte a lunga conservazione (UHT), yogurt, prodotti IV gamma, bevande vegetali e di commercializzare con propri marchi prodotti confezionati nel segmento fresco come uova, formaggi, pasta realizzati attraverso aziende selezionate. Conta 430 dipendenti oltre 320 automezzi refrigerati che quotidianamente riforniscono 2.750 punti vendita della Grande Distribuzione e oltre 11.600 clienti del normal trade e raccoglie circa 119 milioni di litri di latte da 161 stalle conferenti.

Il nuovo Gruppo aggrega marchi forti a livello locale, accomunati da valori essenziali quali la qualità, la sicurezza e la territorialità con la consapevolezza di dover consolidare, rilanciare, diversificare e ampliare il proprio business continuando ad esprimere l’eccellenza tipica delle singole aziende del Gruppo, valorizzando i siti produttivi mantenendo i valori e il sostanziale rispetto degli attuali modelli operativi delle singole società, ferme restando le migliori soluzioni organizzative che potranno essere varate, valorizzando la filiera agroalimentare, con il mantenimento e lo sviluppo delle forniture da parte degli agricoltori locali.

Risultati di bilancio al 31 dicembre 2016

Occorre anzitutto premettere che il bilancio consolidato di Centrale del Latte d’Italia accoglie la situazione patrimoniale della Centrale del Latte della Toscana dal 1° gennaio 2016 al 31 dicembre 2016 mentre il conto economico recepisce i ricavi e i costi relativi al periodo 1° ottobre 2016 (efficacia della fusione) – 31 dicembre 2016.

A livello consolidato, il Gruppo Centrale del Latte d’Italia al 31.12.2016 ha registrato ricavi netti consolidati pari a 117,7 milioni di Euro in aumento del 21,6% rispetto ai 96,8 milioni di Euro registrati al 31/12/2015. Per quanto attiene alle vendite – non confrontabili con quelle dell’esercizio precedente a causa della variazione del perimetro di consolidamento sopra indicato – il Gruppo Centrale d’Italia si conferma il terzo polo italiano del latte con una quota di mercato a valore del 7,3% nel settore del latte fresco e extended shelf life (ESL), del 3,7% in quello del UHT e con posizioni di leadership in Piemonte/Valle d’Aosta, Toscana, Liguria e Veneto.

Il margine operativo lordo (EBITDA) passa dai 4,8 milioni di Euro del 31/12/2015 ai 2,9 milioni di Euro al 31/12/2016 e il margine operativo netto (EBIT) dai positivi 1,6 milioni di Euro al 31/12/2015 passa a -1,6 milioni di Euro al 31/12/2016. Tali marginalità risultano condizionate da costi straordinari e non ricorrenti dovuti all’operazione di fusione per incorporazione della centrale del Latte di Firenze, Pistoia e Livorno.

Al 31 dicembre 2016, l’utile netto consolidato per effetto della business combination è pari a 12 milioni di Euro rispetto ai 517 mila Euro registrati al 31/12/2015. A livello di capogruppo, l’utile netto al 31 dicembre 2016 è pari a 12.783.720 Euro che verrà destinato a riserva legale e a riserva straordinaria indisponibile da business combination.

Sempre per effetto della fusione, al 31/12/2016 il patrimonio netto di Gruppo ammonta a 63,5 milioni di Euro rispetto ai 40,8 milioni di Euro del 31/12/2015 mentre l’indebitamento finanziario netto passa dai -20,6 milioni di Euro al 31/12/2015 ai -60,2 milioni di Euro al 31/12/2016 con un incremento dovuto principalmente ai finanziamenti a medio lungo termine stipulati a suo tempo per la costruzione dello stabilimento di Firenze in via dell’Olmatello 20, inaugurato nel 2005.

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