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CAMPIONATO SERIE A – Oggi il Milan debutta nella fatal Verona e la Juve con la scorbutica Samp

Dopo 106 giorni di attesa torna il campionato di Serie A. Lo scorso 19 maggio era stata la Juventus a festeggiare lo scudetto, da oggi riparte la caccia al tricolore.

Il primo appuntamento è fissato per le 18, quando allo stadio Bentegodi Verona e Milan daranno il calcio d’inizio del nuovo campionato. Massimiliano Allegri ci va cauto, conoscendo bene le insidie che attendono la sua squadra: “A Verona bisogna vincere. Il Verona è una squadra che concede poco, che chiude bene gli spazi e che avrà grande entusiasmo per il ritorno in Serie A, e per questo sarà supportata dal suo pubblico. E davanti ha un certo Toni, uno che segna molto. Noi dobbiamo avere pazienza e fare una partita di personalità, i tre punti ci farebbero affrontare meglio la partita di mercoledì contro il Psv”.

Una gara preceduta dalle polemiche a distanza sul tema del razzismo con il sindaco di Verona Flavio Tosi, che nei giorni scorsi ha dichiarato “Balotelli è un campione, ma in campo sa rendersi antipatico”. Da Milanello è arrivata la risposta di Allegri: “Il razzismo non è Balotelli – ha detto l’allenatore – è una mancanza di cultura che in Italia abbiamo ancora. Mario è sereno come tutti gli altri. Domani penseremo solo a giocare e il pubblico di Verona, che è una città di cultura, verrà allo stadio per una partita che sarà una festa, e che non vogliamo sia rovinata da gente senza cultura, perchè questo sarebbe un peccato”. Sul tema è intervenuto anche Conte, che ha detto: “Per primi noi, a livello di comunicazione, non dobbiamo dare importanza a queste persone. Che sono orgogliose se parliamo delle loro ‘gesta’. Bisogna continuare a chiudere le curve, alla quinta volta ci penseranno bene prima di offendere. C’è tanta maleducazione. Ma nessuno vuole cambiare. Non commento le parole del sindaco di Verona, Tosi. C’è poca educazione, si parla tanto, ma nessuno fa niente”. (“Tutti pazzi per Mario. Il fenomeno Balotelli” è’ il titolo dell’e-book di FIRSTonline e goWare, scritto dal giornalista sportivo Federico Bertone).

Al via di un campionato che si preannuncia molto combattuto, il Milan sa di non poter lasciare per strada punti preziosi, per mettere un po’ di pressione ai campioni d’Italia in carica: “E’ normale che la Juve sia la favorita – ha detto Allegri – lo scorso anno ha vinto in modo netto. Roma, Napoli, Lazio, Udinese, Fiorentina e Inter sono squadre con cui dovremo lottare. Il campionato è lungo, bisognerà partire un po’ meglio dell’anno scorso (quando il Milan fece soltanto 7 punti nelle prime 8 partite, ndr)”. Il Milan ci proverà con un Balotelli in più nel motore, nella speranza che diventi sempre più leader: “Auguro a Balotelli di fare 30 gol – l’auspicio di Allegri -, ma quando i gol si distribuiscono bene tra gli attaccanti è meglio. Balotelli per la prima volta si sente protagonista all’inizio di un campionato, può diventare tra i più forti al mondo. Dipende da lui, deve migliorare in alcune cose, non dimentichiamoci che ha 23 anni. Più che un calo fisico non deve avere un calo mentale”.

Sul fronte mercato Honda vuole il Milan e lo ha ribadito in un’intervista a Le10Sport.com: “Il Milan resta comunque la mia squadra del cuore e se fosse possibile vorrei giocare con quella maglia. Non ho ricevuto offerte dal PSG, ma è un grande club e ha un grande progetto. Mi fa piacere il loro interessamento nei miei confronti e penso che a Parigi sarei felice”.

Per quanto riguarda Ljajic si è tenuto il tanto atteso incontro tra il presidente Cognini, Ljajic e gli agenti del giocatore. L’incontro avrebbe portato a una fumata nera per quanto riguarda il rinnovo di contratto, a conferma delle parole di Andrea Della Valle che aveva detto “Credo ci siano poche possibilità che resti”, e che a questo punto potrebbe decidere di vendere subito l’attaccante. Le parti si sono date tempo fino a lunedì per trovare una soluzione, con la Fiorentina che vuole evitare il ripetersi di un altro caso Montolivo.

Alle 20.45 toccherà alla corazzata Juventus debuttare nel nuovo campionato, e lo farà su un campo tutt’altro che facile, a Genova contro la Sampdoria, che l’anno scorso ha battuto i bianconeri due volte su due. I bianconeri hanno dato la prima dimostrazione di forza conquistando la Supercoppa contro la Lazio domenica scorsa, e vogliono ripartire da dove avevano finito: “La Juve non si può sottrarre al ruolo di favorita – ha detto Conte -, quest’anno è giusto che si parta con i favori del pronostico, ma non sempre si vince partendo in pole position, come è successo a noi due anni fa. Dobbiamo dimostrare sul campo di essere i più forti. Quest’anno devo dire che sarà molto difficile per noi ripeterci perché ci sono tante concorrenti che hanno speso molto di più di noi. Eppure dite che il distacco è aumentato. Quando avremo un budget importante, daranno direttamente la Coppa Intercontinentale alla Juve? Per noi è stato importante vincere la Supercoppa. Abbiamo confermato numeri mostruosi. Detto questo, dicevo della lunga stagione. Sarebbe storico vincere un altro scudetto, ma sarà sempre difficile”.

Conte ha poi glissato sul tema mercato (“Le cose tra me e i dirigenti sono riservate. Ci sono ancora 10-12 giorni di mercato nei quali si lavorerà per raggiungere gli obiettivi che ci eravamo prefissati”), ma la Juventus dovrà muoversi soprattutto sul fronte delle uscite, con Quagliarella e Matri ormai sulla lista dei partenti. Più difficile, invece, che Conte possa avere il tanto sospirato esterno, visto che Zuniga sembra ormai destinato a rimanere a Napoli.

Proprio il presidente partenopeo De Laurentiis è stato il protagonista della giornata, con alcuni tweet di mercato: “Abbiamo chiuso con Zapata, abbiamo firmato con l’Estudiantes. Il giocatore sta arrivando a Napoli dove farà le visite”, ha annunciato ADL, che ha poi voluto svelare personalmente i retroscena di altre due trattative: “Per Astori un accordo col Cagliari l’avremmo anche trovato, ma Benitez mi ha detto di preferire difensori che utilizzano il piede destro piuttosto che i mancini. Allora ho bloccato tutto. Matri? Ho parlato con Marotta, ma i dubbi che avevo erano sull’età, e per questo ho preferito Zapata. Zuniga? Resta un giocatore del Napoli”.

Da Roma sono arrivate le parole del direttore generale giallorosso Mauro Baldissoni, che ha parlato del rinnovo di Francesco Totti, in scadenza a fine anno: “Come ha ribadito Pallotta c’è l’intenzione di avere Francesco con noi più a lungo possibile. Noi vogliamo consentirgli di continuare a giocare, finchè potrà farlo e proseguire con noi altri anni come dirigente, più a lungo possibile. Ciò deve essere compatibile con la sostenibilità economica e finanziaria dell’azienda. Ma questo lo sa benissimo anche l’entourage di Totti”. Rinnovo sì, ma niente follie, insomma.

Baldissoni ha poi voluto rassicurare la tifoseria dopo le contestazioni dei giorni scorsi, soprattutto a proposito del sempre più probabile addio di Lamela: “Qualsiasi operazione che la Roma sta facendo sul mercato in nessun modo implicherà una rinuncia anche parziale alla competitività della squadra. Qualsiasi operazione in entrata e in uscita ha diverse componenti: tecnica, economica e finanziaria. Quella tecnica bisogna considerarla non solo sulla base del valore del giocatore ma anche nel contesto del gruppo, quella economica non solo sulla base del costo del cartellino ma anche in base agli anni a venire, alla situazione contrattuale, alle aspettative e alle richieste del giocatore”.

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