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CAMPIONATO SERIE A – La Juve batte e sorpassa il Milan (1 a 0) con una magia di Dybala

All’ultima chiamata la Juventus risponde presente. I bianconeri conquistano lo “spareggio” contro il Milan con un gol di Dybala e agguantano così il sesto posto proprio a spese dei rossoneri. Che ora, dopo l’ennesimo scontro diretto perso (4 su 5), si leccano le ferite e s’interrogano su quale possa essere il reale obiettivo di una stagione sempre più deludente.

Il “Clasico italiano” è stato decisamente meno bello del cugino originale spagnolo ma in fondo, considerando i problemi delle due squadre, c’era da aspettarselo. Mai come questa volta contava solo il risultato e la Juve, peraltro quella che si giocava di più, se l’è preso senza troppi complimenti. “Forse non sarà stata una bella partita dal punto di vista tecnico ma l’importante era vincere – ha confermato Allegri. – Abbiamo ottenuto il terzo successo consecutivo, rosicchiato due punti alla Roma e scavalcato il Milan. E’ chiaro che dobbiamo ancora migliorare molto ma per ora va bene così”. Sospiro di sollievo comprensibile quello del tecnico bianconero, chiamato a vincere per restare attaccato al treno delle prime e, forse, anche per salvare la panchina.

A compiere la missione, ironia della sorte, ci ha pensato proprio quel Dybala sempre bistrattato e ora diventato indispensabile a furor di popolo. Il gioco resta un rebus proprio come le scelte tattiche (ieri il “minestrone” ha visto alternarsi il 4-3-1-2 e il 3-5-2) ma intanto la classifica comincia ad assumere una fisionomia decisamente interessante. Situazione molto peggiore in casa Milan e non solo per il sorpasso subito dalla Signora. Qui il gioco è addirittura inesistente e questo, a novembre inoltrato, è un capo d’accusa molto pesante sulla testa di Mihajlovic.

La squadra, rispetto alle primissime uscite, concede sì meno ma non crea praticamente nulla: ieri sera, al fischio finale di Mazzoleni (bravissimo a differenza di Rocchi), lo score dei tiri in porta recitava un tristissimo numero 2. “Abbiamo sbagliato troppi palloni in uscita, potevamo fare decisamente di più – l’analisi del tecnico rossonero. – A volte ci vorrebbe più coraggio, bisognerebbe sempre provarci e invece noi abbiamo paura di rischiare. Ad ogni modo questa sconfitta non pregiudica nulla, il campionato è ancora lungo”. Sarà, intanto però è arrivato il quinto ko in campionato e oggi il settimo posto in classifica potrebbe addirittura peggiorare.

A preoccupare è soprattutto il gioco, figlio di poche idee e di una personalità su cui non si vedono margini di miglioramento. Va un po’ meglio in casa Juve ma anche qui, risultato a parte, c’è ancora molto da fare. Anche ieri la Signora ha faticato tantissimo a sbloccare una partita brutta, nella quale i gesti tecnici degni di nota si sono visti col contagocce. Allegri ha provato a sorprendere il Milan schierando Hernanes e Mandzukic, lasciando così in panchina Cuadrado e Morata: Mihajlovic, sceso a Torino per lo 0-0 nonostante i proclami della vigilia (Cerci e Niang hanno fatto i centrocampisti aggiunti lasciando Bacca più solo che mai), ha ringraziato e il primo tempo è andato via senza particolari sussulti.

Nella ripresa il tecnico, complice il secondo infortunio del match (il primo era stato quello di Evra, sostituito da un Alex Sandro finalmente convincente), ha inserito Bonucci al posto del brasiliano, passando così al 3-5-2. La mossa, pur fischiata dallo Stadium, ha permesso di guadagnare terreno sulle fasce e proprio da lì è arrivato il gol spacca-partita: magia di Pogba per Alex Sandro, cross per Dybala e gran sinistro a battere l’incolpevole Donnarumma (66’). La reazione del Milan? Tutta in un tiro di Cerci a tempo praticamente scaduto, l’unico in porta di tutto il secondo tempo. Poco, pochissimo per strappare un punto dalla Torino bianconera. Che ora può concentrarsi sulla Champions (mercoledì ospiterà il City travolto in casa dal Liverpool) con maggiore serenità, la stessa che mancherà, per l’ennesima volta, a un Mihajlovic sempre più ai margini del mondo rossonero.

 

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