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CAMPIONATO SERIE A – Juventus e Roma sempre più sole in vetta. Inter in ripresa. Napoli in crisi

Bella, vibrante e, soprattutto, combattuta. La lotta scudetto tra Juventus e Roma continua serrata, anzi serratissima. Il bello è che le due contendenti si ritroveranno a breve per il primo scontro diretto (5 ottobre) appaiate in testa alla classifica, sempre che Atalanta e Verona (rispettive avversarie della prossima giornata) non regalino qualche clamoroso colpo di scena. In attesa del posticipo tra Lazio-Udinese (ore 20.45) il turno infrasettimanale ci regala anche il balzo dell’Inter, che grazie alla vittoria sull’Atalanta scavalca il Milan e raggiunge il terzo posto (in coabitazione con Sampdoria e Verona) e gli ennesimi passi falsi di Napoli (3-3 in casa col Palermo) e Fiorentina (fermata dal Sassuolo sullo 0-0), vere delusioni del campionato.

D’altronde, con quelle due là davanti che viaggiano senza intoppi, gli errori non sono ammessi. Allegri e Garcia poi possono permettersi un bel vantaggio rispetto agli avversari: il turnover. A dispetto delle dichiarazioni della vigilia, il tecnico bianconero decide di ruotare l’undici di partenza in modo importante. Fuori due mostri sacri come Tevez e Pogba, oltre al titolarissimo Asamoah, in virtù di Pereyra, Evra e Giovinco. Titolare a sorpresa invece Vidal, additato alla vigilia dallo stesso Allegri come “non pronto per giocare dall’inizio”. 

Mosse azzardate? Nemmeno per sogno! La Juve costringe il Cesena alle corde fin dai primi minuti ma trova il gol soltanto su calcio di rigore (fallo di mano di Calcione piuttosto dubbio) trasformato proprio da Vidal, anche fortunato nella trasformazione (18’). Il cileno sta bene, eccome se sta bene e nella ripresa trova il raddoppio con un gran destro da fuori area, assolutamente imparabile per Leali (64’). Il 3-0 è opera di Lichtsteiner, un habitué dei gol d’inizio stagione, che sfrutta al meglio un bell’assist di Padoin. 

Decisamente più complicata la partita della Roma, costretta a soffrire fino alla fine da un buonissimo Parma. Anche qui la differenza la fa l’ampiezza della rosa, vero punto di forza di Rudi Garcia. Che oltre ai numerosi infortunati (De Rossi e Iturbe su tutti) si permette il lusso di lasciare fuori Maicon e Florenzi, schierando al loro posto Torosidis e Ljajic. E proprio il serbo sblocca il match al 27’ grazie all’imbeccata di Totti, sempre meraviglioso nonostante le 38 primavere in arrivo. 

Ma il Parma è vivo e vegeto e a inizio ripresa (55’) trova il pareggio con De Ceglie, bravo a staccare di testa e a segnare il primo gol in campionato nella porta di De Sanctis. La rete più bella però deve ancora venire e, come in tutti i thriller che si rispettino, arriva alla fine: la punizione di Pjanic è un gioiello che Mirante può solo ammirare (43’). 

A proposito di gol d’autore, impossibile non parlare di Inter-Atalanta. Match aggredito fin dall’inizio dai nerazzurri di Milano, ma in bilico fino al termine del primo tempo. Colpa di sfortuna (palo di Vidic e occasionissima di Icardi) e imprecisione (rigore sbagliato da Palacio), che per 40 minuti buoni fanno aleggiare su San Siro lo spettro dell’Atalanta, storicamente bestia nera di Corso Vittorio Emanuele. E quando Icardi, dopo appena 25 minuti, abbandona il campo per infortunio in molti pensano ad un’altra serata storta. Niente di più sbagliato, perché a risolvere la partita è proprio Osvaldo, subentrato all’argentino pochi minuti prima. L’ex Juve trova il gol con una splendida mezza rovesciata, marchio di fabbrica della casa, poi va a festeggiare con la mitraglia di Batistuta. 

L’1-0 mette in discesa il match anche se l’Inter, dopo aver sprecato l’occasione del raddoppio (palo di Palacio), rischia un po’ contro la sempre intraprendente Atalanta. Ma in questo turno infrasettimanale è la qualità a fare la differenza e così, al minuto 87, sale in cattedra Hernanes: splendida punizione e tutti a casa.

Non c’è pace invece per il Napoli di Benitez, ormai ufficialmente in crisi nera. Gli azzurri, davanti ad appena 17 mila spettatori (record negativo per il San Paolo), non riescono a battere il Palermo, oltretutto facendosi raggiungere dopo essere stati in vantaggio di due gol. Il Napoli infatti parte forte, anzi fortissimo, portandosi sul 2-0 (Koulibaly e Zapata) dopo appena 11 minuti. Poi, come sempre negli ultimi tempi, il blackout. Un Palermo fin lì vittima sacrificale trova l’1-2 con Belotti (18’), poi prende coraggio e raggiunge addirittura il pareggio con Vazquez, una delle sorprese più belle della nuova Serie A (24’). 

Incassato il 2-2, il Napoli si rimette a giocare e trova il nuovo vantaggio con Callejon, bravissimo a sfruttare l’assist di Gargano a 10 secondi dalla fine del primo tempo. Ma la squadra di Benitez ha la consistenza di un gelato al sole e al 61’ si fa nuovamente raggiungere da Belotti, indisturbato nel tap-in a centro area nonostante la presenza dei centrali partenopei. La colonna sonora del 3-3 finale è una selva di fischi a cui De Laurentiis (assente) e Benitez non possono restare indifferenti. Alla quarta giornata il Napoli è già a meno 8 da Juventus e Roma: ogni ulteriore commento è puramente superfluo…

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