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Borse: Yellen frena, la Cina non convince

Il Pil della Cina è cresciuto del 7,5% su base annua nel secondo trimestre, in linea con le previsioni. Modesta la reazione dei mercati, convinti che il rimbalzo dell’economia sia frutto più del sostegno del governo piuttosto che il sintomo di una vera ripresa. Tokyo sale dello 0,02%, Shanghai +0,06%. Le trimestrali Usa non deludono, ma Janet Yellen, meno colomba del solito, frena le Borse. E sull’Europa grava come un macigno la crisi di Espirito Santo. Ecco la cronaca, in sintesi, di una giornata segnata da diversi cambi di rotta. Alla fine il Dow Jones, che nel corso della giornata a aveva segnato un nuovo massimo, chiude a +0.03%, S&P -0,19%. Fa peggio il Nasdaq, -0,54%.

In Europa, Francoforte ha ceduto lo 0,65%, Londra lo 0,53%, Parigi l’1,03% e Madrid l’1,23%. La maglia nera spetta a Milano: Piazza Affari ha chiuso le contrattazioni in calo dell’1,33%, a 20.422 punti, dopo avere oscillato tra un minimo a quota 20.351 e un massimo a 20.714 punti. Lo spread tra Btp e Bund ha chiuso a 165 punti base dai 167 centesimi dell’apertura e il rendimento del decennale domestico si è assestato al 2,86%. Il cross euro/dollaro è sceso sotto quota 1,36 a 1,3569 dopo le parole del presidente della Fed

TRIMESTRALI, JP MORGAN SUPERSTAR 

E’ partita con il piede giusto la campagna delle trimestrali Usa: 

JP Morgan sale del 3,4% a Wall Street, miglior blue chip di giornata, dopo aver chiuso il secondo trimestre con un utile per azione di 1,46 dollari, in calo dell’8%; 

Goldman Sachs +0,7% dopo avere annunciato un utile del secondo trimestre di 4,10 dollari per azione, contro un consensus di 3,05 dollari;
 la peggiore blue chip è Johnson &Johnson, che arretra del 2,2% nonostante la trimestrale sia superiore alle aspettative;

grandi novità anche da parte di Google che ha reclutato nel board Alan Mulally, ex numero uno di Ford e di Boeing; 

Apple ed Ibm hanno siglato un accordo per una stretta collaborazione nel mobile: Ibm svilupperà app corporate in esclusiva per iPad e iPhone. 

YELLEN: TASSI ANCORA BASSI MA…

Pareri contrastanti sull’audizione della Yellen al Senato. Il presidente della Fed non ha tradito la sua fama di colomba: la situazione, ha detto, richiede tassi inferiori al normale anche dopo il raggiungimento dei target d’inflazione e disoccupazione. Ma ha anche aggiunto che il mercato del lavoro sta migliorando più rapidamente delle attese e, dovesse ciò continuare, i rialzi dei tassi potrebbero cominciare prima, e risultare più rapidi. In sintesi, nessuna rivoluzione, ma un cambio di rotta che ha comunque spinto Wall Street in terreno negativo, a partire da quei settori (menzionati da Yellen social media e biotech) le cui quotazioni sembrano “tirate”.

EFFETTO ESPIRITO SANTO SULLE BANCHE

A complicare la vita alle banche ci ha pensato ancora una volta il Banco do Espirito Santo. Ieri pomeriggio Reuter ha battuto la notizia che la holding lussemburghese Rioforte, la finanziaria che detiene il 49% di Espirito Santo Financial Group, la quale a sua volta ha il 20% della banca, starebbe per portare i libri in tribunale e chiedere la protezione dai creditori. Rioforte deve rimborsare entro oggi un miliardo di euro ottenuto in prestito da Portugal Telecom, in calo del 3%.  

Sul settore ha anche pesato l’outlook negativo di Moody’s: il sistema soffre del “continuo deterioramento della qualità degli asset e della bassa redditività del business core”. Un trend, precisa l’agenzia, che si accompagna a un contesto di stabilizzazione di un’economia ancora fragile e di bassa domanda di credito. Secondo Moody’s, il livello di crediti problematici delle banche italiane resterà elevato per i prossimi 12-18 mesi. Mediobanca ha perso il 4,38% Unicredit il 2,11%, Intesa l’1,61%,Ubi banca l’1,17% e Bpm l’1,52%. Salgono invece Bper + 0,31%, Banco Popolare +1,4% e Mps, che rimbalza del 2,68%, con il riavvio della copertura da parte di Morgan Stanley con rating underweight e target price a 1,5 euro.

TELECOM PERDE QUOTE DI MERCATO, MEDIASET RICAVI

Telecom Italia -3,15% , penalizzata dalla relazione annuale dell’Agcom che ha rilevato che lo scorso anno la quota di mercato del gruppo nei servizi a banda larga è scesa, per la prima volta, al di sotto del 50%. 

Dalla stessa relazione dell’Agcom è emerso che Mediaset (-2,37%) ha chiuso lo scorso anno con ricavi per 2,2 miliardi, con una frenata dell’8,2% anno su anno. La quota di mercato della pay tv, tuttavia, è salita dal 17,6% del 2012 al 19,1%. Fedele Confalonieri ha detto ieri che l’ingresso di Telefonica in Mediaset Premium è segno del “naturale avvicinamento tra broadcaster e tlc e fa comodo” al Biscione che oltre alla crisi del mercato pubblicitario deve fronteggiare anche un contesto competitivo che giudica poco equo. 

Cairo Communication ha chiuso a -0,81% nonostante che dalla relazione dell’authority sia emersa una vera e propria impennata dei ricavi(+268,9% a 136 milioni di euro).

GTECH COMPRA IGT PER 4,7 MILIARDI DI DOLLARI

Colpo grosso di GTech. La società ha annunciato di aver raggiunto l’accordo per l’acquisto dell’americana Igt, produttore di slot machine di Las Vegas, per 4,7 miliardi di dollari. Il deal, parte cash parte con scambio di azioni, verrà completato nel 2015 quando , annuncia un comunicato, la stessa Gtech e Igt si fonderanno in una sola società di diritto inglese. 

Nel resto del listino da segnalare:

Yoox ha guadagnato il 4,26% a 19,1 euro sostenuta dai giudizi molto positivi di alcuni analisti. Fidentiis ha avviato la copertura sul titolo con rating buy e range di valutazione a 32-34 euro, mentre Kepler Chevreux ha alzato la raccomandazione da reduce a hold, ma ha tagliato il prezzo obiettivo da 23 a 19 euro.

 Anche Amplifon (+0,27%) ha beneficiato dell’upgrade di Kepler Chevreux da reduce a hold e dell’aumento del prezzo obiettivo da 4 a 4,5 euro.

Saipem si è aggiudicata nuovi contratti in Brasile e Angola per un valore totale di circa 600 milioni di dollari. 

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