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Borse, stimoli in arrivo da Cina e Brasile. A Milano riflettori su Camfin e Prelios

BORSE, STIMOLI IN ARRIVO DA CINA E BRASILE

A MILANO RIFLETTORI SU CAMFIN E PRELIOS

Il regalo di Ferragosto arriva dallo Zhejiang, provincia della Cina ove è in corso la visita del premier Wen Jiabao. Il leader di Pechino, parlando alla radio, ha detto che, visto il calo dell’inflazione, c’è lo spazio per nuovi stimoli all’economia. Le parole di Wen Jiabao hanno avuto l’effetto immediato di spingere al rialzo i listini asiatici (depressi nella seduta di mercoledì): Tokyo sale dell’1,6%, Hong Kong + 0,40%.

La seconda economia emergente, il Brasile, è già passato dalle parole ai fatti. Il presidente Dilma Roussef ha annunciato un pacchetto di interventi per 66 miliardi di dollari per rilanciare la crescita. L’economia, salita del 7,5%$ nel 2010, ha ridotto il suo salncio nel 2011 (+2,7%) mentre quest’anno non si andrà oltre il 2. Il piano prevede agevolazioni fiscali ed incentivi economici per la realizzazione di strade e di altre infrastrutture affidate ai privati.

Lievi rialzi a Wall Street grazie all’aumento della produzione industriale a luglio. La tendenza positiva, però, è stata frenata dai dati negativi in arrivo dall’attività manifatturiera di New York. Alla fine della giornata, Dow Jones a –0,06%, Standard & Poor’s a +0,11. Il Nasdaq sale dello 0,49%. Grande attesa a Wall Street per la fine del primo lock up sulle azioni di Facebook.

Le Borse del Vecchio Continente hanno chiuso in terreno negativo. Londra ha registrato un – 0,54 %, Parigi una sostanziale parità così come Madrid, mentre Francoforte ha segnato -0,40 %. Lo spread fra i Btp e i Bund decennali è in calo intorno ai 420 punti dopo aver aperto sui 431,5 punti, con il rendimento del decennale italiano al 5,801%. Per i Bonos spagnoli, il differenziale con i titoli tedeschi era 515,3 punti, e il rendimento 6,638%.

La pausa festiva non ha fermato i lavori in corso nel cantiere della crisi europea.

La novità più importante arriva da Atene. Secondo il Financial Times il premier Antonis Samaras si accinge a chiedere un rinvio di due anni al 2016 degli obiettivi già fissato con la Ue. Lo stesso Samaras si recherà la settimana prossima a Berlino e a Parigi per sostenere la richiesta. Ma dalla Germania è arrivato un primo stop: “Vale l’accordo in vigore preso da Atene con Ue, Fmi e Bce”, ha detto il portavoce del governo, Steffen Seibert, secondo cui nessuna decisione potrà essere presa fino a che la Troika non avrà concluso, a settembre, l’esame sullo stato delle riforme di Atene. Madrid, intanto, cerca di definire con Bruxelles i dettagli dell’operazione salva banche. Lo scoglio più grosso resta la cancellazione dei debiti accumulati dalle banche con prodotti sintetici, condizione chiesta dall’Unione Europea. Ma molte banche hanno collocato questi strumenti finanziari presso i risparmiatori. Si fa strada perciò un compromesso: il valore dei cdo, covered ed altri strumenti sarà azzerato ma ai piccoli risparmiatori verranno offerte compensazioni sotto forma di warrant e altre forme di compensazione.

Milano riparte dopo la pausa vacanziera con un nuovo tema. Marco Tronchetti Provera e Vittorio Malacalza, dopo tre anni di ottimi rapporti tra soci, arrivano a un confronto serrato. I due maggiori azionisti di Camfin sono divisi sulle soluzioni da adottare per aggredire le passività, 380 milioni di euro, di Camfin, la finanziaria che controlla il 26% di Pirelli e il 14% di Prelios. Malacalza, che vanta una liquidità nell’ordine di un miliardo di liquidità, si è espresso per un aumento di capitale. Tronchetti Provera, con il favore delle banche, per rifinanziare i 150 milioni di debito in scadenza per fine anno, ha scelto di lanciare sul mercato un bond convertibile nel 6% di azioni Pirelli. Intanto su Camfin (in ribasso dell’1%) pesa la crisi di Prelios. Il titolo della società immobiliare ha perso il 7% dopo il -13% di ieri. Camfin detiene il 25,5% di Pirelli +1% ed il 14,8% di Prelios.

Martedì Piazza Affari ha chiuso in rialzo dopo tre sedute consecutive di ribasso: l’indice Ftse Mib è salito dello 0,85% a 14.656 punti.

In evidenza le banche: Unicredit +1,4%, Intesa +0,8%, Banco Popolare +0,3%, Ubi Banca +1,1%.

In rialzo i titoli della società petrolifere: Eni +0,85%, Saipem +1,3% Fiat e Fiat Industrial chiudono in rialzo dell’1,4%. Terna è salita dello 0,3% e Snam dell’1,2%.

In calo Mediaset -1,8%: secondo indiscrezioni il titolo potrebbe uscire da uno degli indici europei di Morgan Stanley. Impregilo perde il 2%.

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