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Borse senza panico per Siria e Stoccolma

Borse senza bussola, in una giornata inquietante sotto molti aspetti, con le crescenti tensioni fra Usa, Siria e Russia e la notizia che, oggi pomeriggio, un camion è piombato sui passanti, in centro, a Stoccolma.

Milano, ancora una volta, recupera nel finale e aggancia, d’un soffio, il segno più: +0,02%, 20.300 punti. Stesso andamento per quasi tutti i listini europei: Madrid, +0,1%, Parigi, +0,27%, Francoforte, -0,05%, con Deutsche Bank che cede circa un punto percentuale, nonostante abbia concluso con successo l’aumento di capitale (il quarto dal 2010) da 8 miliardi di euro. 

In controtendenza Londra, +0,63%, che pure registra un imprevisto calo della produzione industriale a febbraio. Cauta Wall Street, coi tre listini che viaggiano intorno alla parità, dopo i dati sul lavoro, a loro volta contrastanti. Delude infatti il numero di nuovi posti a marzo, ma la disoccupazione scende ai minimi da maggio 2007. La percezione di un clima più freddo delle attese riduce al 66%, dal 71% di ieri, l’aspettativa di un incremento dei tassi da parte della Fed a giugno. Di contro, l’incertezza rinvigorisce i metalli preziosi, in particolare l’oro, considerato un bene rifugio per eccellenza: +1.01%, 1266,21 dollari l’oncia. Il Brent corregge al rialzo +0,44%, 55,13 dollari al barile. Euro in discesa sul dollaro: -0,24%, a 1,061. 

In leggero rialzo il secondario italiano sostenuto, secondo i trader, da ricoperture di posizioni corte dopo essere stato eccessivamente venduto nelle sedute precedenti. Lo spread fra Btp 10 anni e Bund scende dell’1,2%, 198.20 punti, 2,21% il rendimento. A mercati chiusi, nell’ambito della comunicazione sulle aste a medio lungo, di mercoledì prossimo, è atteso l’annuncio del nuovo Btp a tre anni.

Sul Ftse Mib i finanziari viaggiano in ordine sparso: bene Mediobanca +1,34%, Azimut +1,01%, Banca Mediolanum +0,94%. Giù Ubi, -1,31%, nel giorno dell’assemblea per il bilancio 2016, mentre il ceo Victor Massiah, sostiene che prosegue la riduzione di nuovi flussi di Npl nel primo trimestre 2017. Fra le utilities brilla A2a +1,62%.

Fra i titoli industriali svettano Cnh +2,22% e Stm +2,59%, quest’ultima reduce da una fase negativa. Le vendite si concentrano su Saipem -1,96%; Mediaset -1,82%; Ferragamo -0,77%, Campari -1,21%; Ynap -1,05%; Fiat -1,08%. In rialzo Prysmian, +0,66%, che ha siglato un contratto da 350 milioni con IFA2 Sas per un collegamento elettrico in cavo sottomarino e interrato che collegherà Tourbe in Francia con Chilling in Gran Bretagna.

Fuori dal paniere principale si segnala Rcs, +7,59%. Un boom dovuto alla stima di Urbano Cairo, di un utile netto per 45 milioni circa a fine anno. Nelle mani del nuovo patron il titolo ha guadagnato, in un anno, circa il 200% del suo valore. Balzo a doppia cifra per Italiaonline, +17,43%, dopo la comunicazione di una cedola lorda di 69,2 centesimi, che verrà proposta all’assemblea del 27 aprile.

Cede il 3,06% Fincantieri che, dopo il via libera del governo francese all’operazione su Stx France, si avvia a consolidare la propria posizione di leadership nella costruzione di navi da crociera, con una quota di mercato che secondo gli analisti salirebbe al 50-60%, ridisegnando gli equilibri del settore a livello globale. Esordio in profondo rosso per Banca Farmafactoring: il titolo, collocato a 4,7 euro sul segmento Mta, chiude a -11,91%.

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Categories: Finanza e Mercati