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Borse in altalena ma Piazza Affari va in controtendenza ed è la migliore d’Europa: +0,59%

SOLO PIAZZA AFFARI IN RIALZO, MA SALE LO SPREAD

ARIA DI MERGER EUROPEO PER TELECOM ITALIA

“L’Italia è un esempio di riforme coraggiose portate avanti senza bisogno di ricorrere al programma di aiuti” . E ancora: “Il Paese ha applicato misure importanti sulla concorrenza, l’amministrazione e flessibilità del lavoro”. Quest’elogio all’Italia tributato da Mario Draghi all’Europarlamento, pochi minuti prima che iniziasse la riunione dell’Eurogruppo può forse contribuire a spiegare il diverso cammino di Piazza Affari rispetto al resto d’Europa.

La Borsa di Milano, unica fra i listini del vecchio Continente, chiude in terreno positivo una giornata segnata dalle attese, sia dell’esito dell’eurogruppo, sia dell’inizio della campagna delle trimestrali Usa, al via stanotte dopo la chiusura di Wall Street. L’indice FtseMib segna infatti un rialzo dello 0,59% a quota 13.812, in controtendenza rispetto alle altre Borse europee: Francoforte scende dello 0,35%, Parigi -0,38%, Londra -0,6%, Madrid -0,81%.

Lo spread tra titoli governativi italiani e tedeschi non smette però di soffrire e si allarga a 477 punti base per un rendimento del Btp a 10 anni del 6,09% (+9,8 pbs). In mattinata il differenziale è arrivato a 484 punti sui massimi del 16 gennaio scorso. Al contrario, l’euro recupera tutto il terreno perso nella mattina con il dollaro riportandosi a 1,230.

In attesa di indicazioni più precise da Bruxelles (lascia ben sperare l’incontro tra Mario Monti ed il commissario alla Concorrenza, il finlandese Olli Rehn, che ha promosso la spending review) le banche sono in ripresa: Unicredit +2,78% (ma dopo il -5,5% di venerdì). Bene Intesa +1,7% e Pop. Emilia Romagna +2,09%. Mps scende dello 0,55%.

Non è passata la linea della sospensione a tempo indeterminato per i titoli coinvolti nel pasticcio del polo assicurativo. Fondiaria Sai e Unipol sono così tornate a fare prezzo dopo una sospensione durata quasi tutto il giorno. La Consob ha deciso di rinviare il via libera all’aumento di capitale per approfondire i prospetti. Fondiaria scende dell’11,4%, Unipol -6,5% a 14,6 euro, nuovo minimo storico. Premafin perde il 3,3%. Calo pesante anche per Milano Ass. -2,6%. Nel caso la frana continui, i board potrebbero essere costretti a rivedere i termini delle operazioni prima del varo degli aumenti.

Fiat Industrial cede l’1,44% anche se Ubs ha confermato il Buy, pur tagliando il target price a 10,1 euro da 11 euro. Tra le blue chip più reattive c’è Ansaldo StS +2,7%. Dal salone dell’aeronautica in terra inglese, i vertici della controllante Finmeccanica -2,6% ha confermato il target da 1 miliardo di euro di dismissioni entro il 2012.

Continuano a tuonare i cannoni dei contendenti in vista dell’assemblea di Impregilo +5,91%: la società ha comunicato di aver ricevuto un’offerta migliorativa per la cessione del 19% di Ecorodovias.

A2A -4,13% scende ai minimi storici. del 3,9%

Saras, dopo sette sedute al rialzo (+29%) gira al ribasso: -1,8%.

Tra i telefonici bene Telecom Italia che guadagna il 3,93%. Si parl adi un possibile merger paneuropeo che coinvolgerebbe France Télécom +1% e Deutsche Telekom +1%. Nel frattempo Nomura promuove il settore a “neutral” da “reduce”.

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