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Borse, giornata di passione. A Milano pesa il rischio Italia, sale lo spread

Imagoeconomica

Spread in salita e Borsa in calo: è ancora una giornata di passione in Piazza Affari, complici i dazi e il rischio Italia, ma anche i volumi estivi che aumentano la volatilità. Il rendimento del Btp 10 anni tocca in seduta il 3%, per chiudere al 2,92%, mentre il differenziale con il Bund sale a 245.60 punti base (+6,88%) e c’è attesa per le decisioni in vista della manovra di bilancio.

Milano è per il secondo giorno di seguito maglia nera in Europa, -1,73% e scende a  21.414 punti, zavorrata dalle banche e da alcune trimestrali, anche se Ferrari rialza la testa e si apprezza del 4,03%, dopo il tonfo di ieri. Tenaris perde il 6,3%, con la presentazione dei conti e le previsioni condizionate all’andamento della guerra commerciale globale. Ed è proprio il tema dazi che tiene nuovamente in scacco le Borse mondiali, dopo la conferma che Trump sta studiando il ritocco al 25% dal 10% su 200 miliardi di prodotti cinesi e che Pechino non intende stare a guardare.

I listini europei si fermano tutti in rosso. Londra -1%, nel giorno in cui la banca centrale alza i tassi a 0,75% da 0,50%. Nella zona euro: Francoforte -1,49%; Madrid -1,02%; Parigi -0,68%.

Wall Street, dopo un’apertura in calo, si sta rianimando parzialmente. Il Nasdaq è positivo con Tesla (+9,7%) in grande spolvero. La trimestrale è in perdita ma superiore alle stime e piacciono le rassicurazioni agli analisti del Ceo Elon Musk, insieme alle scuse per la sua reticenza nell’ultima conference call. Continua a brillare la stella di Apple, sempre più vicina al “magic number”, 207,05, quota che il titolo deve raggiungere per conquistare una capitalizzazione di mille miliardi di dollari; al momento è vicina ai 207 dollari (+2,67%).

L’euro resta debole sul dollaro, in area 1,161 (-0,4%), mentre la sterlina dopo la BoE scivola sulla moneta unica in area 0,891. Oro ancora in discesa in zona 1213,58 dollari l’oncia. Il petrolio cambia segno nel corso della seduta: Brent +1,17%, 73,24 dollari la barile; Wti +1,58%, 68,73 dollari al barile.

In Piazza Affari però perde quota un altro titolo legato al petrolio come Saipem, -5,29%; affonda Poste -5,41%, dopo la presentazione dei numeri del trimestre. Male Banco Bpm -4,63% e Unicredit -4,27%. In ambito bancario anche Mps è travolta dalle vendite e chiude in calo del 4,88%.

Scarno il fronte  degli acquisti, a parte il rimbalzo di Ferrari. Stm +0,81%; Italgas +0,14%; Campari +0,07%. Fiat limita i danni, -0,0,8%, in parte sostenuta dal fatto Donald Trump vuole congelare al 2026 gli standard di efficienza dei motori per auto ai livelli del 2020. La proposta, dicono il Dipartimento dei Trasporti Usa e l’Agenzia per la protezione dell’ambiente, ridurrà i costi dei produttori di auto di 319 miliardi dollari al 2029. Il risparmio sarà di oltre 60 miliardi per General Motors, Ford Motor e Fiat Chrysler Automobiles; 34 miliardi per Toyota Motor; 20 miliardi per Volkswagen.

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Categories: Finanza e Mercati