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Borse col turbo: Dow al record storico, Milano al top in Europa

Pixabay

Torna l’euforia sui mercati, grazie alla fiducia nei vaccini anti Covid, all’abbassamento delle curva dei contagi in Francia, al via libera formale alla transizione da Trump a Biden: così i listini europei chiudono in rialzo, mentre parte bene Wall Street portandosi in zona record. Tant’è che nel corso della seduta odierna il Dow Jones raggiunge il massimo storico e per la prima volta supera la soglia psicologica dei 30 mila punti base

Piazza Affari è piena di energia e guadagna il 2,04%. Un balzo che le permette di superare la soglia psicologica dei 22mila punti (22.145 il dato finale), sulla spinta degli acquisti nel settore oil, l’esuberanza delle banche, la performance di Enel +3,58% dopo la presentazione del piano industriale 2021-23 e la visione del gruppo per i prossimi dieci anni. Si abbeverano alla propensione al rischio anche i titoli di Stato: lo spread fra decennale italiano e tedesco scende a 113 punti base (-2,81%) e il rendimento del Btp tocca un nuovo minimo storico, +0,57%.

Nella corsa odierna Milano precede Francoforte, +1,26%, nel giorno in cui il principale listino tedesco annuncia novità. Le società sul Dax nel terzo trimestre 2021 passeranno infatti da 30 a 40 e saranno introdotte anche nuove regole sui requisiti di redditività.

Parigi chiude in progresso dell‘1,2% in attesa delle parole del presidente Emmanuel Macron, che potrebbe annunciare un allentamento delle misure restrittive, dopo che ieri il paese ha registrato il minor incremento di contagi giornalieri da due mesi a questa parte. Madrid segna +2%. Londra +1,53%, con Easy Jet +7,78% confortata dall’annuncio che l’Inghilterra introdurrà nuovi test per ridurre i tempi della quarantena dei passeggeri in arrivo. 

Sono in spolvero  le compagnie aeree (e marittime) americane, settore fra i più colpiti dalle conseguenze della pandemia. Secondo le stime della Iata, l’Associazione internazionale del trasporto aereo salgono a 157,2 miliardi di dollari (circa 132,4 miliardi di euro) le perdite in cui incorreranno le compagnie nel biennio 2020-21. Le recenti notizie positive sull’efficacia di alcuni vaccini anti-Covid e la fine dell’incertezza politica alla Casa Bianca inducono un certo ottimismo sulla futura ripresa economica. Pare convincere i mercati anche la squadra che il presidente eletto Joe Biden va delineando e la possibilità che l’ex presidente della Fed Janet Yellen diventi segretario del Tesoro.

Ieri gli indici Usa hanno accelerato gli scambi nell’ultima ora, proprio in corrispondenza con la diffusione della notizia da parte del Wall Street Journal. Fra i singoli titoli oggi spicca ancora Tesla, in rialzo di quasi cinque punti percentuali, un’accelerazione che porta la casa produttrice di auto elettriche a superare i 500 miliardi di dollari di capitalizzazione, mentre il suo fondatore Elon Mask viene incoronato dal Bloomberg Billionaires Index come secondo uomo più ricco del mondo, dietro a Jeff Bezos (Amazon) ma davanti a Bill Gates (Microsoft).

L’onda positiva sostiene il petrolio: il Brent sale del 3,65% a 47,72 dollari al barile. Continua invece a soffrire l’oro, che perde l‘1,8%, 1805,5 dollari l’oncia. Sul mercato valutario l’euro è in progresso sul dollaro a 1,187. Il podio del Ftse Mib è anche oggi appannaggio dei titoli petroliferi: Saipem +8,45%; Tenaris +6,31%.Più arretrata ma in grande spolvero anche Eni +3,48%. Resta sugli scudi Leonardo, spinta da un report di Morgan Stanley.

Le banche restano effervescenti. La migliore per il secondo giorno di seguito è Unicredit +5,06%, dopo le notizie stampa che insistono su un possibile futuro con Mps (+0,64%). Mediobanca (+4,19%) si allinea al clima generale, Creval, +1,64%, veleggia ancora oltre i valori dell’Opa di Credit Agricole.

Nel resto del listino chiudono con rialzi superiori al 4% Cnh , Enel e Atlantia. Non partecipano al rally Diasorin -4,84% e Amplifon -4,07%. Le vendite penalizzano anche Inwit -3,53% e Recordati -2,58%. Fuori dal paniere principale Autogrill +7,51% sulle indiscrezioni di stampa, poi confermate, di un accordo per cedere le attività spagnole.

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