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Borsa: spread e titoli di stato affossano Milano

BORSA IN CALO (-1,84%) DOPO L’ASTA BTP E CCTeu
RENDIMENTI IN CRESCITA, SPREAD SOPRA I 300

Dopo un avvio in pesante ribasso (minimo di 18.185 punti per l’indice Ftse Mib) condizionato anche dalla crescita del differenziale tra il bund ed Btp a 317 punti base (poi sceso a 312) la Borsa di Milano è tornata, attorno alle 10 e trenta, in terreno positivo (+0,23%), per poi ripiombare sotto la parità: alle 12 l’indice segna -1,84 (Ftse Mib a 19.033) L’andamento altalenante si spiega con gli umori legati all’asta dei Btp: l’aumento dei rendimenti e la minor richiesta hanno confermato le difficoltà del Tesoro. Tra le 11.15 e le 11.30 era prevista infatti l’offerta fino a 8 miliardi di euro di bond così suddivisi: fino a tre miliardi di Btp scadenza 2014, fino a 3 miliardi di euro di Btp scadenza 2021, fino 1 miliardo di bond scadenza 2018 e simile ammontare con scadenza 2015. Sono stati collocati 2,69 miliardi di euro di Btp con scadenza 10 anni e rendimento pari al 5,77% rispetto al 5,81% espresso dal mercato secondario.

La richiesta è stata pari a 1,37 volte l’offerta. Collocati anche 3,5 miliardi di euro di bond con scadenza 2014 e rendimento pari al 4,8%: il rapporto tra domanda e offerta è stato pari a 1,314. Sono stati assegnati anche 840 milioni di CCT eu al tasso del 4,58%. In precedenza, qualche istante prima dell’asta, è stato comunicato l’indice di fiducia negli affari elaborato mensilmente dalla Commissione Europea, questo indicatore ha registrato in luglio un peggioramento scendendo a 103,2 da 105,4 di giugno, si tratta del punto più basso da agosto del 2010: gli economisti si aspettavano un calo a 104.

L’euribor a tre mesi è stato fissato a 1,610% da 1,612% di ieri. L’euro tratta a 1,437 nei confronti del dollaro, piatto rispetto ai livelli di chiusura di ieri sera. Il petrolio tipo Brent sale a 118,15 dollari il barile e il greggio tipo Wti è in rialzo a 97,6 dollari il barile: il rialzo è giustificato dai timori di arrivo di una tempesta nelle zone estrattive del Golfo del Messico.

LE BANCHE TENTANO IL RIMBALZO, POI FRENANO
MEDIOLANUM (+4%) SVALUTA I TITOLI GRECI

Prima in ribasso poi in ripresa per l’attenzione per il settore a livello europeo. Infine, una correzione dopo l’asta. Ecco, in sintesi, l’andamento delle principali banche italiane, alle prese con prove di rimbalzo dopo i pesanti ribassi delle ultime sedute. Intesa sale dello 0,4%, Unicredit avanza dello 0,5% (da meno 4,3% di ieri e +3,35 di metà mattina). In recupero anche gli assicurativi. Intanto Unicredit ha comunicato le stime di consensus sul secondo trimestre dei dati che verranno comunicati il prossimo 4 agosto, la media degli analisti prevede: a) ricavi a 6,487 miliardi di euro; b) utile netto a 470 milioni di euro, sopra la nostra stima di 390 milioni, dopo aver spesato costi per 3,942 miliardi e accantonamenti per 1,450 miliardi.

Corre Mediolanum (+3,91%) dopo la conferma della cedola per l’anno in corso. La compagnia ha deciso di svalutare i bond greci in portafoglio del 20% nella semestrale appena approvata. E’ prevedibile che l’esempio sia seguito da altre compagnie. L’esposizione, sulla base degli ultimi dati pubblicati, ammonta a 500 milioni per le Generali (-0,8%) 84 milioni per Fonsai, 30 ciascuno per Unipol e Milano Assicurazioni.

PESANTE BATOSTA PER FINMECCANICA (-14%)
IN FERMENTO MEDIASET PRIMA DEL CDA

Tenaris perde il 5% mentre il competitor francese Vallourec crolla a Parigi (-15%) all’indomani della presentazione dei dati del trimestre inferiori alle previsioni degli analisti: l’Ebitda si è attestato a 254 milioni di euro, 34 milioni di euro in meno del consensus. Il risultato è stato condizionato dai costi di realizzazione di un nuovo impianto in Brasile e dall’aumento delle materie prime. Peggiore blue chip stamattina è Finmeccanica, il titolo cade a piombo all’indomani della presentazione dei dati del trimestre. Il titolo crolla del 14% a 61 euro meritandosi più volte la sospensione per eccesso di ribasso.

Il gruppo della difesa ha chiuso il primo semestre con ricavi in calo a 8,432 miliardi da 8,654 miliardi e un Ebitda adjusted a 440 milioni da 586 milioni. L’Ebitda margin adjusted scende a ,2% da 6,8%. L’utile netto ha goduto della plusvalenza della cessione del 45% di Ansaldo Energia e segna quindi una crescita del 135% pari a 456 milioni di euro. Per l’intero anno Finmeccanica stima ricavi tra i 17,5 e i 18 miliardi di euro dalla precedente stima di 18,3-19 miliardi.

Stamattina gli analisti di Unicredit hanno abbassato la raccomandazione a hold da buy, il target price scende a 7,7 euro. Ancora in rialzo Pirelli +1,8% che ieri pomeriggio ha presentato i dati del trimestre, la società ha successivamente avvertito che alzerà i prezzi dei pneumatici fino al 6% a partire da settembre. Mediaset sale del 2% nel giorno dalla presentazione dei dati del trimestre. Nel Midex perde il 3% Indesit il 3%.

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