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Borsa ok: salgono banche e risparmio gestito

Ancora avanti, ma con prudenza, i listini azionari a due giorni dal referendum britannico. Dopo un avvio in equilibrio, Piazza Affari ha preso la via del rialzo: l’indice FtseMib alle 12 segna un rialzo superiore al mezzo punto percentuale attorno a quota 17.450 davanti a Parigi e Madrid. In terreno negativo, tra lo 0,2 e lo 0,3%, Londra e Francoforte.

Il rendimento del Bund decennale tedesco sale allo 0,07%. La scorsa settimana era sceso a -0,03%, minimo record. Il rendimento del Btp decennale sale a 1,395% da 1,371% del finale di seduta di ieri, ma resta sotto il picco da metà febbraio a 1,50% segnato la settimana scorsa. Lo spread si attesta a 133 punti.  

Riflettori accesi oggi sugli interventi di Mario Draghi (ore 15) al Parlamento europeo e di Janet Yellen (ore 16) al Congresso Usa. Ma l’attenzione è già concentrata sul duello che stasera a Wembley opporrà l’ex sindaco d Londra Boris Johnson, paladino della Brexit, al suo successore, Sadiq Khan, strenuo sostenitore dell’appartenenza inglese alla Ue. Intanto George Soros ha calcolato tra i 15 ed il 20% la perdita di valore della sterlina in caso di uscita dalla Ue. Il finanziere vede anche effetti negativi sui prezzi del mercato immobiliare, sull’occupazione spingendosi a prevedere una vera e propria recessione per l’economia britannica.

La valuta britannica sale dello 0,4% circa sul biglietto verde a quota 1,4732 dollari, dopo un picco a 1,4747, massimo da inizio maggio. Il dollaro perde terreno nei confronti dell’euro, che sale a 1,134, da 1,131 della chiusura di ieri sera. In calo anche il petrolio: il Brent scende a 50,1 dollari al barile (-1%), dopo essere salito ieri del 3%. Eni sale dello 0,4%, giù Tenaris -0,8%. Saipem sale del 2,4%: Mediobanca ha ritoccato verso l’alto il target price del 10% portandolo a 0,44 euro da 0,39 euro. Il giudizio resta però Neutrale. La società sta mettendo a punto gli ultimi dettagli per una emissione obbligazionaria fino a 1,5 miliardi di euro.

In Europa salgono le banche (Stoxx europeo del settore +0,6%), scendono i titoli delle materie prime (-1,2%) e i petroliferi (-0,5%). In Piazza Affari è il credito a trainare il listino sotto la spinta dei giudizi di SocGen. Si mette in luce Intesa Sanpaolo +2,3% promossa dal broker a Buy da Hold, target price a 3,0 euro. Ubi guadagna il 3,6% (giudizio Buy, target price 3,60 euro). Sale anche Monte Paschi +0,9% nonostante SocGen abbia avviato la copertura con giudizio Sell e target price a 0,46 euro. 

Fra le altre banche, bene Unicredit +2,1% e Banco Popolare +3,1%. Secondo fonti di Mediobanca e Merrill Lynch, le banche del consorzio, tra oggi e domani ci sarà l’adesione degli investitori istituzionali coprendo l’intero book dell’aumento di capitale (1 miliardo). Finora sono stati raccolti 400 milioni di euro. Grande fermento nel risparmio gestito: balzo di Anima +7,4%, Ubs ha alzato la raccomandazione a Buy da Neutral, target 6,8 euro. Bpm sta valutando se ridurre la propria partecipazione in Anima o se lanciare un’Opa insieme a Poste Italiane dopo che Consob ha chiarito che per l’asset manager è applicabile una soglia d’Opa del 25%. Gli analisti di Icbpi promuovono intanto Azimut +1,1% (buy e target a 28,5 euro, 10 euro in più sul prezzo attuale). Il broker concentra l’attenzione sugli acquisti di Blackrock, che sarebbe salito al 15,1%.

Fra i titoli industriali, Fiat Chrysler +1,8%, Leonardo +0,7%, StM +0,6%. Telecom Italia segna +0,6%: l’operatore brasiliano Oi ha presentato richiesta di amministrazione controllata dopo non essere riuscito a ristrutturare il debito da 65,4 miliardi di reais a causa della recessione. Fra i titoli del lusso, Yoox sale dell’1,8%, Ferragamo -0,8%.

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