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Borsa, Atlantia-Autostrade di nuovo all’inferno

FIRSTonline

Le borse europee si rafforzano al rialzo sull’onda di un possibile compromesso sul fronte dei dazi tra Usa e Cina. Rialza la testa l’indice EuroStoxx 50 (+0,7%), in linea con Parigi (+0,6%), Londra (+0,5%) e Madrid (+0,3%). Fa meglio Francoforte (+1,2%), al solito la più sensibile all’andamento dei negoziati commerciali. Secondo le stime dell’istituto economico Ifo, che ha calcolato un avanzo di 299 miliardi di dollari, nel 2018 il surplus della bilancia dei pagamenti in Germania rimarrà il più ampio a livello mondiale. È stato diffuso il dato relativo ai prezzi della produzione in Germania, che in luglio sono aumentati dello 0,2%, in ribasso rispetto a giugno (+0,3%); aspettative erano a +0,4.

Torna a fine mattinata in terreno negativo Piazza Affari – 0,15% sotto i 20.400 punti dopo un lieve rimbalzo.

Ancora sotto i riflettori Atlantia, che venerdì aveva tentato un recupero chiudendo in rialzo superiore al 5%: in avvio il titolo della società, che controlla Autostrade per l’Italia non ha fatto prezzo registrando un calo teorico del 9,5%. Attorno alle 12 il titolo perde l’8,8% circa a 17,6 euro per una capitalizzazione di 14,7 miliardi (contro 20,5 di una settimana fa). La controllata Autostrade Meridionali lascia sul terreno il 6% circa. Perdono terreno anche gli altri titoli quotati delle società concessionarie: Sias -3%, Astm -2,5%. Tornano sotto pressione anche le obbligazioni di Autostrade dell’Italia (Aspi) e della controllante Atlantia. Il rendimento del bond Aspi sale a 2,827% da 2,678%, quello dell’obbligazione Atlantia sale a 3,401% da 2,809%.

Il Ministero delle Infrastrutture ha mandato alla società una lettera nella quale si comunica l’avvio di una procedura volta a far decadere la concessione ad Autostrade per l’Italia. La società dovrà fornire le controdeduzioni entro 15 giorni di tempo. “Ci aspettiamo un prolungato periodo di volatilità in quanto la disputa legale derivante dal potenziale ritiro della concessione sarà lunga” prevede Banca Imi (Giudizio e target price in revisione).

Nel settore costruzioni invece gode di buona salute Salini Impregilo (+4%), ha venduto per 555 milioni di dollari una divisione della sua controllata statunitense Lane ad una società del gruppo Vinci. Inoltre, la stessa Lane, ha annunciato una commessa da 672 milioni di dollari in California.

Lasciando da parte la questione ponti ed infrastrutture, c’è da registrare una tregua sul fronte dello spread. I Btp stanno guidando il modesto recupero dei periferici: rispetto ai 282 centesimi di venerdì sera e all’apertura di questa mattina a 283, lo spread tra decennale italiano e tedesco verso fine mattino si porta a 277 punti base tra scambi ancora sottili.

Il Dollaro consolida sui massimi degli ultimi 12 mesi, portando a +5% il guadagno da inizio 2018 contro la moneta unica. Nel suo intervento al convegno dei banchieri centrali di Jackson Hole (24 e 25 agosto), il governatore della Federal Reserve Jerome Powell dovrebbe segnalare che si tira dritto sulla via del rialzo dei tassi mettendo in cantiere un altro ritocco all’insù a settembre, nonostante le turbolenze generate dalla guerra dei dazi, dalle tensioni tra Nato e Turchia e dalla crisi in Venezuela.

Il petrolio si stabilizza attorno ai 72 dollari. Eni +1%, Saipem +1,4%.

Tra le blue chips robusto rimbalzo di Fiat Chrysler (+2,23%) dopo le sensibili perdite della scorsa settimana.

Sale ancora Mediobanca +0,52%. Avanza anche Intesa Sanpaolo+0,4%. JP Morgan ha ridotto la sua quota a 2,92% da 4,19%. Continua il calo di Banco Bpm -1,37%, in discesa costante dopo la pubblicazione dei conti

DiaSorin +2,25%: stamattina Berenberg ha rafforzato la raccomandazione Buy, alzando il target price a 96 euro da 86 euro.

Aedes +6,5%. Venerdì scorso, la società ha comunicato con una nota di non essere a conoscenza di fatti o di eventi in grado di spiegare l’andamento negativo del titolo, arrivato a perdere il 48% dal primo gennaio 2018.

Respira Astaldi (+3,75%) assieme al miglioramento della congiuntura turca.

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