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Borsa: Asia debole dopo scontri in Ucraina

Debole l’Asia dopo gli scontri in Ucraina

La geopolitica domina questo inizio settimana sui mercati asiatici. L’intensificarsi degli scontri nell’Ucraina orientale preoccupa i mercati, che temono un intervento russo. A Tokyo e a Seoul il mercato è chiuso per festività ma a Shanghai e a Hong Kong le borse segnano un regresso di circa l’1%. L’indice MSCI Asia Pacific escluso Giappone perde lo 0,3% nel primo pomeriggio dell’Estremo Oriente. Si è aggiunto al cattivo umore anche un dato più basso del previsto: la seconda lettura dell’indice PMI per la Cina di fonte HSBC-Markit si è attestata a 48,1 contro un 48,4 atteso, in ogni caso sotto quella soglia di 50 che è lo spartiacque fra la diminuzione e l’aumento della produzione del settore manifatturiero. Bisogna fare due precisazioni, tuttavia: lo spartiacque non è assoluto ma relativo, cioè a dire fra ‘le cose vanno meglio’ o ‘peggio’ di prima. Quindi una lettura sotto i 50 indica più un rallentamento che una caduta; e in ogni caso un rallentamento dell’economia cinese è auspicabile, per molte ragioni. Ma i mercati temono sempre che il rallentamento sia di preludio a rovinose cadute…

Il dollaro si è indebolito sia contro euro (1,378) che contro yen (101,9), mentre i tremori geopolitici sostengono l’oro, che ripassa quota 1300 (1306 $/oncia). Ancora debole il petrolio, sotto quota 100 (99,8 WTI – 108,4 il Brent).

http://www.bloomberg.com/news/2014-05-05/asia-stocks-rise-for-second-day-after-u-s-payrolls-surge.html


Allegati: bloomberg

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