আবার সেই একই অবস্থা। তেহরান বন্ধ করে nuovamente lo হরমুজ প্রণালী e colpisce due navi commerciali che tentavano di attraversarlo. Washington risponde con una terza onda di attacchi contro l’Iran, comunicando di aver colpito almeno 140 obiettivi militari. Si tratta del cocktail perfetto che potrebbe domani far lievitare nuovamente i তেলের দাম e innescare una nuova spirale di timori per l’inflazione e per un rialzo dei tassi, abbattendo le borse e i titoli di stato. La serie di attacchi tra Stati Uniti e Iran negli ultimi giorni ha indotto il presidente Donald Trump a dichiarare la fine del cessate il fuoco, iniziato il 28 febbraio tra Stati Uniti e Israele, volto a porre fine ai combattimenti, pur lasciando aperta la possibilità di proseguire i negoziati.
"Abbiamo preso il controllo dello Stretto di Hormuz con la forza e lo conserveremo con la forza”, ha scritto intanto su X Ebrahim Rezaei, portavoce della Commissione per la politica estera e la sicurezza nazionale del Parlamento iraniano. Teheran nelle notte ha attaccato anche il quartier generale Usa in Bahrein, la base aerea Al-Adid in কাতার, oltre a due porti in কুয়েত e ওমান e a depositi di carburante আমেরিকা nella stessa area. “Tre missili lanciati dal territorio iraniano sono caduti all’alba in diverse località del regno”, ha reso noto l’esercito giordano. Tre persone, tra cui un bambino, sono rimaste invece ferite in Qatar a causa della caduta di schegge durante le intercettazioni dei missili.
Il মার্কিন যুক্তরাষ্ট্র কেন্দ্রীয় কমান্ড ha dichiarato che il presidente Donald Trump ha ordinato nuovi attacchi mirati alla capacità di Teheran di attaccare navi mercantili, dopo che le forze iraniane hanno colpito una nave portacontainer battente bandiera cipriota.”L’Iran ha fatto una scelta sbagliata”, ha dichiarato il capo del Pentagono Pete Hegseth sui social media. “Ora ne pagheranno le conseguenze.”
Eppure continuano i colloqui. L’Oman propone una gestione di Hormuz con due rotte separate
Intanto, l’Oman ha assicurato che proseguiranno i colloqui con l’Iran dopo la riunione tecnico-politica svoltasi ieri a Muscat sul futuro della gestione dello Stretto di Hormuz, alla quale ha preso parte anche una delegazione del Qatar oltere al ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi e il suo omologo omanita, Sayyid Badr Albusaidi. L’Oman ha redatto una proposta preliminare su come gestire le rotte nello Stretto, secondo quanto riferito da una fonte alla সিএনএন, ইঙ্গিত করে due rotte controllate separatamente. In base all’accordo, che deve ancora essere finalizzato, entrambi i corridoi rimarrebbero aperti. Il Corridoio Meridionale, attraverso le acque territoriali dell’Oman, consentirebbe la libera navigazione alle condizioni prebelliche. Le navi che transitano lungo il Corridoio Nord, attraverso le acque territoriali iraniane, necessiterebbero di un’autorizzazione preventiva da parte dell’Iran, sebbene l’accordo non preveda l’imposizione di pedaggi.
Funzionari statunitensi avevano precedentemente affermato che i negoziati sulle armi nucleari non possono progredire finché lo Stretto non sarà messo in sicurezza.
La guida suprema Mojtaba Khamenei ieri ha giurato vendetta per la morte del padre: il quotidiano হামশারি ha inserito anche জর্জিয়া মেলোনি tra le responsabilità, pubblicando una foto della premier in tenuta arancione assieme alle immagini di Trump e Netanyahu con un bersaglio in fronte. Venerdì Trump aveva minacciato di bombardare l’Iran con “1000 missili” se avesse dato seguito alla minaccia di uccidere il leader statunitense, “in questo caso, ME!”.
