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Bitcoin alle stelle, Borse in altalena, Btp sotto 0,50%

Foto di Gerd Altmann da Pixabay

Dopo il lungo rally il rialzo si concede una pausa. Ma solo in Occidente. In Cina, dove batte alle porte la lunga vacanza del Capodanno lunare per festeggiare l’inizio dell’anno del bue, il Toro allunga il passo: le borse dell’Asia galoppano, l’indice MSCI Asia Pacific sale dello 0,8%.

SHANGHAI AI MASSIMI, DA OGGI IN VACANZA

L’indice CSI300 dei listini di Shanghai e Shenzen guadagna quasi il 2% e si porta sui massimi degli ultimi 13 anni nell’ultimo giorno di lavoro prima delle vacanze del Nuovo Anno Lunare. Il rally degli ultimi tre giorni è stato favorito dalla Banca centrale cinese. Nel suo bollettino trimestrale diffuso lunedì notte, la People Bank of China ha spiegato che i recenti drenaggi di liquidità non devono essere interpretati come un’inversione di rotta rispetto alla politica accomodante portata avanti negli ultimi anni.

L’indice Hang Seng di Hong Kong è in rialzo del 2%. Il Kospi di Seul guadagna lo 0,7% e l’S&P ASX 200 di Sidney lo 0,6%. In calo la Borsa dell’India.

EFFETTO COVID: RICAVI RECORD PER TWITTER E PER LA BARBIE

La buona intonazione dei listini orientali lascia prevedere una rapida ripresa del rally anche a Ovest, sempre sotto la spinta della liquidità. Il future dell’indice S&P500 di Wall Street è in rialzo dello 0,2%. A mercato chiuso sono arrivati i dati del trimestre di Twitter: i ricavi sono stati record, pari a 1,3 miliardi di dollari, in rialzo del 28%. Il titolo è salito del 4% nel dopoborsa. La società ha avvertito che nel corso dell’anno, in concomitanza con il ritorno a una vita maggiormente fuori di casa e meno sui social, ci dovrebbe essere un rallentamento dei tempi di permanenza sull’app.

Effetti da pandemia anche sui conti di Mattel (+2,1%). La casa della Barbie ha tratto vantaggio dal lockdown. Esattamente opposta la situazione di Coty (-15%): il lavoro a domicilio ha avuto effetti devastanti sulle vendite dei rossetti Gucci. Poco mossi gli indici: Dow Jones -0,03, S&P 500 -0,11%. In salita il Nasdaq: +0,14%.

SÌ DEL SENATO AL PROCESSO A TRUMP

Il Congresso ieri non ha pettinato le bambole. Con 56 voti a favore e 44 contrari, il Senato statunitense ha votato per procedere con il secondo processo di impeachment ai danni di Donald Trump, respingendo la teoria per la quale sarebbe incostituzionale perseguire un presidente che ha lasciato l’incarico. Comincia oggi il vero e proprio dibattimento. Il processo dovrebbe durare meno di tre settimane. Per ora non ci sono i numeri per una condanna.

L’euro si apprezza per il quarto giorno consecutivo sul dollaro, a 1,213. Oro in rimonta a 1.842 dollari l’oncia. Tra i metalli preziosi, spicca il platino.

IL “CONTANGO” SPINGE I PREZZI DEL GREGGIO

Dopo otto sedute consecutive di rialzo, si ferma il petrolio Brent, poco mosso, a 61 dollari il barile. L’American Petroleoum Institute stima un calo delle scorte di greggio degli Stati Uniti di circa tre milioni di barili. Bloomberg segnala che grazie al balzo di inizio febbraio, si è venuta a creare una situazione favorevole per chi si limita a investire mese dopo mese sui future. In questo momento le opzioni a breve sono più costose di quelle a lungo, un fenomeno chiamato in gergo backwardation. La particolarità del momento fa sì che, nel giro di un anno, l’investimento sul future del petrolio WTI ad un mese, rinnovato ad ogni scadenza su quello del mese successivo, sia in grado di rendere l’otto per cento l’anno.

ALLE STELLE IL BITCOIN. E VOLANO LE “MINIERE”

Poca roba per la speculazione, che ha inquadrato altri strumenti per sfruttare il rialzo favorito dalla liquidità e dall’attesa crescente di un sussulto dell’inflazione. È tornato alla ribalta il Bitcoin grazie anche a un testimonial d’eccezione: Elon Musk. Mister Tesla ha investito 1,5 miliardo di dollari sulla criptovaluta e ha annunciato che d’ora in poi accetterà le valute virtuali per l’acquisto dei veicoli. Il Bitcoin ha segnato un nuovo massimo assoluto a 48.216 dollari: +14% a gennaio, dopo il +47% di dicembre, il +40% di novembre e il +28% di ottobre. Il 2020 ha visto primeggiare il Bitcoin su tutte le asset class d’investimento con un guadagno del 304%. Volano anche le miniere delle criptovalute: Riot Blockchain e Marathon Patent Group mettono a segno guadagni del 22 e del 17%.

Al di là dell’intervento di Musk, il sostegno arriva da diversi fattori: l’interesse e gli investimenti crescenti degli operatori istituzionali (Grayscale Trust ma anche BlackRock); l’apertura dei colossi dei pagamenti online (Square, PayPal) alle transazioni in Bitcoin; diverse nazioni stanno studiando l’eventualità di emettere proprie valute digitali (la Cina è già in una fase di sperimentazione avanzata sullo yuan digitale); l’effetto “scarsità” del Bitcoin; la crescente accessibilità del pubblico retail a operare sulle piattaforme di exchange (in rapida crescita). JP Morgan ritiene che nel giro di poco tempo il prezzo più che triplicherà, solo per effetto dell’arrivo della liquidità che sta uscendo in modo sempre più importante dagli ETF che hanno come sottostante l’oro.

MILANO, IL TORO SI CONCEDE UNA PAUSA (-0,54%)

Al settimo giorno Piazza Affari si fermò. Complici le prese di beneficio, quasi inevitabili dopo il rally innescato dall’effetto Draghi che, comunque, continua a sostenere i titoli del debito. A frenare la spinta al rialzo contribuiscono i dati macro: l’Istat segnala un calo della produzione industriale dell‘11,4% nel 2020 e si tratta del secondo peggior risultato dall’inizio della serie storica (che parte dal 1990), dopo la caduta del 2009.

CALA IL SURPLUS TEDESCO, RIALZA LA TESTA TOTAL

Non va meglio oltre Reno: la Germania registra un drastico calo del surplus commerciale, in flessione per il quarto anno consecutivo. Il saldo positivo tra esportazioni e importazioni si è attestato a 179,1 miliardi di euro (+16,1 a dicembre). Il calo del 9,3% delle esportazioni e il calo delle importazioni del 7,1%, rispetto al 2019, sono stati i più marcati su base tendenziale dalla crisi del 2009. Ne è risultata, dopo tanti fuochi d’artificio, una seduta incolore per le azioni, a fronte di acquisti sui titoli di Stato di tutta l’Eurozona.

Milano chiude la giornata a -0,54%, a 23.300 punti, dopo una corsa di sei sedute in cui ha guadagnato più dell’8%.

Contrastate le altre Borse europee: Francoforte -0,34%. A Parigi (+0,1%) Total avanza dell’1,54%: la società petrolifera ha annunciato che gli utili sono in ripresa grazie alla stabilizzazione dei prezzi del petrolio. La svalutazione degli asset per la pandemia ha comportato una perdita netta di 7,2 miliardi di dollari per il 2020. Madrid -1,22%; Londra +0,1%.

BTP SOTTO LO 0,50%, PIOGGIA DI TITOLI A 50 ANNI NELL’EUROZONA

Pausa nella discesa dello spread, fermo attorno ai 95 punti. Ma in mattinata il rendimento del decennale è sceso sotto lo 0,50% in una giornata che ha comunque segnato nuovi record per l’Eurozona. Unicredit prevede che l’Italia potrà lanciare nel 2021 un titolo a 50 anni. O forse addirittura a 70 anni.

Il titolo a 50 anni della Spagna ha raccolto 5 miliardi su prenotazioni per 65 miliardi. Il tasso di aggiudicazione è stato dell’1,45%, due punti esatti in meno del precedente, che risale al 2016. La settimana scorsa il Portogallo ha ricevuto richieste per 40 miliardi sul trentennale collocato all’1%. Il Belgio e la Francia, infine, hanno collocato due titoli a 50 anni allo 0,65%.

SUL LISTINO IN EVIDENZA PETROLIFERI E SANITÀ

Giornata senza sussulti per il listino milanese, con rialzi in ordine sparso. Avanzano i titoli del settore salute. Meglio di tutti Diasorin (+2,93%) davanti ad Amplifon (+1,33%) e a Recordati (+0,40%). In evidenza i petroliferi Eni (+1,08%) e Saipem (+0,98%), che beneficiano del rialzo dei prezzi del petrolio.

MEDIOBANCA, TRIMESTRE D’ORO. VOLA CREDEM (+7,5%)

Tra i bancari osservata speciale Mediobanca (+0,92%), dopo i conti del primo semestre 2020-21. L’istituto ha triplicato l’utile netto a dicembre, che per l’istituto è la metà dell’esercizio, portandolo a 410 milioni dopo “il secondo miglior trimestre della storia. Con Delfin e Leonardo Del Vecchio abbiamo una costanza di interazioni proficue in cui spieghiamo strategia e risultati – ha detto l’amministratore delegato, Alberto Nagel – La mia valutazione è che sulle priorità siamo assolutamente allineati e siamo entrambi disponibili a valutare anche operazioni importanti di aggregazione, qualora ci fossero. Su questo non abbiamo cambiato idea”.

Ma la copertina spetta a Credem: +7,5%, a quota 5,22 euro, dopo la pubblicazione dei conti 2020. A trainare il titolo sono arrivate le conferme ai giudizi positivi sul titolo da parte degli analisti. Intesa Sanpaolo ha ribadito il rating buy e il prezzo obiettivo a 6,1 euro. La società si conferma “una banca solida e di qualità”. Frena Finecobank (-2,17%) nonostante i conti positivi.

GIÙ LE UTILITY, SESA FA SHOPPING IN CINA

In calo le utility: Enel -2,54%, A2a -2,22%, Terna -1,80%. Tra le mid cap, in progresso Sesa (+3,40%). La società ha acquisito il 55% di Fen Wo Shanghai, attiva nell’offerta di soluzioni digitali e di marketing per aziende italiane che operano sul mercato cinese. La maglia nera è toccata a Nexi (-3,12%). Frena Finecobank (-2,17%) nonostante i conti positivi.

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