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Bce: l’inflazione è temporanea, il bazooka accelera

FIRSTonline

Le munizioni del bazooka rimangono le stesse, ma la frequenza dei colpi aumenta. Il Consiglio direttivo della Bce ha deciso di lasciare invariati i tassi d’interesse e la dotazione da 1.850 miliardi del Pepp, il programma straordinario d’acquisto titoli pensato per fronteggiare la pandemia. Allo stesso tempo, però, l’Eurotower annuncia che – a partire dal secondo trimestre – il ritmo degli acquisti sarà “significativamente superiore” rispetto a quello registrato nei primi mesi dell’anno.

In particolare, il Consiglio direttivo condurrà gli acquisti “in maniera flessibile, in base alle condizioni di mercato, allo scopo di evitare un inasprimento delle condizioni di finanziamento incompatibile con il contrasto dell’effetto al ribasso della pandemia sul profilo previsto per l’inflazione”.

Il corollario è quello di sempre: “Se le condizioni di finanziamento favorevoli potranno essere mantenute mediante flussi di acquisti di attività che non esauriscano la dotazione nell’orizzonte degli acquisti netti del Pepp, non sarà necessario utilizzare appieno la dotazione. Allo stesso modo, la dotazione può essere ricalibrata, se richiesto, per preservare condizioni di finanziamento favorevoli che contribuiscano a contrastare lo shock negativo della pandemia sul profilo dell’inflazione”.

LAGARDE: L’INFLAZIONE NON DURERÀ, GLI STIMOLI SERVONO

La notizia rassicura i mercati, allarmati nelle ultime settimane da un livello di acquisti insolitamente basso da parte della Bce. Gli investitori temevano che, in vista di un possibile riaccendersi dell’inflazione, l’istituto centrale intendesse moderare l’espansività della politica monetaria. Timori spazzati via da Christine Lagarde: nella conferenza stampa successiva alla riunione del Consiglio, la numero uno della Bce ha spiegato che l’inflazione è aumentata nel corso degli ultimi mesi sulla spinta di fattori temporanei (come l’aumento dei prezzi energetici) e che le pressioni di fondo rimangono contenute. Al tempo stesso, “un ampio grado di stimolo monetario continua a essere essenziale – ha precisato Lagarde – al fine di preservare condizioni di finanziamento favorevoli nel periodo della pandemia per tutti i settori economici”.

La reazione dei mercati non si è fatta attendere: nel primo pomeriggio le principali Borse europee viaggiano in positivo (Milano +0,6%), mentre lo spread fra Btp e Bund è sceso fino a 92 punti base.

REINVESTIMENTI FINO AL 2023

La Bce ribadisce inoltre che, nell’ambito del Pepp, continuerà a reinvestire il capitale dei titoli in scadenza almeno fino alla fine del 2023. Il programma non si concluderà prima 31 marzo 2022 e, in ogni caso, andrà avanti finché l’Istituto centrale non riterrà conclusa la fase critica legata al Covid.

IL QUANTITATIVE EASING “TRADIZIONALE”

Al contempo, proseguirà al ritmo di 20 miliardi al mese anche il Quantitative easing tradizionale, ossia il programma d’acquisto titoli che era già in vigore prima della pandemia. In questo caso, la Bce reinvestirà il capitale rimborsato sui titoli in scadenza “per un prolungato periodo di tempo successivamente alla data in cui inizierà a innalzare i tassi d’interesse di riferimento”, e “in ogni caso finché sarà necessario per mantenere condizioni di liquidità favorevoli e un ampio grado di accomodamento monetario”.

I TASSI D’INTERESSE

Per quanto riguarda i tassi, quello sulle operazioni di rifinanziamento principali rimane a zero, quello marginale allo 0,25% e quello sui depositi al -0,50%. La Banca centrale conferma che le percentuali non saliranno “finché le prospettive d’inflazione non convergeranno saldamente su un livello sufficientemente prossimo ma inferiore al 2% nel suo orizzonte di proiezione e tale convergenza non si rifletterà in maniera coerente nelle dinamiche dell’inflazione di fondo”.

LE OPERAZIONI DI RIFINANZIAMENTO

Infine, l’Eurotower continuerà a fornire liquidità al sistema finanziario attraverso le operazioni di rifinanziamento e resta pronta “ad adeguare tutti i suoi strumenti, ove opportuno, per assicurare che l’inflazione continui ad avvicinarsi stabilmente al livello perseguito, in linea con il suo impegno alla simmetria”.

LE PROSPETTIVE PER IL 2021

Lagarde ha aggiunto che la Bce si attende “un forte rimbalzo dell’economia nel corso del 2021”, tuttavia, “sebbene la situazione sia in miglioramento, permangono incertezze sulla dinamica della pandemia e sulla velocità delle vaccinazioni”. Tra i fattori di rischio figurano “i persistenti alti tassi di infezione da Covid, la diffusione di mutazioni e le misure di contenimento che stanno pesando sull’attività a breve termine”. Nell’Eurozona, ha concluso Lagarde, il primo trimestre si concluderà probabilmente con un’altra contrazione del Pil.

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Categories: Finanza e Mercati