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Banco Pop e Bpm ripuliscono i bilanci prima delle nozze

Il Banco Popolare ha chiuso i primi nove mesi dell’anno con una perdita netta di 712 milioni di euro rispetto a un utile di 349,8 milioni lo scorso anno. Il risultato risente di rettifiche di valore nette sui crediti per 1,7 miliardi (erano 575 milioni lo scorso anno). Si tratta di una decisione coerente con la politica di aumentare il livello medio di copertura dei crediti deteriorati e che ha portato all’aumento di capitale da 1 miliardo che la Bce aveva chiesto per dare il via libera alla fusione con Bpm.

A fine settembre, la banca aveva 13,3 miliardi di esposizioni nette deteriorate con un tasso di copertura al 47%, in crescita di 3,35
punti percentuali rispetto a fine dicembre. Per quanto riguarda il sottoinsieme dei crediti in sofferenza, il livello di copertura e’ pari al 59,4% (56,3% e 59,3% rispettivamente al 31 dicembre 2015 ed al 30 giugno 2016). Nonostante l’impatto sui conti dall’aumento dei livelli di copertura, la banca mantiene una forte solidita’ patrimoniale, dopo l’aumento di capitale da 1 miliardo di questa estate. Il Cet1 ‘phased in’ si attesta al 14,7% (14,8% a fine giugno) mentre il valore ‘fully phased’ e’ pari al 13,7% (14,1% a fine giugno). 

Ha pubblicato ieri i conti anche la Banca Popolare di Milano, che Milano ha chiuso i primi nove mesi del 2016 con un utile netto di 88,3 milioni, in calo del 56,4% rispetto allo stesso periodo del 2015. Sui conti pesa l’onere relativo al nuovo fondo di solidarieta’ (165 milioni) che consentira’ l’uscita di 585 dipendenti, al netto del quale l’utile normalizzato si attesta a 184,4 milioni, comunque in discesa del 17,3% annuo. Nel solo terzo trimestre le componenti straordinarie hanno portato i conti in rosso: la perdita e’ di 70,3 milioni. Tornando ai nove mesi, i proventi operativi si sono attestati a 1,2 miliardi (+0,5%), con margine di interesse a 595,4 milioni (-1,9%) e commissioni nette a 441,7 milioni (-2,2%). Balzano del 27,3% gli oneri operativi (a 900,1 milioni), su cui incide direttamente il contributo al fondo di solidarieta’, per un rapporto cost/income al 74,8%.

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Categories: Finanza e Mercati